Non era vero

Un effetto collaterale della falsità che “la massima pressione” abbia funzionato contro la Corea democratica, è che l’amministrazione Trump crede che funzionerà pure con l’Iran. È perciò che ha abortito l’accordo nucleare con l’Iran: “L’amministrazione Trump è convinta di avere un’apertura per un accordo nucleare con la Corea democratica a causa della campagna di massima pressione. “Lo chiamano scenario della Corea del Nord”, secondo un funzionario europeo. “Premete sui nordcoreani. Sugli iraniani … e faranno la stessa cosa di Kim Jong-un… arrendersi”.” Quando il capo della CIA, ora segretario di Stato, Pompeo giunse in Corea democratica il 10 maggio per preparare ulteriori negoziati, i nordcoreani avvertirono che Washington pensava nel modo sbagliato: “Una volta arrivati, Pompeo s’incontrò per circa un’ora con Kim Yong Chol, discutendo del summit Trump-Kim e del programma di Pompeo, prima che Kim ospitasse un pranzo al trentanovesimo piano dell’hotel che accoglieva formalmente gli statunitensi… Kim poi gli disse che “abbiamo perfezionato la nostra capacità nucleare”, aggiungendo che “questo incontro non è il risultato delle sanzioni imposte dall’estero”.” Una delle condizioni che la Corea democratica chiese all’inizio dei negoziati era il congelamento delle esercitazioni militari “strategiche” di Corea del Sud e Stati Uniti in cambio del congelamento dei test nucleari e missilistici della Corea democratica. Questo fu capito da entrambe le parti. La condizione tenne per un po’, ma pochi giorni dopo Stati Uniti e Corea del Sud annunciavano nuove esercitazioni: “Corea del Sud e Stati Uniti inizieranno massicce esercitazioni aeree combinate questa settimana, secondo i funzionari, in una mossa apparente per rafforzare la presa in vista dei colloqui di denuclearizzazione con la Corea democratica. L’esercitazione Max Thunder inizierà venerdì, coinvolgendo circa 100 aerei da guerra, tra cui otto caccia furtivi F-22 e un numero imprecisato di bombardieri B-52 e caccia F-15K, secondo i funzionari. È la prima volta che gli alleati decidono di schierare otto F-22 per l’esercitazione combinata. Secondo gli osservatori lo spettacolo programmato di formidabile forza aerea sembrava volto a costringere il Nord a rinunciare alle proprie ambizioni nucleari”. I caccia stealth F-22 e i B-52 sono mezzi nucleari e quindi strategici. Presenti nell’esercitazione, rompono l’intesa precedente. In risposta alle manovre, la Corea democratica annullava i colloqui ad alto livello con la Corea del Sud: “L’agenzia di stampa centrale nordcoreana affermava che le esercitazioni Max Thunder delle forze aeree sudcoreane e statunitensi sono una prova generale per l’invasione del Nord e una provocazione ai tiepidi legami inter-coreani… “Questa esercitazione che ci prende di mira, in corso nella Corea del Sud, è una flagrante sfida alla Dichiarazione di Panmunjom e provocazione militare intenzionale in contrasto con lo sviluppo politico positivo nella penisola coreana“, affermava KCNA. “Gli Stati Uniti dovranno anche intraprendere un’attenta riflessione sul destino del previsto vertice nordcoreano-statunitense alla luce di tale provocatorio putiferio militare condotto congiuntamente con le autorità sudcoreane“. Il dipartimento di Stato e il Pentagono erano apparentemente inconsapevoli che l’esercizio avrebbe avuto tali conseguenze.
La Corea democratica si sente tradita. Ha interrotto i test missilistici e nucleari. Smantella il “sito die test del nord” delle armi nucleari. Ha graziato tre prigionieri e li ha rilasciati per gli Stati Uniti. Ha tenuto diversi incontri promettenti con Corea del Sud e Stati Uniti. Perché ora deve sopportare altra pressione? Perché dovrebbe consentire a Stati Uniti e Corea del Sud di violare l’accordo sul blocco dei test in cambio del congelamento delle esercitazioni? Trump pensava di aver già vinto. Finalmente la Corea democratica glielo dice chiaramente: Non rinuncerà alle armi solo per essere distrutto come altri Paesi che commisero lo stesso errore: “Il Viceministro degli Esteri Kim Kye-gwan ha chiarito che il regime comunista non è interessato a nessun discorso sul nucleare in cui soa costretto a rinunciare al proprio arsenale nucleare, secondo l’agenzia KCNA di Pyongyang… Kim ha espresso dispiacere per gli Stati Uniti che presentano precedenti metodi di denuclearizzazione, come quello della Libia”.

