Vaccini sì, obbligo no

Sulla delicata e seria questione dell’obbligo vaccinale (qui una lettura consigliabile per approfondire l’argomento), il “frame” costruito dai media mette in scena due schieramenti contrapposti: quello dei fedeli alla scienza, propugnatori sia dell’utilità dei vaccini sia dell’obbligo di legge come misura necessaria per sostenerne la diffusione; e quello della irrazionalità e dell’ignoranza, che disconosce i vantaggi delle vaccinazioni e si oppone per questo non solo al loro obbligo ma anche alla loro  pratica. In soldoni: chi non è d’accordo sull’obbligo è un “novax”. Non è così. Al contrario, nel mondo scientifico il ricorso all’obbligo di vaccinazione non ha mai goduto di particolare sostegno. Per contribuire a un quadro più corretto, proponiamo l’editoriale uscito all’inizio di quest’anno sulla autorevolissima rivista medica  francese La revue Prescrire, considerata a livello internazionale un autentico caposaldo della letteratura medica fondata sulle prove ed indipendente dagli interessi delle case farmaceutiche. L’obbligo di vaccinazione, secondo Prescrire, è il triste segno dell’incapacità di rispondere alle contestazioni, ma anche alla richiesta di maggiori conoscenze, con dati solidi e scelte trasparenti.

http://vocidallestero.it/2018/10/29/prescrire-obbligati-sullimposizione-dei-vaccini/

Più amore

di  Luciano Lago

Come avevamo previsto, intere zone delle città o province italiane sono passate sotto il controllo della mafia nigeriana, che si è organizzata nella gestione del racket della distribuzione della droga e in quello della prostituzione.
L’episodio di Roma San Lorenzo, con la barbara violenza ed assassinio della povera Desirè, come quello precedente della Pamela a Macerata, violentata, uccisa e fatta a pezzi dai nigeriani, confermano questa fosca previsione.

D’altra parte, a conferma di quanto detto, dove era fuggito per rifugiarsi il quarto uomo dei presunti assassini della ragazza di Roma? A Borgo Mezzanone, nel Foggiano, un’altra delle zone dove la mafia nigeriana ha creato dei feudi extraterritoriali dove comanda e controlla l’intera area. Un africano fra tanti altri si confonde molto bene.. Se non fosse che la polizia ne seguiva le tracce del telefonino, mai lo avrebebro trovato.

Avrebbe potuto andare tranquillamente anche a Castel Volturno, in provincia di Caserta, dove vi è un’altra enclave della mafia nigeriana o a Torino, San Salvario o in altre zone di Milano, o di Genova, dove vi sono altrettante enclave nigeriane al di fuori della legge e di qualsiasi controllo.

Non per nulla scrivevamo l’anno scorso su altri episodi accaduti che, In provincia di Foggia, a Borgo Mezzanone:” si anticipa quale sarà l’ambiente dell’Italia multiculturale che la sinistra mondialista ci vuole imporre: degrado, violenza, mafia nigeriana padrona del territorio, famiglie italiane assediate dai gruppi di delinquenti africani”.

Questa situazione esplosiva veniva descritta a Borgo Mezzanone, a pochi passi da Foggia. Gli abitanti stanno facendo i conti ancora una volta con una vera e propria bidonville di migranti in totale solitudine. Si leggeva su La Stampa. Ogni giorno spunta una nuova baracca. «Nel punto esatto in cui un blindato dell’esercito italiano presidia l’ingresso posteriore del Cara di Borgo Mezzanone, uno dei tre più grandi centri per richiedenti asilo d’Italia, incomincia la bidonville dei migranti», lo si leggeva nell’articolo.

Lo spettacolo è veramente indecoroso. «Vedi montagne di rifiuti stratificati, roghi di plastiche, fumi neri, niente bagni, un travaso continuo di persone e le ragazze, nuove anch’esse, appena arrivate da Foggia, in attesa su vecchi divani sfondati davanti alla baracca bordello. C’è una grande discoteca sotto una tettoia verde. La chiesa degli afghani. Il ristorante dei pakistani. Ma la zona più grande è quella gestita dalla mafia nigeriana. Dove comanda un tale con due occhi allucinati, che seduto davanti a una bandiera americana, con tre cani tristi fra i piedi, domanda: «Tutto a posto?».

