Sarà l’anno buono?

Gli USA sono di fatto un paese super indebitato che vive al di sopra delle sue possibilità, con una economia che si regge sulla stampa di migliaia di miliardi di dollari, che ancora vengono accettati in buona parte del mondo grazie al signoraggio del dollaro, una posizione che però inizia a dare segni di fine del ciclo. Il rischio sta nella evenienza che gli stessi Stati Uniti finiscano divorati dai loro debiti e questo accadrà quando altri paesi inizieranno a rifiutare i dollari come moneta fiduciaria (cosa che si sta già verificando).

Potrebbe essere quello il momento della svolta e non sarebbe di grande meraviglia che la dirigenza USA voglia provocare un grande conflitto per mascherare questa crisi. Questo spiega la sempre maggiore aggressività dei responsabili politici di Washington verso la Russia e verso la Cina, i paesi che sono indicati come “competitors” e rivali rispetto alla dominazione degli Stati Uniti a livello mondiale.

Non sono pochi gli analisti che prevedono una prossima caduta dell’Impero Americano, solo questione di tempo, dicono, se ne scorgono tutti i segni premonitori e non sarà un processo indolore.
Di sicuro si è manifestata negli ultimi anni una crisi interna, dovuta ad una politica economica “neo liberal” che ha favorito i grandi conglomerati finanziari collegati con mega corporations, la stessa che ha determinato le delocalizzazioni di molte aziende industriali e nel contempo ha prodotto l’affossamento della classe media e l’emergere di una grande massa di poveri, una caratteristica più da terzo mondo che non da paese evoluto. Un situazione questa non segnalata inzialmente dalle statistiche che indicano il tasso di relativa crescita economica ma non segnalano ugualmente con la medesima importanza il crescente impoverimento della classe media, la perdita del potere di acquisto e l’indebitamento sempre maggiore delle famiglie. Un fenomeno tipico ormai delle società post industriali che rigurda anche altri paesi dell’Occidente.
Tale dissesto socio economico era stato quello che aveva portato, nel Novembre del 2016, all’inaspettato risultato della elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. Questa elezione ha rappresentato il sintomo di un profondo malessere della società americana. Tutte le analisi dei sociologi hanno rilevato che nella società americana sono presenti livelli di insoddisfazione e di emarginazione, impoverimento di vasti strati sociali che hanno determinato una notevole divaricazione dell’America profonda rispetto all’establishment dominante e che potrebbero portale in prospettiva a scontri sociali e una possibile guerra civile in una paese fortemente armato e sempre più diviso.
Alcuni analisti ed intellettuali statunitensi si sono sforzati di individuare le cause di questo dissesto della società nord americana, come ha fatto ad esempio lo scrittore e giornalista Chis Hedges (1) (premio Pulitzer) il quale, nelle sue ultime opere, ha scritto che gli Stati Uniti hanno perso il controllo del proprio sistema socio-economico. In particolare questo autore si riferisce alla enorme crescita delle disuguaglianze nella società USA che ha portato a livelli enormi la differenza tra la classe ricca ed emancipata collegata al’establishment ed alle oligarchie economiche dominanti, in forte contrasto con la povertà delle periferie urbane depresse e violente che sempre di più si avvicinano al paragone con le favelas brasiliane.

https://www.controinformazione.info/il-fallimento-del-modello-americano-e-le-sue-conseguenze/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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