Il voltafaccia di Trump

Sul fronte nordcoreano, la minaccia di guerra (con esiti nucleari?) contro Kim Jong-un è evidente nella presenza della portaerei nucleare Carl Vinson e nelle bellicose dichiarazioni del presidente USA. C’è da aspettarsi sorprese anche sul fronte del Donbass ucraino, dove i mercenari euronazisti di Kiev scalpitano, in attesa di riprendere il conflitto. Quello che è certo è che Trump è ostaggio delle stesse élite che hanno manovrato la presidenza Obama. Forse c’è qualcosa di decisivo che non sappiamo. Ad esempio, che a Trump i veri governanti degli Usa abbiano dato l’alternativa fra un prossimo impeachment, se costui avesse velleitariamente insistito nel voler realizzare integralmente il suo programma politico (su NATO, Russia e lotta al terrorismo, passi per l’avversione al Tpp global-mercatista …), e la permanenza alla presidenza in cambio della continuazione della geopolitica della prepotenza, della destabilizzazione e del caos, tanto cara ai criminali globalisti e ai fanatici neocon. Trump ha scelto mostrando il suo vero spessore, che non è quello di uno statista, ma di un burattino, come lo sarebbe stata la Clinton. Improvvisamente la NATO non è più obsoleta, per sua stessa ammissione fuor di ogni logica e coerenza, ma sarà ancora uno strumento di morte e di oppressione, castrando ogni speranza di liberazione in Europa. Ciò comporta, per noi patrioti e sovranisti in Europa, delle conseguenze negative evidenti: L’unica speranza che ci resta è la resistenza della Federazione Russa e della sua piccola coalizione di stati liberi, fin tanto che riuscirà a tenere. La NATO continuerà ad opprimerci e a rappresentare, con gli Usa, il primo rischio di guerra, nella quale saremo automaticamente coinvolti. La persistenza della NATO e il peggioramento delle relazioni con la Russia, complice la folle russofobia indotta dai media in occidente., contribuiranno a mantenere in vita più a lungo la costruzione elistista dell’unione europide e dell’eurolager. I collaborazionisti del Pentagono e della troika, al governo nei paesi europei, non correranno rischi nel breve e continueranno a godere del sostegno e della protezione dei loro padroni sopranazionali, il che vorrà dire la continuazione della macelleria sociale e il progredire dell’impoverimento di massa, nonché i devastanti effetti della politica “dell’accoglienza” indiscriminata dei migranti. Con il senno di poi possiamo affermare che anche se fosse diventata presidente la temutissima Clinton, al posto del deludente Donald Trump, per noi non sarebbe cambiato granché, perché saremmo sempre nella merda come lo siamo ora. Fonte: Pauper Class

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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