Chi vuole la guerra?

Il Pentagono non sapeva?

A questo punto, Thierry Meyssan (che ha entrature altissime  nei servizi siriani) racconta: il 13 marzo, “scavalcando la via diplomatica ufficiale, il capo di stato maggiore russo Valeri Gherassimov contatta il suo omologo, il generale USA Joseph Dunford, per informarlo dei suoi timori di un attacco chimico  false flag nel Ghouta. Dunford prende la cosa molto sul serio e allerta il segretario Usa alla Difesa, il generale Jim Mattis,  che ne riferisce al presidente Trump. Data la sicurezza dei russi che questo colpo basso sarebbe preparato all’insaputa del Pentagono, la Casa Bianca chiede al direttore  della CIA, Mike Pompeo, di identificare i responsabili del complotto”.

http://www.voltairenet.org/article200226.html

Meyssan attribuisce a questo fatto il brutale, fulmineo e inspiegabile  licenziamento in tronco di Tillerson, e del suo vice Steve Goldstein,  da parte di Donald Trump. Apparentemente, il moderato Tillerson era parte del complotto per scatenare una guerra contro i russi in Siria, tenendo bordone alla May,  all’insaputa del governo degli Stati Uniti – o almeno del Pentagono e del presidente.   Non c’è motivo di non credere a questa informazione di Meyssan; il fatto che Trump si sia congratulato con Putin per la sua rielezione – contro i consigli di suoi “consiglieri”  e incontrando le furibonde critiche dei media come il Washington Post il New York Times – sembra una conferma.  Tanto  più che Trump ha auspicato di incontrarsi  con Putin in un “futuro non troppo lontano” per discutere di corsa agli armamenti che sta andando fuori controllo” e della Corea del  Nord –  suscitando altre furibonde critiche dei soliti ambienti.

Un’altra  conferma viene da Deutsche Wirtschafts Nachrichten: il giornale tedesco ha chiesto direttamente al Pentagono se  poteva confermare che l’armata siriana e le sue milizie ausiliarie avevano intenzione di  riprendere Al Tanf – ossia la base americana, striscia di terreno di 55 chilometri che essi hanno occupato per  costituire un santuario permanente per i terroristi (o opposizione moderata).  La risposta è stata spaventosa: “Per dirlo senza mezzi termini, non sono gli Stati Uniti a controllare la guarnigione di Al Tanf. Al Tanf è una struttura di coalizione. E no, non abbiamo alcuna indicazione che il regime siriano stia pianificando di attaccare le forze  della coalizione”.

Se è così, è agghiacciante constatare che la superpotenza nucleare più armata della storia stava per essere trascinata nella guerra alla Russia alle spalle del Pentagono, da parte di un potere interno che sta contemporaneamente conducendo la sua guerra contro il presidente. Spaventoso pensare che queste schegge impazzite e irresponsabili si erano coordinate con Londra; ancor più, aver visto come tutte le capitali europee, Berlino, Parigi e Roma, e peggio – la NATO e i suoi 29 membri – hanno tenuto bordone a questo progetto criminale unendosi alle inverosimili accuse a Putin di essere il mandante dell’avvelenamento di Skripal.

A chi diavolo stanno obbedendo Merkel, Macron, Gentiloni e Stoltenberg? A chi obbediscono i media mainstream – loro cui basterebbe esprimere qualche autorevole dubbio sulla versione inglese dell’avvelenamento a Skripal (tutte le informazioni veridiche sono disponibili in rete) per dissipare il malefico castello di carte che ci porta alla guerra?

https://www.maurizioblondet.it/ora-mosca-sventato-la-guerra-cui-ci-portano-irresponsabili-capi-europei/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Chi vuole la guerra?”

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