Ingenui e incapaci

Macron ci ha portato via la Libia.  Non solo ha messo le mani sul gasdotto che ci porta il  gas della Libia  a Gela

E ci riempirà di  “migranti”, delle decine di migliaia di africani sub-sahariani che erano in qualche modo precariamente trattenuti  in Libia.

La trappola è pronta ed è stata congegnata perfettamente. Toninelli ha confermato l’ammiraglio Pettorino, di Gentiloni, invece di sostituirlo.

 

La Diciotti, quindi,   comincerà  di nuovo a fare la spola con la Libia e portare centinaia e centinaia  di  “naufraghi” che “ha salvato” dalle acque libiche, dove “sono stati torturati”, per farli sbarcare  ed accogliere.  Cosa farà Salvini? Rimetterà in scena  la resistenza solitaria che ha  attuato per i 177  eritrei (e delinquenti  scafisti), guadagnandosi  altre imputazioni oltre quelle che  il procuratore di Agrigento  gli ha accumulato sulla testa? Fra gli urli e le lacrime dei media e dei  clericali culattoni ma tanto tanto caritatevoli?  Contro L’Europa  che “condanna”?  Contro El Papa?  Oggi effettivamente la Libia, con i combattimenti per  le strade di Tripoli, “non è un luogo sicuro” dove  si possa proporre di rimandarli.  Non credo che Salvini abbia oggi la forza di  replicare la scena.

E dove sono in questo momento la ministra della Difesa Trenta? Il ministro degli Esteri Moavero?  Quest’ultimo era membro del governo Monti,questo basti.

Come a Salvini ha spiegato Travaglio (a nome delle procure),   dandogli del “cazzaro”, non esiste immunità per reati ministeriali.  Salvini non  ha l’immunità parlamentare a fargli da scudo.  Le accuse  del procuratore di Agrigento possono essere per metà campate in aria  e depennate dal “tribunale dei ministri di Palermo” (sic: già che esiste un  tribunale dei ministri a Palermo ci dice che cosa è lo stato di diritto all’Italiana),   ma per un’altra metà confermate, diciamo da 15 anni di galera?  L’ultima parola spetta al Parlamento: dove c’è un’ampia maggioranza  per il governo.  Ma ne siamo davvero sicuri? Con Fico nel seggio principale, con Toninelli che si  è riposizionato,  con i ministri  5Stelle di cui la metà vogliosi di far le scarpe a Di Maio? E con le  trame del Quirinale, sempre operanti dietro le quinte, per formare un governo di salvezza nazionale?

In questo senso, guarderei con attenzione l’uscita  del conte Gentiloni Mazzanti Viendalmare in non so quale festival PD: occorre mettere il cambiamento climatico in testa all’agenda politica della sinistra….

Esattamente: è questo che deve combattere la sinistra, il cambiamento climatico.  Come  a Palermo, è  il tràffico. Come dice anche Francesco (che ha esortato a salvare le barriere coralline). Insomma questa è una  candidatura “forte” per un governo che sarà approvato dalla UE. E dall’ala  ecologista che c’è nel 5S, ed è rappresentata dal “Dibba”. Non a caso ricomparso  in video dal Guatemala  a dare la nuova  “linea”.  Cambiamento climatico, no al TAP.  Attenzione: non dico che il 5Stelle è pronto a “tradire”. Dico che è considerato attaccabile  dall’interno,  ossia frazionabile, perché ha metà dei suoi elettori “di sinistra”, sensibili a certe sirene,  e subalterni mediaticamente alla demonizzazione di Salvini. Ritengo altrettanto “friabile”  la Lega  (che oltretutto deve cambiare nome, per sperare di non essere chiamata a rispondere dei “46 milioni”), anche se per ragioni diverse. Errori  per troppa sicurezza  e ingenuità in politica,  che il Nemico strapotente farà pagare fino all’ultimo cent.

Contro queste trame Salvini ha solo il favore popolare. Se andasse ad elezioni anticipate, vincerebbe alla grande. Ma siete sicuri che Mattarella non farà di tutto per allontanare queste elezioni “anticipate” , che favorirebbero il suo Nemico? Ed è perfettamente in grado di farlo.  E’ il massimo specialista di sistemi elettorali e trucchi legali per eludere la volontà popolare: del resto porta il suo nome, Mattarellum, la legge che escogitò tanti decenni  fa (1993)  per falsare  il referendum, dove la volontà popolare si era espressa  a schiacciante maggioranza  per il  maggioritario, introducendo una dose di proporzionale che  serviva solo a far sopravvivere i partiti  da spazzar via per volontà popolare.

Ho paura che Salvini sperimenterà che in Italia,  il favore popolare è scritto sull’acqua.  Le torme di negri che la Diciotti  (s’intende, insieme ad OpenArms e compari internazionali ) sta per scaricare sulle coste  italiane, mostreranno al popolo che  Salvini “non può farci niente”.  Non vorrei essere pessimista, ma fossi in lui imparerei un po’ di magiaro.

