Degrado romano

Parabola del nostro degrado collettivo, il quartiere di San Lorenzo: una  maceria abbandonata, appartenente al fratello dell’ex sindaco Veltroni, ma non costruita perché – ammettiamolo – è ormai conveniente costruire un condominio  lì? Dopo  che Mario Monti ha stroncato il settore edilizio e i consumi interni, non ci sono lì più lavoratori,  le botteghe artigiane  sono state sostituite da spacciatori, occupanti,  zoologia da centri sociali : e la chiamiamo “la movida studentesca”,   – ma quali  studenti  incanagliti la animano?

Su Tripadvisor, i giudizi sul quartiere San Lorenzo:

Attraverso questo quartiere quasi tutti i giorni per andare all’Università. Negli anni ho cercato di esplorarlo il più possibile per trovare qualcosa di carino che mi portasse ad apprezzarlo un po’di più rispetto alla prima negativa impressione che mi ha fatto. Purtroppo, ho trovato ben poco. Il quartiere è piuttosto malfamato e purtroppo la realtà delle cose conferma i racconti e le dicerie. Oltre ad essere pericoloso, soprattutto di notte, è anche terribilmente sporco. La puzza di urina e di spazzatura a volte è davvero insopportabile, soprattutto durante l’estate. Qui e lì ci sono degli angoli carini, negozietti interessanti e belle opere di urban art. Ma si tratta di minuscole oasi in un deserto di degrado. Sono sicura che ci sono persone che apprezzano questo tipo di atmosfera e che considerano questo un luogo da mantenere esattamente così com’é. Ben venga, sicuramente avranno le loro ottime ragioni. Tuttavia, sinceramente non vedo l’ora di terminare gli studi, così non dovrò più mettere piede in questo orribile quartiere.

https://www.maurizioblondet.it/desiree-uccisa-nelle-macerie-della-civilta/

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

3 pensieri riguardo “Degrado romano”

  1. QUESTE SONO LE CONCLUSIONI, MA PRIMA LEGGETE IL RESTO!

    E’ perfettamente calato nell’atmosfera pecoreccio-romanesca il presidente della Camera di nome Roberto Fico, a cadavere ancor caldo, si è affrettato a proclamare che “non servono le ruspe” ma “la coesione sociale è il mezzo fondamentale per costruire il resto della comunità solidale. Anche nei momenti difficili non ci vogliono ruspe ma più amore e partecipazione. Bisogna essere costantemente nei quartieri difficili senza lasciare mai nessuno solo”.

    Cosa volete farci: il degrado di San Lorenzo è niente in confronto al degrado sociale, morale e politico di un presidente Fico, omogeneo in fondo all’atmosfera mentale e ideologica che chiama quel buco nero senza ordine né legge “il quartiere della movida”, che tollera i Casamonica e le buche, la spazzatura mai raccolta e le cento occupazioni abusive – e le feste cafonissime sulle terrazze de sinistra. Sordità, insensibilità e cecità morale ripassata in “bontà” e “amore” – come nella Roma pecoreccia si ripassano i broccoli nell’aglio .

    Ma lui mica può cavarsela così. Poiché è un politico esponente di un partito di governo, il Fico ha il dovere di concretizzare quelle sue frasi, elaborarne un progetto politico.

    Stabilito che “non ci vogliono le ruspe” e ancor meno i poliziotti e le pene carcerarie, ma”più amore e partecipazione” per “costruite la comunità solidale”, che cosa propone allo scopo? Per esempio: tutti questi africani clandestini e illegali, tutti giovani, tutti maschi aitanti, gonfi di testosterone – come può un governo accogliente disinteressarsi dei loro diritti sessuali? E’ inaccettabile. Ci comportiamo con loro come se ci aspettassimo che vivano da angeli: inaccettabile. Sono venuti qui in una società liberata, che ormai accoglie i gay e lgbt con vera coesione sociale, e vorremmo che i negri vivessero in castità?

    Lo stupro occasionale della turista o dell’italiana non è certo la soluzione soddisfacente per questi giovanotti che rischiano, col permesso di soggiorno umanitario scaduto, di subire dei traumi oltre quelli inenarrabili che hanno sofferto in Senegal e Nigeria. Dunque il presidente Fico lanci un appello a tutte le militanti del 5 Stelle, a madri , sorelle e mogli, perché si prodighino come Scopatrici di Sostegno ai poveri clandestini, nei locali del fratelli di Veltroni o nella tendopoli di Baobab. Dovrebbe cominciare a offrire la sua compagna, che certo aderirà a una causa tanto umanitaria – praticamente un atto di giustizia distributiva di pari valore morale del reddito di cittadinanza. Altrimenti sono parole al vento, “bontà e coesione”. Fatti, non parole.

    https://www.maurizioblondet.it/su-fico-le-mafie-di-san-lorenzo-e-la-povera-desiree/

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  2. E non può essere che così, se in tutte le città, grandi e piccole, nelle megalopoli che si accingono a convertirsi in necropoli, come nelle capitali dell’arte e della cultura, la politica dell’abitare è ridotta a pratica negoziale di governi e amministrazioni che contrattano consenso, voti, prebende, “compensazioni” miserabili con costruttori e immobiliaristi, mandatari delle più nefaste bolle finanziarie, se consiste nel rendere impossibile per i cittadini mantenere la residenza dove sono nati e vissuti, costringendoli a lasciare le case “dentro le mura- perlopiù simboliche” e spostarsi “fuori”, in spazi residuali, in non-luoghi, in “zone grigie”, in junk space, in appositi dormitori, mal collegati da reti di trasporti vetuste, sprovvisti di servizi, brutti in posti brutti, che quindi si meritano oltraggi aggiuntivi dai quali è doveroso risparmiare le geografie del lusso e del privilegio. e all’espulsione dei meno abbienti segue il camouflage dei fabbricati aggiornandone non solo gli impianti igienici, l’areazione ma l’intera struttura, a scapito delle sue caratteristiche storiche, cancellando identità urbana in modo da renderla irriconoscibile e annullare la memoria e l’appartenenza.
    https://ilsimplicissimus2.com/2018/10/27/da-metropoli-a-necropoli/

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