Lunga è la strada

Fino a che punto, e da quanti anni, abbia perso la rotta Forza Italia, ce l’hanno ricordato gli stessi suoi esponenti  in queste ore in cui hanno discusso ad alta voce di bocciare il governo Lega-5 Stelle: votarono sì al governo Monti, legalizzando il golpe che aveva rovesciato illegalmente Berlusconi; votarono il governo  Enrico Letta, il piddino adoratore di Beniamino Andreatta e Ciampi  causa della nostra perdita di sovranità monetaria; adesso voteranno contro il governo messo insieme dal loro alleato di centro-destra, o al massimo si asterranno.

Come di colpo sembra vecchio  e falso  tutto ciò, di fronte a Salvini e Di Maio.

Trovo eccezionale come fattore del loro successo, e sorprendente, il rapporto che si è costruito fra i due.  Mai visto che due capi di partiti distanti e in competizione, si tengano in contatto concordino, fra gli  insulti, la  linea comune. Mantenendo una fiducia reciproca, una lealtà fra di loro, quasi fossero fratelli che si conoscono da sempre.

Inaudita, poi, la generosa mancanza di diffidenza… Mi spiego: il riflesso meschino del politico mediocre, quando stringe un’alleanza di governo con il capo di un altro partito, è: “Non sto concedendogli troppo?”, “Gli sto regalando una posizione di favore”,  “Non mi porterà via i miei elettori?”, “Come posso fregarlo prima che freghi me?” – questo, lettori, è la base del “far politica”  in Italia da sempre, ed è in fondo il motivo per cui le alleanze sono sempre state instabili, o governi fragili, le pugnalate alla schiena del premier da parte dei più vicini, la regola;  quello stile per cui Bossi pugnalò Berlusconi per conto di Scalfaro, Renzi ha pugnalato D’Alema  (che aveva prima  pugnalato Prodi), Bersani e Letta, e  silurato Prodi alla presidenza della repubblica.  Operazioni al difuori, in piena dimenticanza, di ogni programma politico vero. Potete moltiplicare gli esempi, le lotte  sono sempre intestine in Italia, è la guerra civile permanente dei vicini contro i vicini, chi in una coalizione è in minoranza, sa che deve tramare contro la maggioranza, perché se sta fedele e tranquillo, perde voti, o teme di perderli.  Questo è il motivo in fondo per cui i DC avrebbero aspirato al compromesso storico col  Partito Comunista: non si sarebbero rubati gli elettorati, troppo lontani.

https://www.maurizioblondet.it/sono-nati-due-politici-di-qualita/

Nota: Io ricordo che la Lega votò contro il governo Monti nel 2011 (assieme all’ Italia dei valori di Di Pietro; da parte del M5S ho visto finora solo qualche esternazione di Di Battista

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Lunga è la strada”

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