Quell’ultimo ponte

La prima cosa che ho pensato appena hanno dato la notizia è che non mi dicevano le informazioni essenziali: sabotaggio o attentato?

E adesso su FB:

 Trovato cemento carbonizzato tra le macerie.
Carbonizzato? Da cosa? In che senso?
Leggete inoltre la testimonianza di un lavoratore del settore.
Il camionista intervistato dice di essere stato sbalzato fuori dell’abitacolo da un tremendo spostamento d’aria: dovuto a cosa?
Moltissimi abitanti delle case nei pressi del ponte hanno avvertito anche loro un fortissimo spostamento d’aria e non hanno dubbi che si sia trattato di un’esplosione, ma non possono dirlo (leggete l’altra testimonianza). Da tempo erano oggetto di forti pressioni perché se ne andassero e lasciassero libere quelle case, che ora saranno lasciate libere per forza (“ragioni di sicurezza”, quindi “per il loro bene”).
Ed è la prima volta che sento parlare di TAV in questa faccenda, ma vi dirò: non mi stupisce affatto.
Io non so come siano andate le cose, ma una cosa è chiara: questa è una losca e orribile storia.
Attenzione signori, perché il finale di questa storia è già scritto: comunque vadano le indagini, la colpa verrà data al fulmine, cioè ad una tragica fatalità, e la gente ci crederà, in barba a tutte le leggi della fisica e della logica.
Questo darà modo ai Benetton di attaccare e distruggere Di Maio per danno di immagine e quant’altro.
Temo moltissimo questo scenario, gli suggerisco la massima prudenza e spero che almeno Salvini lo trattenga dal fare passi pericolosissimi: quelle sono bestie sataniche, non scherzano.
Segnalo inoltre il totale silenzio di Berlusconi su questa faccenda: e si sa che lui sa.

Arianna Kellerman

https://www.facebook.com/groups/salvarelitalia/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

4 pensieri riguardo “Quell’ultimo ponte”

  1. Molti di voi sono nati dopo gli anni 70, quelli delle stragi di Stato (mai spiegate, ovviamente), e quindi posso capire che non capiscano. Ma gli altri, quelli nati prima, sono imperdonabili se non colgono al volo un’impressione di déjà vu.
    Siamo in presenza di un cumulo di depistaggi e menzogne da parte di tutti i media e perfino degli inquirenti: già questo dovrebbe mettervi in allarme.
    Un esempio: la storia delle cam del ponte andate in black out, avallata dal prouratore Cozzi con una faciloneria sconcertante, stride in modo evidente con il fatto che le due cam del ponte, la 472 e la 4083, siano sparite per magia anche dal sito di Autostrade per l’Italia.
    E’ andato in black out pure il sito?
    Anche questa è una “coincidenza”?
    Inoltre, come già detto, è dimostrabilmente falso che le cam fossero in black out dopo il crollo: alle 12:15 funzionavano benissimo (vedi foto).
    https://www.facebook.com/groups/salvarelitalia/permalink/2230573267177379/?notif_id=1534789039357817&notif_t=group_highlights

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  2. Comunque, quasi certamente non sapremo mai. Vi sono delle verità che restano indicibili, perché non possono essere dette. E poi, dopotutto, può anche essersi trattato semplicemente di un cedimento strutturale: un ponte fatto male, una manutenzione insufficiente, una leggerezza criminosa, il solito palleggio di responsabilità, il solito gioco dei quattro cantoni. E tuttavia, gli italiani questa volta hanno intuito che il crollo del Ponte Morandi apre un nuovo capitolo della loro storia. Venti famiglie su trentanove hanno rifiutato i funerali di Stato, e questo è di per sé un fatto altamente eloquente: significa che il cittadino percepisce se stesso come totalmente separato dal mondo delle istituzioni. Lo sapevamo già, ma almeno in casi come quello di Genova, eravamo abituati a un rassegnato unanimismo nel dolore, al solito copione con la richiesta di verità da parte sia dei parenti, sia dei politici. Anche stavolta abbiamo udito il presidente Mattarella parlare di una tragedia inaccettabile, ma è un inaccettabile che appartiene al solito vocabolario del ritualmente corretto, che si sfoga nell’ambito delle parole e si esorcizza da se stesso nell’atto di dirsi; si intuisce che, per quanto riguarda i politici, anche questa tragedia finirà per essere, se non accettata, almeno archiviata; con la segreta speranza che la archivierà anche la coscienza dei cittadini comuni.
    https://www.controinformazione.info/qual-e-la-lezione-di-genova/

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