Heartland

Eurasia

Heartland o Heartlands (letteralmente: il Cuore della Terra) è un nome che venne dato alla zona centrale del continente Eurasia, corrispondente all’incirca alla Russia e alle province limitrofe, da Sir Halford Mackinder, il geografo inglese autore di Democratic Ideals and Reality; la teoria delle Heartlands venne sottoposta alla Royal Geographical Society nel 1904.

L’Heartland era descritto da Mackinder come il territorio delimitato ad ovest dal Volga, ad est dal Fiume Azzurro, a nord dall’Artico e a sud dalle cime più occidentali dell’Himalaya. All’epoca, tale zona era quasi interamente controllata dall’Impero Russo.

Per Mackinder, che basava la sua teoria geopolitica sulla contrapposizione tra mare e terra, Heartland era il “cuore” pulsante di tutte le civiltà di terra, in quanto logisticamente inavvicinabile da qualunque talassocrazia. Da qui la frase che riassume l’intera concezione geopolitica di Mackinder:

(EN)« Who rules East Europe commands the Heartland: who rules the Heartland commands the World-Island: who rules the World-Island commands the World » (IT)« Chi controlla l’Est Europa comanda l’Heartland: chi controlla l’Heartland comanda l’Isola-Mondo: chi controlla l’Isola-Mondo comanda il mondo »

Il “povero” Mackinder temeva tutto questo, quando convinse i banchieri del suo paese che era giocoforza tramare contro lo Zar. Gli anglosassoni sono convinti che riusciranno a boicottare ancora una volta i lavori ferroviari attorno al Caspio, come fecero appoggiando di fatto i bolscevichi nel 1918 in Turkmenistan. Pensano di innescare disordini in Azerbaijan e Turkmenistan, rispettivamente dal nuovo Kurdistan e dall’Afghanistan. Stavolta però lo scontro si farà più duro ed esplicito, perché ad attenderli al varco non ci saranno solo siriani e iracheni.

Ciò potrebbe rivelarsi un bagno di sangue ben superiore all’attuale, che attende ovviamente anche noi vassalli europei.

La cosa incredibile è che noi vi prenderemo parte contro i nostri stessi interessi commerciali, perché se i treni merci dal Caspio riuscissero a passare anche il blocco nazista ucraino nel Donbass, dove il secondo binario fu divelto con la fine dell’URSS ed il primo sta per esserlo, ed arrivassero così agevolmente in Slesia e poi a Tarvisio, noi, oltre ai bassi costi di trasporto, potremmo anche regolare i conti con l’Oriente in euro, magari con un doppio corso euro-lire, anziché in dollari!

http://www.maurizioblondet.it/la-mackinderite-malattia-cronica-perniciosa/

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Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Heartland”

  1. “Avendo preso possesso dei limiti assiali dell’ Isola-Mondo, sottraendoli alla Germania nazista e al Giappone Imperiale nel 1945, per tutti i 70 anni successivi gli Stati Uniti si sono affidati a strati sempre più fitti di potenziale bellico per contenere Cina e Russia nei limiti dell’ Heartland Eurasiatico. Spogliata del suo rivestimento ideologico, la grande strategia di Washington del contenimento anti-comunista nella guerra fredda, non è stato molto altro che un processo di successione imperiale”. Alla fine della guerra fredda nel 1990, l’accerchiamento della Cina comunista e della Russia richiedevano 700 basi in territori stranieri, una potenza aerea di 1763 jet da combattimento, un vasto arsenale nucleare, oltre 1000 missili balistici, una potenza navale di 600 navi, tra cui 15 portaerei nucleari, tutti unificati dall’unico sistema al mondo di comunicazione globale satellitare”. – (La geopolitica del declino Americano globale, Alfred W. McCoy) Negli ultimi 70 anni la strategia Imperiale ha funzionato senza contrattempi, ma adesso la rinascita Russa e l’esplosiva crescita Cinese minacciano di liberarsi dal giogo dell’abbraccio costrittivo di Washington. Gli alleati Asiatici hanno iniziato a puntellare l’Asia e l’Europa con gasdotti e ferrovie ad alta velocità che uniranno insieme i vari staterelli distanti dispersi nelle steppe, attirandoli nell’ Unione Economica Euroasiatica, collegandoli a un superstato prospero e in espansione, epicentro del commercio e dell’industria globale. L’uomo della “grande scacchiera”, Zbigniew Brzezinski, ha riassunto l’importanza dell’Asia centrale nel suo classico del 1997 sostendendo che: “L’Eurasia è il maggiore continente del globo e la sua importanza geopolitica è assiale. Una potenza che domina l’Eurasia controllerebbe due tra le tre regioni più avanzate ed economicamente produttive. Circa il 75% della popolazione mondiale vive in Eurasia e la maggior parte della ricchezza fisica effettiva si trova anche essa in questa area, sia nelle sue imprese che nel suo suolo. L’Eurasia conta per il 60% del PIL mondiale e per circa tre quarti delle risorse energetiche note del globo” (La Grande scacchiera: La supremazia Americana e i suoi imperativi geostrategici, Zbigniew Brzezinski, pag.31).
    http://www.controinformazione.info/lamerica-rischiera-la-terza-guerra-mondiale-per-prevenire-lemergere-di-un-superstato-ue-russia/

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