L’età dell’oro

Nell’aprile 2016 la Cina ha fatto una mossa importante per diventare il nuovo centro per lo scambio basato sull’oro e il centro mondiale del commercio di oro, oro fisico. La Cina è oggi il più grande produttore mondiale di oro, molto più avanti del Sudafrica, esso stesso membro dei BRICS, con la Russia come numero due.
La Cina ha ora creato un vasto centro di deposito nella zona cinese di libero commercio di Qianhai, vicino a Shenzhen, la città di circa 18 milioni di abitanti immediatamente a nord di Hong Kong sul delta del Fiume delle Perle. Ora la Cina sta completando la costruzione di un impianto permanente di stoccaggio dell’oro, inclusi un deposito doganale, una sala contrattazioni e relative aree ammini­strative. La Società Cinese per lo Scambio dell’Oro e dell’Argento basata ad Hong Kong e fondata 105 anni fa è entrata in un progetto insieme a ICBC, la più grande banca di Stato della Cina e la più grande banca di importazione dell’oro, per creare il Qianhai Storage Center. Inizia a diventare chiaro perché alla fine del 2014 una falsa ONG di Washington come la National Endowment for Democracy abbia tentato, senza successo, di suscitare a Hong Kong una rivoluzione colorata anti Beijing, la rivoluzione degli ombrelli.
Ora aggiungere il nuovo contratto future per il petrolio scambiato in Cina in yuan garantiti dall’oro porterà a un cambiamento drammatico tra i membri chiave dell’OPEC, anche in Medio Oriente; preferire per il loro petrolio yuan garantiti dall’oro ai dollari USA inflazionati comporta un rischio geopolitico, come ha sperimentato il Qatar in seguito alla visita di Trump a Riad qualche mese fa. Da notare che il gigante petrolifero di Stato russo Rosneft ha appena annunciato che la compagnia petrolifera cinese di Stato CEFC China Energy Company Ltd. ha appena acquisito dal Qatar la quo­ta del 14% di Rosneft.
Tutto inizia a ingranare in una strategia molto coerente.
L’impero del dollaro è in una penosa agonia mortale e i suoi patriarchi sono in uno stato di negazio­ne della realtà, altrimenti noto come presidenza Trump. Intanto gli elementi più sani di questo mon­do stanno costruendo alternative positive, pacifiche. Sono anche disposti ad ammettere che Wa­shington si unisca a loro sotto regole oneste.

http://appelloalpopolo.it/?p=35399

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “L’età dell’oro”

  1. Altrove, l’influenza statunitense viene contestata da una Russia in ripresa. Nel 2014, la regione idilliaca della Crimea fu reintegrata nel territorio russo. La Crimea era parte della terra russa e sovietica da più di due secoli (1783-1991), cosa mai menzionata. Il reintegro della Crimea fu un’altra dimostrazione di forza; la Russia è definitivamente contraria a sopportare ancora la distruttiva influenza occidentale. Questo dopo la guerra dell’Ossezia del Sud del 2008 che, come scrisse il Prof. Richard Sakwa dell’Università del Kent, “fu in effetti la prima delle guerre per fermare l’espansione della NATO“. Sei anni dopo, il ritorno della Crimea in Russia era la risposta al vigoroso colpo di Stato occidentale in Ucraina. Nel 2015, Barack Obama ammise pubblicamente il coinvolgimento statunitense in un’ignorata intervista della CNN. Il putsch ucraino sprofondò il Paese, dalla lunga storia di sfruttamento occidentale, in un altro abisso. Il regime di Kiev è in realtà un governo di estrema destra guidato dal miliardario Petro Poroshenko. A giugno fu riferito che avesse l’approvazione dell’1% del pubblico, secondo Kiev Post. L’amministrazione Poroshenko è la più corrotta in Europa, con collegamenti diretti con gruppi neonazisti che combattono nelle regioni orientali dell’Ucraina, come Donetsk e Donbas. Virtualmente alcuno di tali fatti indesiderati viene segnalato al pubblico occidentale. Invece, la Russia continua ad essere vergognosamente insultata per aver cercato di proteggere le frontiere da ulteriori aggressioni. In risposta alla reintegrazione della Crimea, le manovre della NATO alle frontiere della Russia sono aumentate per dimensioni e minacce. La NATO riceve il 75% dei finanziamenti dagli Stati Uniti e le sue politiche sono da tempo una minaccia alla sicurezza globale. Infatti, la NATO, formata nel 1949, avrebbe dovuto essere smantellata decenni fa. Il generale Dwight D. Eisenhower, il primo comandante supremo della NATO, scrisse nel 1950 che “se entro 10 anni le truppe statunitensi stanziate in Europa per la difesa nazionale non ritorneranno negli Stati Uniti, allora questo piano (la NATO) avrà fallito“. Inoltre, l’intervento della Russia in Siria che sconfigge i terroristi filo-occidentali sottolinea anche la fine del controllo statunitense sul Medio Oriente. Tale risultato sarebbe stato impensabile un decennio fa. I disastrosi interventi statunitensi in Medio Oriente hanno comportato anche un significativo declino della loro influenza.
    https://aurorasito.wordpress.com/2017/10/23/cina-e-russia-minacciano-il-potere-occidentale/

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  2. Le riserve in oro della Banca centrale russa salgono a 2065,2709 tonnellate ad ottobre, 900000 once d’oro (27,99313 tonnellate). Le riserve auree russe sono le quinte al mondo. La Russia ha aggiunto ben 224 tonnellate di oro alle riserve nel 2017. Ad ottobre, la Russia aggiungeva oltre 227 tonnellate di oro nel 2018, un nuovo record. Al ritmo attuale, la Banca centrale russa aggiungerà oltre 270 tonnellate nel 2018. Da giugno 2015, la Banca centrale russa ha aggiunto 760 tonnellate di oro alle proprie riserve. Le riserve totali in Russia sono aumentate da 459163,3 a settembre a 459563,4 ad ottobre. Le disponibilità russe di titoli del Tesoro statunitensi erano pari a 14,06 miliardi di dollari nell’agosto 2018 rispetto ai 48,1 miliardi nell’aprile 2018. Le riserve auree per un valore di 81,055 miliardi costituiscono il 17,6% delle riserve totali della Russia.
    http://aurorasito.altervista.org/?p=3631

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