https://aurorasito.wordpress.com/2018/05/17/la-corea-democratica-annullera-il-vertice-con-trump/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Non era vero”

  1. Non saranno gli Stati Uniti a trarre vantaggio da un’economia mista socialista di mercato in Corea democratica, ma un altro Paese e un finto “amico” degli USA che ha intrecciato una relazione occulta con la Corea democratica da decenni: Israele. Non più vincolato dalle sanzioni internazionali imposte alla Corea democratica, saranno le compagnie israeliane, che già hanno contatti nel governo nord-coreano, ad avere potere finanziario in Corea democratica.
    https://aurorasito.wordpress.com/2018/05/17/trump-il-fantoccio-tra-laccordo-iraniano-e-laccordo-nordcoreano/

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  2. Ha cominciato John Bolton, il consigliere della sicurezza nazionale che Trump s’è scelto ben conoscendo che tipo è: d’improvviso, ha dichiarato che, sulla questione del nucleare nord-coreano, avrebbe adottato “il modello Libia”. L’espressione è già abbastanza insultante per irritare Kim, memore del trattamento che gli Usa hanno fatto subire a Gheddafi. Ma in realtà, Bolton – con il suo raffinato tatto – voleva dire: “prima”, la Corea del Nord consegna i suoi mezzi atomici e consente le visite degli ispettori, e “solo poi” gli Stati Uniti solleveranno le sanzioni economiche, quelle che vorranno loro. Fu infatti questo il “modello” a cui si adattò Gheddafi, quando anni fa si procurò alcuni impianti per cominciare l’arricchimento dell’uranio – senza però avere né la forza industriale e le competenze scientifiche per davvero farsi l’atomica. Allora, per ottenere la fine delle sanzioni, il libico caricò su una nave quel materiale, e “solo dopo” Washington levò alcune sanzioni.

    A quel punto, la Casa Bianca s’è prodigata per superare la figura di Bolton, assicurando Kim che non gli avrebbero fatto subire il “trattamento Libia” inteso come invasione ed assassinio, quale quello che fece subire Hillary Clinton a Gheddafi.

    Il guaio è che il giorno dopo, nella conferenza-stampa rituale, un giornalista chiede a Trump cosa pensa del “modello Libia” proposto da Bolton, e Trump, evidentemente del tutto impreparato, e ignorante della sottile e malagevole distinzione fra i due concetti, ha interpretato come il secondo tipo di “trattamento Libia”. Infatti, a braccio, ha risposto:

    “Se guardi al modello con Gheddafi, quella è stata decimazione totale. Siamo andati lì e lo abbiamo battuto. Ora, quel modello sarà applicato se non facciamo un accordo, molto probabilmente. Ma se facciamo un accordo, penso che Kim Jong-un sarà molto contento”.

    ( la frase originale: “The model, if you look at that model with Gaddafi, that was a total decimation. We went in there to beat him. Now that model would take place if we don’t make a deal, most likely. But if we make a deal, I think Kim Jong-un is going to be very, very happy.”)

    Di fatto, una gaffe impossibile da medicare. Gigantesca. Sesquipedale. Trump ha praticamente detto a Kim: fai il trattato con noi, o ti facciamo fare la fine di Gheddafi. Probabilmente anche Donald se ne deve essere accorto quasi subito, perché ha borbottato che avrebbe garantito “forti garanzie” per la sicurezza di Kim, se accedeva all’accordo. Naturalmente del tutto inconscio che, da come lui ha distrutto l’accordo sul nucleare con l’Iran, firmato da un presidente Usa e confermato dagli alleati europei, dai russi e dal Consiglio di Sicurezza ONU, Kim sa che una “forte garanzia” americana non vale la carta su cui è scritta.
    https://www.maurizioblondet.it/seul-chiude-lo-spazio-aerei-ai-b-52-proprio-come-la-ue/

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