Il Populismo secondo Blondet

“Ora, il popolo non interpreta la soppressione di tutte le norme come sinonimo di maggior libertà”, ed è spontaneamente ostile a quella “controcultura” che gli sta decostruendo attorno tutti i suoi riferimenti sulla base di una concezione astratta della libertà che spoglia tale libertà di ogni rapporto con un quadro normativo; percepisce confusamente che “essere libero” non significa staccarsi e rifiutare, bensì aderire e partecipare. In un mondo in cui tutte le forme di autorità sono state delegittimate l’una dopo l’altra, con l’eccezione dell’autorità tecnocratica degli “esperti”; e in cui le uniche istituzioni che ancora regolano i rapporti tra gli uomini sono il contratto giuridico e lo scambio commerciale, la gente vede che questa perdita di senso è dovuto alle relazioni economiche che hanno preso il sopravvento sulle relazioni sociali, una reificazione dell’esistenza umana che mette termine alla società organica,ossia all’interdipendenza tra gli uomini”.

In più, se guarda la tv o legge i giornali, gli si insegna che lui è una minoranza insignificante; infatti, sui media e talk show deborda “la società civile” felice delle libertà fornite dal nomadismo e dalla formazione permanente, grata delle 12 vaccinazioni obbligatorie, esultante che i diritti dei gay siano finalmente riconosciuti, profondamente misericordiosa e generosa nell’accoglienza alle miglia di clandestini, contentissima di “stare nell’Euro” e cedere la sovranità – questo residuo arcaico – alla banca centrale. A vedere le tv, questa “società civile” sembra la maggioranza assoluta dell’elettorato. E’ un trucco. “La “società civile” è ciò con cui oggi il circo mediatico-politico vuol sostituire il popolo (De Benoist)… L’importanza attribuita alla società civile è un modo di consacrare l’azione dei gruppi di interesse e delle lobby, tutte ugualmente rappresentativi di questa “società civile” – senza dire che molte ONG rappresentate come “società civile” sono creazioni artificiali finanziate da Soros, dal Dipartimento di Stato, dalla nota lobby e dalle massonerie…

https://www.maurizioblondet.it/mai-vota-sepre-meno-gente/

Oggi, in realtà, molti vedono nuove imposizioni, o, peggio ancora, aggressioni al loro benessere o tranquillità, ma si limitano a cercare consiglio a pagamento presso i mezzi di comunicazione, gli psicologi, i libri di auto aiuto, gli esperti di varia umanità a tariffa oraria. Tuttavia, ben difficilmente la pletora di esperti può sostituire i genitori e i nonni, la saggezza comunitaria. Anche per questo il mondo diventa ogni giorno più immaturo, adolescente, timoroso di crescere, dipendente.

L’esito è disastroso: nuovi autoritarismi incombono, ma l’opera di dissoluzione del passato, l’annullamento sino alla negazione del “mondo di ieri” ha prodotto una nuova personalità, più fragile, insicura, affezionata all’apparenza della libertà, nemica di tutto ciò che è permanente, stabile, impegnata in un gioco senza inizio e senza fine. Ragazzi di ogni età che non crescono mai, estenuati da interminabili dispute sul nulla, la cui fine è invariabilmente l’assenza di decisione, l’orrore per la responsabilità, il respingere tutto ciò che rende consapevoli. E pensare che, etimologicamente, adolescente significa colui che cresce e si fa adulto. Uomini e donne incompiuti, poiché l’adolescenza, come la giovinezza, è una fase dell’esistenza, una condizione spesso felice ma temporanea, una scena nel film della vita.

https://www.maurizioblondet.it/mondo-eterni-adolescenti-sindrome-peter-pan/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Il Populismo secondo Blondet”

  1. Così, sono già partiti in campagna elettorale a tutto gas senza aver risolto il problema decisivo di non imbarcare mediocri, stupidi, ominicchi e quaquaraquà in ossequio al dettame casaleggista “uno vale uno”, fesseria sesquipedale come poche. Il grande limite mai affrontato né tanto meno superato resta quello: non essersi mai dotati, e non voler dotarsi neppure adesso di una struttura con criteri di formazione e selezione della classe dirigente per capacità politica.

    Questo, a valle. Perché a monte è mancato sempre e manca tuttora un pensiero coerente e fondante. Anche se, bisogna dirlo, una sensibilità di fondo uguale nel tempo è rimasta: quando ad esempio i grillos votano a favore del biotestamento o della legalizzazione della cannabis, riemerge l’originale matrice libertaria che non hanno mai abbandonato.

    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=59856

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