«Comandano i nigeriani, abbiamo paura»

Il punto cruciale è proprio questo: a preoccupare da tempo i residenti del piccolo centro sono alcune bande nigeriane che di fatto controllano la zona. La legalità da queste parti è morta da un pezzo e gli episodi di violenza si consumano in una sorta di terra di nessuno. I residenti sono esasperati e ritengono di essere stati abbandonati dallo Stato.

All’inizio della scorsa estate c’era stata ad una rivolta dei cittadini – una delle tante- dopo che un migrante aveva derubato una anziana signora cercando persino di violentarla. Ora chiedono una linea di trasporto dove potersi spostare in pace e senza paura: “Perché la circolare è piena di stranieri – leggiamo- Noi siamo 700, loro più di 5000 e non ce la facciamo più”, spiegano i residenti. “Ci insultano, fanno la pipì per strada. Le nostre ragazze vorrebbero prendere il pullman, ma non possiamo lasciarle andare in questa situazione. Abbiamo chiesto alla squadra mobile e alla prefettura, hanno risposto che non possono farci niente. Dicono che non ci sono altri mezzi disponibili”.

Avevamo previsto che queste zone “extra territoriali” si sarebbero estese e moltiplicate nell’ambito nazionale e così è accaduto, siamo stati facili profeti. Per, la verità lo avevano scritto da tempo anche alcuni giornali britannici denunciando la situazione di controllo del territorio di bande di delinquenti africani ma molti avevano pensato che era una esagerazione. Era invece una constatazione realistica.

Ragazze schiavizzate dalla mafia nigeriana

Non prevedevamo che anche a Roma, in una zona storica e centralissima come San Lorenzo, si sarebbe creata una nuova enclave, profittando del degrado e dell’incuria in cui l’intero quartiere si trova grazie all’abbandono delle Istituzioni.

Consideriamo che abbiamo avuto governi come quello di Renzi e Gentiloni che hanno aperto le frontiere e i porti facendo entrare centinaia di migliaia di migranti senza controllo e queste ne sono le conseguenze.

Attualmente il Governo Conte/Salvini avrà un compito molto arduo di rimettere sotto controllo il territorio e procedere al rimpatrio di migliaia e migliaia di presunti delinquenti che si sono impadronito di intere zone delle città italiane. Considerando come funziona la magistratura che rema contro il governo, rilascia a piede libero i delinquenti recidivi, non si vede come si possa risolvere il problema senza leggi speciali e stato d’assedio.

Da parte sua, l’impagabile presidente della Camera, Roberto Fico, ha voluto mandare un segnale preciso, per Roberto Fico “la soluzione è più amore”, smentendo la dura dichiarazione di Salvini di inviare le ruspe a San Lorenzo per bonificare il quartiere.
“Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e fatica nelle idee e nella partecipazione. Essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo…..” Questa in sintesi la dichiarazione di Roberto Fico, Presidente della Camera.

Non c’è dubbio che la mafia nigeriana si sia notevolmente “spaventata” all’idea di una “offensiva dell’amore” che la sinistra nuova e vecchia voglia scatenare contro i propri capisaldi sul territorio.

https://www.controinformazione.info/avanza-litalia-multiculturale-con-la-mafia-nigeriana-nei-quartieri-e-sul-territorio/

Che fa, spinge?

Il conflitto tra la Federazione Russa e l’Ucraina intorno al Mar d’Azov si è intensificato in primavera, quando l’Ucraina ha arrestato la nave russa “Nord”, che è stata successivamente confiscata. Il suo capitano è stato accusato di aver visitato illegalmente la Crimea. Ad agosto, la petroliera russa Mechanic Pogodin è stata detenuta nel porto di Kherson. A settembre, le autorità ucraine hanno annunciato piani per rafforzare la presenza militare nel Mare di Azov e creare una base navale nella regione.
In risposta, la Federazione russa ha rafforzato le procedure per ispezionare le navi che si recano nei porti ucraini. Il presidente dell’Ucraina Petro Poroshenko ha definito gli eventi “l’occupazione del Mar d’Azov”.

