De-escalation?

Il generale Sergei Rudskoi,  capo del dipartimento operativo principale al quartier generale russo, infatti, ha comunicato:

“Nonostante gli accordi firmati ad Astana il 15  settembre,   miliziani di Jabhat al-Nusra ed unità a che si sono unite […]  hanno sferrato una offensiva di grande scala contro le posizioni del governo […]  ad Hama nella zona di de-escalation di Idlib   a cominciare dalle  del mattino del 19 settembre […] Secondo  i dati in nostro possesso, l’offensiva è stata iniziata dai servizi di spionaggio americani per bloccare l’avanzata delle truppe del governo ad est di Deir Ezzor”.

Qualche ora dopo, la cosa è stata ribadita ad un livello più alto, con una esplicita  minaccia. Il generale Igor Konashenkov , portavoce del ministero della Difesa di Mosca: “La Russia ha detto in modo inequivoco alle forze USA nella base di Al Udeid (Qatar) che non  tollererà nessun colpo d’artiglieria dalle aree dove sono stazionate le “forze democratiche siriane” […]. Spari provenienti da quelle posizioni saranno soppressi con tutti i mezzi necessari”. Ovviamente sapendo che là ci sono gli americani.

Cadaveri di terroristi dopo l’intervento degli Spetsnaz e dell’aviazione russa.

Come dice The Saker, “un attacco organizzato dagli Usa in una zona che si supponeva di de-escalation, con in più un tentativo di catturare soldati russi, eleva la doppiezza americana ad un livello totalmente nuovo”,  ed anche l’esibizione del suo gansterismo – di cui del resto non si vergogna, come dimostra  il discorso da gangster che Donald Trump ha fatto, o gli hanno fatto fare, all’ONU: “L’Iran è uno stato canaglia economicamente vuoto, il cui export principale è la violenza…il mondo si unisca a noi a chiedere che il governo iraniano cessi il suo cammino di guerra e distruzione”, per poi promettere di “totally destroy  North Korea”..

Le meschine operazioni americane in Siria hanno  lo scopo (secondo osservatori ben informati)  “di mantenere le  forze del governo siriano lontane dai campi petroliferi da nord dell’Eufrate, perché gli Usa hanno il piano di  costruire e controllare un proto-stato curdo nella Siria del Nord Est, e il controllo sul greggio darebbe a questo stato la necessaria base economica”.

Lo stato curdo che sta per nascere in Irak ha la protezione di Israele. Ed Israele ha colpito venerdì l’aeroporto di Damasco con due razzi,lanciati probabilmente da un drone israeliano; drone che l’aviazione siriana dice di aver abbattuto.  Poco prima, Tsahal aveva segnalato di aver lanciato un attacco aereo ad un sito militare  – sempre nella provincia di Hama.   Il  coordinamento coi terroristi e i servizi Usa pare evidente, così come la volontà   di provocare una escalation – altro che una de-escalation – da parte delle forze armate russe.

I 200 primi camion di armi e munizioni offerte dal Pentagono allo YPG (l’esercito curdo in Siria, ex PKK) sono stati consegnati in due convogli separati, l’11 e il 19 settembre. Provenienti dalla  regione curda dell’Irak i camion sono passati dal posto di frontiera di Semalka”:; Sono armi di fabbricazione ex sovietica, salvo alcuni   veicoli L-ATV dell’esercito Usa.

“Queste armi non sono destinate a combattere Daesh, che sta per essere eradicato, ma saranno usate  per la prossima guerra contro la Siria”,   dice Meyssan.

(http://www.voltairenet.org/article198000.html )

La Suddetsche Zeitung conferma: ha scoperto casualmente una spedizione di armamenti dal quartier generale delle forze aeree Usa in Europa, a Ramstein, verso i “ribelli” siriani. Il giornale germanico ha scoperto che i comandi Usa hanno chiesto a quattro appaltatori del trasporto di  non dichiarare la natura del carico, perché il governo tedesco avrebbe l’obbligo   di bloccare un tal traffico di armi sul suo territorio verso un paese in guerra. Il procuratore generale tedesco ha aperto un’inchiesta per appurare se il Pentagono e la Merkel hanno  rispettato il diritto, nazionale.

http://www.maurizioblondet.it/severo-monito-mosca-allo-canaglia-usa-continua-la-guerra/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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