Sgambetto alla Lega

A me che son vecchio questa storia di sequestrare 49 milioni di euro per 500.000 contestati mi ricorda qualcosa: una porcheria simile. La vittima fu Angelo Rizzoli proprietario di un impero editoriale da mille miliardi di lire tra cui il Corriere della sera.

Gli tolsero tutto per un buco di venti miliardi . Lui aveva un “amico del giaguaro”, Tassan Din, all’interno; fu lui che avvertì quand’era il momento di colpire chiedendo indietro subito i crediti in un momento in cui Rizzoli non aveva liquidità e in cui gli furono chiusi tutti i canali di credito.

Così gli squali con venti miliardi si spartirono la carcassa da mille, la Fiat prese il Corrierone ed Angelo Rizzoli finì pure in galera per bancarotta.

Anni dopo quando del suo impero rimanevano le ceneri la giustizia italiana (minuscola intenzionale) accertò che era innocente e che era la vittima.

La storia della Repubblica Italiana è costellata di queste storie da vomito.

Telesforo Boldrini in https://scenarieconomici.it/il-sequestro-alla-lega-mi-ricorda-unaltra-porcheria/

Nel frattempo…

E la Lega? La svolta sovranista e antieuropea impressa da Matteo Salvini, su cui hanno storto il naso molti militanti di stretta osservanza bossiana, ha prodotto – indica sempre Marco Reguzzoni – ricette socialiste in economia e nazional-centraliste in politica. In un certo senso quindi Grande Nord si prefigge di tornare alle origini del movimento padano e riproporre la questione settentrionale. “È la Lega che ha cambiato posizione, non noi”, afferma con un certo orgoglio l’ex capogruppo alla Camera.

https://www.tvsvizzera.it/tvs/intervista-a-marco-reguzzoni_con-grande-nord-torna-di-moda-il-federalismo-fiscale

Adesso possiamo fare le elezioni senza pericolo…

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Sgambetto alla Lega”

  1. Chi scavasse un poco dietro il movimento indipendentista catalano ed i suoi omologhi europei (si veda il nostro lavoro sulla Lega Nord di Gianfranco Miglio ed Umberto Bossi) scoprirebbe infatti gli stessi poteri che si nascondono dietro le istituzioni di Bruxelles: tanto i secessionisti catalani sono spietati verso il proprio centrale, quanto sono ben disposti verso la moneta unica e la tecnocrazie europea1. Lo stesso discorso vale per i vetero-leghisti del calibro di Roberto Maroni, convinto sostenitore dell’autonomia della “macroregione del Nord” dal resto dell’Italia, all’interno, ovviamente, dell’Unione Europea
    http://federicodezzani.altervista.org/lo-stato-nazionale-e-superato-perche-bruxelles-sostiene-la-secessione-della-catalogna/

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