I loro santi 2

L’atteggiamento dei Benetton fu possibile circoscriverlo con poche parole “non perdere soldi in questa vicenda”. Perché?

Poiché Atlantia aveva da poco lanciato un’OPA (una proposta di acquisto) per Abertis, l’omologa società spagnola che gestisce le autostrade spagnole più alcuni tratti nelle Americhe: non dimentichiamo che Abertis ha sede a Barcellona, mentre a Santander ha sede una delle banche più potenti del mondo (al 12° posto nella classifica mondiale, quando Intesa San Paolo, la più grande banca italiana, è solo al 35° posto). Questo per dire come l’operazione fosse ardita ed altamente remunerativa (e dunque costosa).

Bisogna ricordare che, nel 2007, Benetton rischiò proprio di farsi portar via “l’osso” delle autostrade italiane da Abertis ma, con “l’aiuto” dell’allora governo Prodi, riuscì ad aggiudicarsi la gara. Meglio che resti in mano italiane, qualcuno pensò: i genovesi non sono proprio d’accordo. Però, il contendente era sempre lì, sul campo e le due società si confrontarono per la gestione di tratti autostradali in America Latina.

Che fare, si pensava a Treviso?

Se non puoi fermare un nemico…trova il modo di fartelo amico…oppure: compralo!

Così, in questi ultimi 10 anni, è iniziato un piano di “risparmio” che doveva condurre ad ammucchiare un “tesoretto” per comprare gli spagnoli. Non a caso furono sempre rinviati i lavori per aggiornare i due piloni privi di stralli esterni (mentre il primo era già stato “aggiornato” dallo Stato nel 1993)…ma sì, non crollerà…compreremo Abertis e poi si vedrà…S’è visto.

Tutta la rete italiana ha bisogno di una colossale manutenzione, poiché, per anni, l’imperativo è stato “un fiorino”, ossia il pedaggio autostradale visto come una tassa, come nel noto film di Benigni e Troisi. I documenti “sensibili” – ossia i piani di manutenzione – segreti!

Lo stato delle autostrade italiane (e non parliamo delle strade, da quando l’ANAS non ha più avuto i proventi delle autostrade!) è degenerato: la corruzione, l’assunzione in Atlantia di manager prima statali – la secretazione degli atti!!! – ha fatto il resto.

Così, per anni, abbiamo pagato “un fiorino” affinché Benetton potesse comprare Abertis e…diventare sempre più ricco. Non s’è interessato molto del “problemino” generato a Genova – ai morti, a chi perderà la casa, anche alle difficoltà che la sua “assenza” nella manutenzione ha arrecato al primo porto italiano – no…s’è fatto vivo solo quando le azioni di Atlantia hanno iniziato a crollare in Borsa. Eh no, fate delle “comunicazioni sociali” perverse…così non si fa…mi fate perdere la possibilità d’acchiappare l’odiato rivale e diventare ancora più ricco. Alla fine, ha preferito salpare con il suo yacht: meglio stare fuori dalle acque territoriali…non si sa mai…

estratto da http://carlobertani.blogspot.com/2018/08/il-ponte-sul-fiume-guai.html

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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