Infiltrazioni

di Lorenzo Tondo, Piero Messina e Patrick Wintour, 28 aprile 2017

Investigatori dell’intelligence italiana ritengono che un certo numero di miliziani dello Stato Islamico provenienti dalla Libia si siano introdotti in Europa infiltrandosi in un programma destinato a fornire trattamenti medici ai soldati feriti dell’esercito governativo libico.

Un documento dell’intelligence italiana, esaminato dal Guardian, rivela una complessa rete tramite la quale, dal 2015 a oggi, membri dell’Isis e altri combattenti collegati a movimenti jihadisti si sarebbero infiltrati in Europa fingendosi soldati feriti, in modo da raggiungere cliniche ospedaliere e poi, una volta dimessi, muoversi liberamente in Europa e nel Medio Oriente.

“Miliziani dell’Isis, coinvolti nel trasporto di feriti dalla Libia, stanno utilizzando questa strategia per uscire dalla Libia con passaporti falsi“, dice il documento.

Il documento dell’intelligence italiana si concentra su un progetto sanitario sostenuto dai paesi occidentali per la cura e la riabilitazione dei libici feriti, e sostiene che questo progetto viene gestito “in modo dubbio e ambiguo”, nonostante sia stato supervisionato dal governo libico con base a Tripoli riconosciuto dall’ONU. Il documento suggerisce che il governo libico abbia involontariamente pagato le spese di viaggio ai miliziani dell’Isis, confondendoli coi propri soldati regolari.

I diplomatici e i responsabili del settore sanitario hanno utilizzato un programma chiamato “Comitato Assistenza Feriti Libici” per richiedere passaporti speciali coi quali trasportare i soldati feriti verso l’Europa per fornirgli cure sanitarie.

Ma l’intelligence italiana ritiene che un numero imprecisato di guerrieri dell’Isis si sia infiltrato in questo programma usando passaporti falsi forniti da reti criminali e da funzionari corrotti. Il documento dice che all’inizio del 2016 è stato scoperto che l’Isis aveva preso il controllo dell’ufficio passaporti di Sirte e aveva rubato 2.000 documenti in bianco.

Il governo francese ha già dichiarato pubblicamente che l’Isis ha sviluppato capacità sufficienti da produrre in proprio almeno 200 passaporti falsi.

Il documento dell’intelligence italiana afferma: “Dal 15 dicembre 2015 un numero imprecisato di miliziani feriti dello Stato Islamico presenti in Libia sono stati trasportati al di fuori del paese verso un ospedale di Istanbul per ricevere trattamenti medici“.

Il grosso dei “falsi feriti” viene dall’area libica di Fataeh, dove “si nascondono numerosi militanti dello Stato Islamico“, dice il documento.

http://vocidallestero.it/2017/05/04/guardian-secondo-un-documento-dellintelligence-italiana-combattenti-isis-raggiungono-leuropa-fingendosi-soldati-libici-feriti/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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