Attualmente i rapporti tra i paesi prospicenti dell’area idrica sono regolati dal trattato sulla cooperazione per l’uso del mare di Azov e lo stretto di Kerch, firmato nel 2003. In questo si afferma che il mare e lo stretto sono le acque interne della Federazione russa e dell’Ucraina, e le navi mercantili e le navi da guerra dei due paesi godono della libertà di navigazione se vengono utilizzate per scopi non commerciali. Le navi mercantili di paesi terzi possono entrare nel mare attraverso lo Stretto di Kerch se vengono inviate al porto di uno dei paesi o se ne stanno tornando.
Le navi da guerra di paesi terzi hanno il diritto di spostarsi, se il loro obiettivo è visitare uno dei paesi su suo invito, d’accordo con l’altro paese. Allo stesso tempo, il 16 ottobre, il comandante della Marina ucraina, Igor Voronchenko, ha dichiarato: “Quello che le navi della flotta del VB e del Mar Nero stanno facendo per fermare e ispezionare le navi … non è illegale”. Tuttavia aggiunto:

Commentando il conflitto intorno ad Azov al dibattito al Parlamento europeo, l’alto rappresentante dell’Unione europea Federica Mogherini l’ha definita “il mare europeo”. L’ex vice primo ministro della Federazione russa, e ora il capo di “Roskosmos” Dmitry Rogozin, ha reagito a questa affermazione in modo più efficiente rispetto agli altri.

“Fu proprio con questo pretesto a metà del XIX secolo che le potenze europee attaccarono la Crimea russa e assediarono Sebastopoli”, ha scritto su Twitter. In generale, in Russia, la risoluzione è stata considerata un’interferenza nelle relazioni bilaterali tra i paesi. “Il mare di Azov è lo sbocco naturale della foce del fiume Don. È come se iniziassimo a essere interessati alla situazione nel lago di Ginevra, perché è tra la Francia e la Svizzera, e esprimiamo grande preoccupazione in merito “, ha dichiarato il rappresentante permanente uscente della Crimea al presidente russo Georgy Muradov.

L’interlocutore di Kommersant presso il ministero degli Esteri russo, compresa la direzione ucraina, ha assicurato che tutte le azioni di Mosca sono pienamente conformi alle norme del diritto internazionale e al trattato del 2003.

“Le guardie di frontiera russe e ucraine hanno il diritto di fermare qualsiasi nave per ispezione se ci sono sospetti sul contenuto delle loro stive o per quanto riguarda le attività dei tribunali”, ha spiegato il diplomatico. E ha notato che la parte russa non conosce alcuna richiesta formale da parte degli armatori ucraini. “Le affermazioni che la Russia cerca specificamente di limitare l’attività economica nel Mar d’Azov o nei porti di blocco non sono vere”, ha detto la fonte. Allo stesso tempo, ha sottolineato le azioni illegali di Kiev contro i pescatori russi, ricordando la detenzione della nave Nord, che Mosca considera come “un atto di pirateria”.

Prima di questo incidente, ha sottolineato il diplomatico, non ci sono stati problemi nel Mar d’Azov. Allo stesso tempo, ha reagito alle parole che la Russia sia impegnata nella militarizzazione del mare (su questo, in particolare, ha parlato Federica Mogherini). La fonte di Kommersant ha detto che la parte ucraina sta aumentando la sua attività militare nel Mar d’Azov: “Stanno costruendo una base a Berdyansk, stanno aumentando la loro presenza militare con l’aiuto americano, e sono chiaramente provocatori.
In tali condizioni, è naturale che i nostri servizi adottino misure per ridurre i rischi. ” Il rappresentante del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha descritto la risoluzione del Parlamento europeo come “un’altra carta di propaganda che viene giocata dai colleghi occidentali”.

In Ucraina, la decisione del Parlamento europeo è stata vista con soddisfazione. Il presidente Petro Poroshenko ha espresso gratitudine ai deputati “per aver chiesto l’introduzione di ulteriori sanzioni mirate per le azioni aggressive del Cremlino nel Mar d’Azov e nello Stretto di Kerch” ed ha espresso la speranza “per l’attuazione pratica di queste iniziative”.
“Alla Russia viene fatto capire che nel Mar d’Azov non sarà in grado di fare ciò che temporaneamente ha fatto in Crimea”, ha detto Aleksandr Chernenko, un deputato di Blok Petro Poroshenko. “L’annessione strisciante di Azov, Mariupol e altri territori dell’Ucraina, più precisamente, il tentativo di questa annessione, è vista come tale nel mondo e non rimane senza risposta, inclusa una prevenzione”, ha detto a Kommersant, aggiungendo che si tenta di costruire il “mondo russo” anche ad Azov “.