Per noi italiani, se non lottiamo adesso e superiamo le “delusioni” e gli  “scoraggiamenti”,  il futuro è segnato: la Troika ci renderà come la Grecia, e  entro il 2025 la popolazione sarà per il 60% composta da africani  e musulmani,  come profetizzò Gustavo Rol.  O come  vide Irlamer: in Italia, “le cose vanno selvaggiamente”.

 

 

L’articolo PROVOCAZIONI SU PROVOCAZIONI, LA SITUAZIONE PRECIPITA proviene da Blondet & Friends.

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

3 pensieri riguardo “Ingenui e incapaci”

  1. Come se non bastasse ci sono centrali transnazionali interessate a mantenere il caos nel paese in modo da approfittarne per i propri interessi energetici e geopolitici. Una di queste è la Francia, l’altro sono gli Stati Uniti che hanno facilitato il trasferimento in Libia di gruppi di terroristi dell’ISIS provenienti dalla Siria e dall’Iraq. Nel mezzo di questo marasma, i governi italiani (Renzi e Gentiloni) avevano puntato sul generale Serraj quando, già all’epoca dei negoziati con governo libico, si sapeva che questi non disponeva del controllo del territorio se non in minima parte (Tripoli e parte della periferia). Questo perchè Serraj era appoggiato dall’ONU e da quella che i nostri politici si ostinano a chiamare “comunità internazionale” che raggruppa soltanto pochi paesi occidentali. La Francia si era tirata subito fuori ed appoggiava il generale Haftar, considerato l’uomo forte che è amico dei francesi e vede gli italiani come “il fumo negli occhi”. Idem l’Egitto, interessato a garantirsi una fascia di sicurezza al confine libico contro le infiltrazioni dei terroristi. La Russia altrettanto appoggia il generale, in quanto aveva individuato in Haftar il “cavallo vincente” nella contesa per il potere. Gli USA hanno dimostrato la loro ambiguità in quanto interessati a mantenere diviso il paese ed a favorire la creazione di un retroterra dove sistemare le loro truppe mercenarie, gli jihadisti dell’ISIS e di Al Quaeda utilizzati già in Siria nella operazione che doveva rovesciare il governo Assad ma che era fallita grazie all’intervento russo e iraniano. In sostanza l’Italia ha sbagliato tutto ed adesso rischia di pagarla cara mentre l’eredità del disastro viene lasciata nelle mani del Governo Conte/Salvini che si ritrova con la prima grande “patata bollente” dal suo inizio sullo scenario internazionale con il rischio di nuovi massicci flussi di profughi in navigazione verso l’Italia. Viene meno qualsiasi speranza di una attività delle autorità libiche per fermare il traffico di migranti, visto che le stesse autorità libiche saranno impegnate a combattere per la loro sopravvivenza. L’anarchia in Libia vuole dire barconi stracolmi e gommoni che partono verso l’Italia senza più freni e senza possibilità di fermarli sulle coste libiche e con la prospettiva che siano imbarcati detenuti (c’è stata una evasione di massa da un carcere) e terroristi islamici in fuga, tutti verso le coste del sud Italia per richiedere asilo e status di rifugiati. In questa situazione non basta sperare che intervenga Trump a cui si era affidata la Lega di Salvini e il governo Conte, in sostegno del governo di Serraj, come lo stesso presidente USA aveva (sembra ) promesso al nostro presidente del consiglio, nel corso della sua visita a Washington. Trump ha ben altra gatte da pelare in casa e su come muoversi in Libia lo decide Mike Pompeo ed i neocon ai quali risulta comodo che il paese venga mantenuto nel caos. La strategia USA mira a destabilizzare ed a creare il caos, se qualcuno non se ne fosse ancora accorto basta guardare a quello che hanno creato in Iraq, in Afghanistan, in Libia ed in Siria (dove gli è andata però male). Poche illusioni quindi per l’Italia: la rogna se la deve “grattare” il Governo Conte/Salvini che gli piaccia o no e questo governo dovrebbe ormai aver capito che la UE e l’ONU (a cui sempre l’Italia si affida) contano quanto il “due di coppe a briscola” mentre la NATO rema contro gli interessi italiani per provocare la Russia e sabotarne i rapporti con l’Europa. L’Unione Europea, questa sciagurata UE, si dimostra per quello che è: una accozzaglia di Stati dove ogni governo cerca di affermare i propri interessi a danno degli altri soci, peggio che nella serie “Fratelli coltelli”. La finiranno forse con la retorica dell’Europa solidale e garanzia di pace (Boldrini, Bonino, Grasso e soci).
    https://www.controinformazione.info/il-disastro-della-libia-dimostra-linconsistenza-della-politica-estera-dellitalia-e-della-ue/

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