Russia, dollaro, petrolio

La Russia è una potenza in ascesa, alleatasi apertamente con la Cina, con la quale ha stipulato grandi accordi commerciali bilaterali tendenti a superare l’uso del dollaro nelle transazioni; basta citare lo storico accordo per la fornitura di gas alla Cina (4). Inoltre, è del primo dicembre scorso l’altro storico accordo con la Turchia per l’estensione del Blue Stream, l’oleodotto che trasporterà gas dalla Russia alla Turchia, passando per il Mar Nero; dalla Turchia il gas arriverà ai paesi dell’Europa meridionale (Grecia ed Italia), all’Austria ed ai paesi dei Balcani. A questo oleodotto che porta il gas russo all’Europa, si unirà un ramo che porterà anche il gas dell’Iran e dell’Azerbaigian. I paesi dell’Europa che lo desiderano hanno totalmente assicurato l’approvvigionamento gassifero. Tutto ciò rappresenta una minaccia per la potenza USA, perchè tale gas non sarà certo fornito utilizzando il dollaro come strumento di pagamento.
Questi accordi commerciali in cui si elimina l’utilizzo del dollaro, si stanno diffondendo grazie alla Russia (ed alla Cina) anche ad altri stati,  come Malesia, Nuova Zelanda e vari paesi dell’America Latina.

Un eventuale abbandono del dollaro come moneta di riserva internazionale avrebbe conseguenze catastrofiche sull’economia statunitense, anzi minerebbe l’esistenza stessa dell’Unione, per cui gli USA sono impegnati a fermare con ogni mezzo (sanzioni, ritorsioni, guerra economica, fino ad arrivare a bombardamenti ed invasioni) tutti coloro che cercano di superare l’uso del dollaro (5). E’ questa la política che stanno portando avanti anche contro la Russia.

estratto da http://apocalisselaica.net/la-russia-verso-labbandono-del-dollaro-aumenta-le-riserve-in-oro-e-si-libera-dei-bond-usa/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Russia, dollaro, petrolio”

  1. L’Iran è saldamente legato al petro-yuan. L’Iran ora può contare su una flotta di superpetroliere, opportunamente assicurate, per esportare il proprio petrolio. Il calcolo iraniano è che la guerra economica di Washington stimolerà i prezzi del petrolio più alti. Quindi, anche se le esportazioni dell’Iran sono destinate a soffrire, il reddito energetico potrebbe non essere influenzato. Protetti da tutte queste drammatiche eruzioni, troviamo alcuni dati sorprendenti. L’Iran e la Russia possono sedere su un sorprendente valore di 45 trilioni di dollari in riserve di petrolio e gas. Il fracking americano è in gran parte un mito. L’Arabia Saudita potrebbe avere al massimo 20 anni di riserve petrolifere rimaste. Si tratta di energia – sempre. I soliti sospetti difficilmente si siederanno e si rilasseranno mentre la Russia infinitamente demonizzata, proprio come la Norvegia, costruisce una solida classe media attraverso le entrate petrolifere e gli enormi surplus delle partite correnti. Le campane d’allarme stanno per suonare, secondo le parole di “Putin ha ripreso l’OPEC”. In effetti, fu Putin a convincere Mohammad bin Salman (MBS) a combattere insieme l’offensiva degli scisti statunitensi . L’enigma dell’OPEC-plus-Iran è tutt’altro che risolto. Solo una cosa è certa; il futuro parla di guerre di risorse brutali e nascoste. Fonte: Asia Times Traduzione: Luciano Lago

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