Fonte: “Kommersant”

Traduzione: Sergei Leonov

https://www.controinformazione.info/il-mare-di-azov-agitato-dal-parlamento-europeo/

Denunciati

Una denuncia contro i commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger per manipolazione del mercato in relazione alle loro dichiarazioni sulla manovra del Governo italiano. E’ stata presentata questa mattina presso la Procura della Repubblica di Roma da due giornalisti Francesco Palese e Lorenzo Lo Basso.

“Nelle ultime settimane – si legge nella denuncia – alcune dichiarazioni dei commissari europei Pierre Moscovici e Guenther Oettinger hanno pesantemente turbato i mercati italiani. Dichiarazioni rese alla stampa (non quindi comunicazioni ufficiali come il loro ruolo istituzionale imporrebbe) a mercati aperti che hanno manifestamente modificato l’andamento degli stessi, incidendo in modo significativo sulla fiducia e l’affidamento che il pubblico pone della stabilità patrimoniale di banche e gruppi bancari, alterando contestualmente il valore dello spread italiano.

Tali dichiarazioni sono state rese prima che detti commissari ricevessero l’intera documentazione da parte del Governo italiano, avvenuta in data 16/10/2018 con il Documento programmatico di bilancio. In tal modo hanno diffuso notizie false e posto in essere operazioni simulate sulle conseguenze per l’Italia da tale manovra di bilancio provocando l’alterazione del prezzo di strumenti finanziari (violazione art. 185 TUF E ART. 501 C.P.) Lo Spread, che incide sui risparmiatori italiani, è infatti cominciato a salire. Si consideri che a fine Settembre era sul livello di 240 punti mentre è cominciato a salire vertiginosamente unitamente alle dichiarazioni dei due funzionari.

Nella denuncia vengono citate le dichiarazioni di Moscovici dello scorso 28 Settembre alla tv francese Bfm, riprese dalle agenzie di stampa italiane alle ore 10. “Fare rilancio economico – disse Moscovici – quando uno è indebitato si ritorce sempre contro chi lo fa, ed è sempre il popolo che paga alla fine”. Quel giorno lo spread, partito a 236, arrivò a toccare i 282 punti per poi chiudere a 267.

http://www.barbadillo.it/78361-il-caso-denunciati-gli-euroburocrati-moscovici-e-oettinger-per-manipolazione-del-mercato/

Congo ex-belga

Fonte: https://solidaire.org/articles/leopold-ii-et-le-congo

(Leopolo II) si volta allora verso il Congo. Il problema è che non dispone dei fondi sufficienti per finanziare la sua avventura coloniale. Però ha capito durante i suoi numerosi viaggio che bisogna prima di tutto investire denaro nella colonia per poterne raccogliere molto di più in seguito.

Leopolto fonderà l’Associazione internazionale africana  (AIA) con l’obiettivo di creare una lobby di grandi potenze europee sotto la cui copertura potrà raggiungere i suoi scopi e impossessarsi del Congo. Ci sono anche dei bancieri nel consiglio di amministrazione dell’AIA. Ad esempio i Rothschild, rappresentati dal genero belga Léon Lambert (che fonderà in seguito la Banque Bruxelles-Lambert, oggigiorno ING), non ché un banchiere burssellese chiamato Brugmann (che ha dato il nome a un ospedale, a un parco e a una strada A Bruxelles). Il loro ruolo è stato di mobilitare fondi e di pagare le fatture di Stanley, noto per avere esplorato il Congo per conto di Leopoldo.
(…)

La borghesia belga continua ad approfittare della colonizzazione anche dopo la ripresa del COngo dallo Stato Belga. Nel 1929, oltre il 50% delle importazione ed esportazioni belghe riguardano il Congo e la Société Générale (oggi Fortis), il cui principale azionista era la monarchia, controlla il 70% dell’economia congolese.

