Chiuso un fronte, se ne apre un altro

Il recupero di Abu Kamal ha aperto la strada alle forze iraniane e sciite irachene che arrivano dall’Iraq e si dirigono subito verso Palmyra e Damasco. Tuttavia, la vista delle forze militari Siriane e iraniane che si sono spostate nella parte est della Siria, vicine al confine Giordano, ha creato preoccupazioni alla Giordania ed al comando della coalizione diretta dagli USA. Dalla località di Deir Ezzor parte adesso un asse di comunicazione che facilita i rifornimenti ed i passaggi di truppe e logistica attraverso l’Iraq e la Siria con grande scorno del comando USA che aveva cercato in tutti i modi di impedire la creazione di questo asse strategico, posizionando una base militare USA a Al Tanf, vicino al confine Giordano, base che adesso rimane isolata e che il comando USA sembra stia pianificando di spostare altrove. Il conflitto in Siria si avvia ormai verso il suo epilogo, con il suo carico di vittime (circa 450.000 secondo calcoli approssimativi), di distruzioni e di milioni di profughi. Il piano USA-Israele-Saudita di rovesciare il governo di Damasco e di smembrare il paese per stabilire tre entità distinte, sotto il controllo statunitense, è fallito e l’esercito dei mercenari takfiri armati da USA e Arabia Saudita si trova in rotta, nonostante le tonnellate di armi moderne ed i finanziamenti milionari elargiti dai suoi patrocinatori. I governi di Washington, Londra e Rijad, non si aspettavano di trovare una così ostinata resistenza da parte delle forze siriane ed avevano sottovalutato anche l’intervento dell’aviazione russa sul campo. Gli errori si pagano e questo fallimento spinge il Governo di Rijad (non ancora rassegnato alla sconfitta dei suoi mercenari), a cercare nuove strade per riaprire il conflitto e si spiega l’agitazione e le purghe dei principi sauditi avvenute da ultimo a Rijad. Come notano vari analisti indipendenti, si tratta di tentativi maldestri di mascherare il fallimento del piano di destabilizzazione della Siria sviando l’attenzione su altre questioni interne ed esterne al Regno dei Monarchi sauditi, in crisi e in semi bancarotta per i risultati disastrosi delle sue guerre (Siria e Yemen). Fonti:  Sputnik Mundo     Al Manar Traduzione e sintesi di Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/presa-abu-kamal-ultimo-bastione-dellisis-fallito-il-piano-usa-saudita-in-siria/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Chiuso un fronte, se ne apre un altro”

  1. BEIRUT, LIBANO (22.55) – Un enorme convoglio dell’esercito turco è stato fotografato nel governatorato di Idlib dalla provincia di Hatay, ieri, segnando la seconda volta questo mese che Ankara ha inviato forze in Siria. Secondo i mezzi di informazione dell’opposizione siriana, il convoglio dell’esercito turco ha stabilito un terzo punto di osservazione nelle montagne di Al-Aqil vicino alla pianura di Anadan, ad ovest di Aleppo.
    https://www.controinformazione.info/un-massiccio-convoglio-dellesercito-turco-entra-in-siria-si-dirige-verso-le-prime-linee-curde/

    "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: