Francia, il sistema Macron nei guai neri

Ai fautori del sistema presidenziale consigliamo caldamente di guardare chi lo ha adottato da tempo

il Simplicissimus

Le dimissioni di Gèrard Collomb, da ministro degli interni, dopo uno stillicidio di uscite  dall’esecutivo francese costituiscono un altra spallata contro Macron e configurano più che una crisi politica una crisi di sistema, quello appunto che ha portato all’Eliseo questo figlio del sistema bancario. Lui per la verità ha fatto di tutto perché si giungesse a questo cercando di governare da solo con incredibile arroganza e altrettanta inesperienza per non dire vacuità giungendo a umiliare quasi quotidianamente i corpi intermedi dello stato e non facendosi mancare nemmeno uno scandalo, quello della guardia del corpo algerina, che ha demolito la commedia della sua vita “ufficiale” per così dire. Una vicenda piuttosto torbida alla quale ha reagito con tale sfrontatezza, mostrandosi in situazioni dal sapore equivoco,  che ormai è nato un comitato con lo scopo di mostragli il dito medio in ogni occasione possibile.

Tutto questo potrebbe essere solo folclore se il bancario…

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Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Francia, il sistema Macron nei guai neri”

  1. Che “Senza un bilancio comune della zona euro, ad un certo punto non ci sarà più zona euro – non si tratta di politica interna o decisioni di breve respiro, ma cosa sarà il bene dell’Europa nei prossimi 15-20 anni” e poi recisa conclusione: “La pazienza dei cittadini è esaurita”: non tanto verso Berlino, come cerca di far credere lo sciagurato, ma contro “Manu”. La rabbia dei francesi sempre più poveri sta crescendo, e non può non esplodere. Per febbraio 2019 sono indette manifestazioni di massa anarco-comuniste e black bloc verso l’Eliseo. Vedremo

    https://www.sueddeutsche.de/wirtschaft/bruno-le-maire-im-interview-wovor-fuerchten-wir-uns-eigentlich-1.4154198?source=rss&reduced=true

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  2. Macron, non so se sapete, non riesce a trovare ministri con cui sostituire i sette dimissionari, primo fra i quali quello degli Interni. Il rimpasto non riesce, evidentemente perché nessuno che ha una reputazione politica vuole rischiarla a favore dell’insopportabile e perdente “Jupiter”, come lo chiamano i satiristi.

    “La tragedia per i pro-europeisti è che Macron, il loro campione, è risultato essere un politico senza fiuto”, commenta Walter Munchau del Financial Times.

    Ma:

    “Il macronismo è di fatto imploso”, dice l’economista e politologo Renaud Bouchard, “non lasciando su piazza nient’altro che un duro desiderio di durare occupando il più possibile di spazio continuamente liberato, tentando di riempire il vuoto con una produzione di “riforme” a getto continuo”.

    Somiglia al giudizio sull’ultimo governo Renzi-Gentiloni.
    https://www.maurizioblondet.it/macron-vuol-creare-la-frangermania-difficile/

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