Secondo il quotidiano Euro Business, il patrimonio della monarchia ammontava nel 1999 a  2,25 miliardi di euro di cui si può dire che la grande maggioranza proviene dal Congo e il resto dal contribuente belga.

Mani tranciata nel Congo, operai abbattuti in Beglio: su Leopolo II e il socialistmo.

Nel 1903 Leopoldo scrive anonimamente il libro  La Verità sulla civiltà nel Congo, che è una difesa della colonizzazione, la stessa che ha decimato il popolo congolese.

In Belgio, la situazione non è migliore per l’operaio. Leopoldo vuole la morte del socialismo e demonizza i sindacati. Quando i pescatori si ribellano a Ostenda nel 1887 Leopoldo osserva dalla sua residenza sulla diga la gendarmeria sparare sui manifestanti.

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2018/10/26/leopoldo-ii-il-congo-e-i-banchieri/

Degrado romano

Parabola del nostro degrado collettivo, il quartiere di San Lorenzo: una  maceria abbandonata, appartenente al fratello dell’ex sindaco Veltroni, ma non costruita perché – ammettiamolo – è ormai conveniente costruire un condominio  lì? Dopo  che Mario Monti ha stroncato il settore edilizio e i consumi interni, non ci sono lì più lavoratori,  le botteghe artigiane  sono state sostituite da spacciatori, occupanti,  zoologia da centri sociali : e la chiamiamo “la movida studentesca”,   – ma quali  studenti  incanagliti la animano?

Su Tripadvisor, i giudizi sul quartiere San Lorenzo:

Attraverso questo quartiere quasi tutti i giorni per andare all’Università. Negli anni ho cercato di esplorarlo il più possibile per trovare qualcosa di carino che mi portasse ad apprezzarlo un po’di più rispetto alla prima negativa impressione che mi ha fatto. Purtroppo, ho trovato ben poco. Il quartiere è piuttosto malfamato e purtroppo la realtà delle cose conferma i racconti e le dicerie. Oltre ad essere pericoloso, soprattutto di notte, è anche terribilmente sporco. La puzza di urina e di spazzatura a volte è davvero insopportabile, soprattutto durante l’estate. Qui e lì ci sono degli angoli carini, negozietti interessanti e belle opere di urban art. Ma si tratta di minuscole oasi in un deserto di degrado. Sono sicura che ci sono persone che apprezzano questo tipo di atmosfera e che considerano questo un luogo da mantenere esattamente così com’é. Ben venga, sicuramente avranno le loro ottime ragioni. Tuttavia, sinceramente non vedo l’ora di terminare gli studi, così non dovrò più mettere piede in questo orribile quartiere.

https://www.maurizioblondet.it/desiree-uccisa-nelle-macerie-della-civilta/

Serve un’Italia sovrana

Succede che con la più devastante crisi economica che l’Italia abbia mai conosciuto i crediti non riscossi dalle banche, vale a dire i crediti deteriorati o, detto in inglese, Non performing Loans (NPL) esplodano fino a passare da 42 miliardi del 2008 a 360 miliardi del 2016.

Succede che la Vigilanza Bancaria Europea obblighi le banche italiane a diminuire il totale degli NPL sui bilanci bancari.

Succede che le banche italiane, costrette a disfarsi presto degli NPL, li vendano ad un valore inferiore al 20%.

Succede che fondi avvoltoi comprino questi NPL e incomincino a riscuotere il credito con metodi da strozzino.

Succede che l’associazione degli armatori Confitarma informi che diverse compagnie marittime navigano in brutte acque.

Succede che i crediti delle banche siano state cedute a fondi avvoltoio, i quali chiedono il fallimento e riscuotano decine e decine di navi poi messe in vendita.

Succede che diverse compagnie armatoriali facciano questa fine, a tal punto che Confitarma lancia l’allarme sul calo della proprietà italiana nella flotta mercantile.

Succede che a distanza di tre anni siano circa 180 miliardi di euro gli NPL ceduti a fondi avvoltoio.

Succede che si tratti di macchinari, aziende, immobili e quant’altro posti in garanzia.

Succede che i fondi avvoltoio stiano riscuotendo i crediti nel silenzio generale, portando alla rovina decine di migliaia di operatori economici e famiglie.

Succede che stia operando lo strozzinaggio di massa.

Per maggiori informazioni rimando al mio Si prepara la più grande distruzione economica dell’Italia (2016)

http://contropiano.org/news/news-economia/2018/10/23/la-bomba-dei-crediti-deteriorati-e-esplosa-0108740

Due pesi, due misure

Le autorità inglesi e i parenti della  famiglia hanno costantemente rifiutato qualsiasi contatto di Mosca con la coppia Skripal, nonostante più di 60 richieste ufficiali da Mosca in conformità con il diritto internazionale e nonostante il fatto che Yulia sia un cittadino della Federazione Russa con diritti consolari. È un oltraggio basato su un sottile strato di “prove”, con cui gli inglesi hanno costruito un edificio di censura contro Mosca, mobilitando una campagna internazionale di ulteriori sanzioni e espulsioni diplomatiche. Ora contrastiamo quella reazione faticosa, anzi l’iper-reazione eccessiva, con il modo in cui la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Francia, il Canada e altri governi occidentali stanno sempre così lentamente reagendo all’Arabia Saudita per il caso Khashoggi. Dopo quasi due settimane, da quando Jamal Khashoggi è entrato nel consolato saudita a Istanbul, in Turchia, il regime saudita soltanto questa settimana ha finalmente ammesso  eche il giornalista è stato assassinato nei loro locali – anche se, loro sostengono, in un “pasticcio d’interrogatorio”. I servizi segreti turchi e americani avevano in precedenza affermato che Khashoggi è stato torturato e ucciso nei locali del consolato saudita  da una squadra di 15 membri inviata appositamente  da Riyadh. Ancora in modo più raccapricciante, si afferma che il corpo di Khashoggi sia stato fatto a pezzi con una sega per ossa  dagli assassini, i suoi resti sono stati espulsi dall’edificio del consolato in scatole e trasportati in Arabia Saudita a bordo di due jet privati ​​collegati alla famiglia reale saudita. Inoltre, i turchi e gli americani sostengono che l’intero barbaro complotto per uccidere Khashoggi era stato fatto su ordine di alti governanti sauditi, implicando il principe ereditario Mohammed bin Salman. L’ultimo colpo di scena di Riyadh, è un tentativo di presentare come capro espiatorio  alcuni  “assassini canagliae di esonerare la Casa di Saudi dalla colpevolezza. Il fatto che il 59enne Khashoggi fosse un residente legale negli Stati Uniti e un editorialista del Washington Post ha senza dubbio dato al suo caso una copertura così prominente nei media occidentali. Migliaia di altre vittime della vendetta saudita erano state  regolarmente ignorate in Occidente.

https://www.controinformazione.info/il-doppio-standard-delloccidente-nel-raffronto-fra-due-sparizioni-simili/

Sotto attacco

Permettere l’affermarsi di una economia basata sulle esigenze delle persone e non del grande capitale sarebbe uno strappo al modello economico neoliberista  imposto dalle stesse centrali. Questa non è, come qualcuno potrebbe pensare, la teoria di un “complotto” ma la constatazione di una strategia.

Moscovici commissione europea

Notiamo che, quelle che declassano il debito italiano, sono le stesse agenzie di rating che avevano dato il massimo della classificazione alla Leman Brothers, che andò al fallimento in poche settimane dopo aver avuto la triple A dalle agenzie di rating. Risulta facile osservare che il Governo Conte (a nostro avviso) avrebbe dovuto fin dal suo inizio svincolarsi decisamente dai trattati, piuttosto che cercare delle deroghe alle regole europee che mai gli sarebbero state accordate. Il prossimo passo, dopo la minaccia di un default, sarà quello di far arrivare la Troika a commissariare l’Italia per espropriare il paese di quanto è ancora rimasto del patrimonio pubblico, dalle banche alle aziende pubbliche. Il pretesto sarà il debito, il debito sempre quello che in realtà è un prodotto del sistema dell’usura finanziaria. Si tratta di un circolo chiuso: una buona parte del debito è dovuto ad interessi (1/3 circa), per pagare questi interessi, lo Stato italiano (che non dispone di una propria moneta) deve andare alla BCE a chiedere i soldi che gli vengono erogati dietro altri interessi. Interessi su interessi, un classico meccanismo di usura finanziaria che da molti anni viene applicato all’Italia dopo il doppio suicidio di essere entrata nel sistema euro e di aver privatizzato la Banca d’Italia, l’unico prestatore di ultima istanza e garante delle emissioni di stato, quando l’Italia aveva ancora un propria moneta ed una Banca Centrale di Stato. Arrivati a questo punto rimane a disposizione del governo quella che si può denominare la “mossa del cavallo”. Si profila quindi la possibilità di un possibile ricorso al piano B del ministro Savona, ammesso che vi sia la volontà di percorrerlo prima che la situazione diventi ingovernabile.

https://www.controinformazione.info/declassamento-moodys-iniziato-lattacco-della-finanza-contro-litalia/

Nota: per sua stessa composizione,  questo governo agisce (debolmente) in maniera individuale e non come squadra:

https://bondenocom.wordpress.com/2018/10/20/ma-li-fate-i-compiti/

Macronata

Jean-Luc Mélenchon (Tangeri, 19 agosto 1951) è un politico francese, fondatore nel 2008 del Partito di Sinistra. È stato candidato alle elezioni presidenziali del 2017, senza il Fronte di Sinistra (coalizione con cui aveva ottenuto più dell’11% dei voti nel 2012), ma in nome del movimento “La France Insoumise” (FI), fondato per sostenere la sua candidatura nel febbraio 2016.[1] Con esso ha ottenuto il 19,58% dei voti:  anche se  non sufficienti per accedere al ballottaggio,   lo hanno  comunque  piazzato davanti al candidato del Partito Socialista Benoit Hamon (6,36%). È la prima volta nella storia della Quinta Repubblica francese che un candidato di sinistra supera il candidato del Partito Socialista alle presidenziali[2].

La serie di perquisizioni  è  fatto di  gravità inaudita, che viene  dopo l’ordine giudiziario a Marine Le Pen di sottoporsi a perizia psichiatrica: non sono coincidenze, ma l’attacco concentrico di Macron e della sua cosca globalista contro gli avversari politici meno addomesticati  e che hanno forti minoranze elettorali. La Le Pen  ha avuto il 33,94% dei voti.

Jean-Luc Mélenchon  aveva espresso piena solidarietà a  Marine Le Pen: “Disaccordo totale con la psichiatrizzazione della politica. Madame Le Pen è responsabile delle sue azioni politiche. Non è vero che per combatterla ogni mezzo è buono e accettabile. Non è con tali metodi che l’estrema destra sarà arginata”.

https://www.maurizioblondet.it/la-democrazia-secondo-macron/

Il banco vince sempre

Katharina: giovane, rassicurante, bionda, sorridente, caruccia senza essere gnocca (disturberebbe il gaglioffo medio), dopo la laurea a Monaco in politologia e psicologia e comunicazioni (le gambe del gioco delle tre carte), se ne va all’Università di San Diego, California e poi si fa le ossa affinando le tecniche nel Partito Democratico. Nel Michigan.

Katharina, dall’alto di tali benemerenze apolidi, ha parlato anche a “La Stampa”, quella di Torino: “[non dobbiamo] gestire [bensì] costruire l’integrazione … la CSU ha reso sempre più difficile la concessione di permessi di lavoro, e quindi è cresciuto il mumero di coloro che stanno qui, ma sono disoccupati”.
“La Stampa” sarà andata in sollucchero (i prossimi giorni “Repubblica” e “Corsera” ospiteranno cunnilingus giornalistici di sicuro spessore). Capito Seehofer, capito Salvini? Angela e Katharina sono mano nella mano e la seconda, trentatré anni come nostro Signore, è pure una supereroina: si veste come Daenerys Targaryen.

Il potere ha un’utopia, noi no. Lo ripeto. E lo realizzerà per un semplice fatto statistico: il Banco vince sempre. Alberto Sordi ne Lo scopone scientifico vince … vince … vince … Bette Davis, però, che addirittura anticipa le fiches ai poveracci, dispone di risorse illimitate  … può  permettersi mille sconfitte … quelle che fanno ringalluzzire gli scemotti … a Bettina basta solo aggiudicarsi una battaglia per vincere la guerra. E la vince.

estratto da https://alcesteilblog.blogspot.com/2018/10/katharina-leroina-ovvero-dal-michigan.html