Idlib, ultima fermata

Qui occorre una parentesi: alla  fine di ogni battaglia perduta dai guerriglieri,  il Centro russo per la riconciliazione  ha offerto ai combattenti armati due possibilità:  arrendersi e tornare alla vita civile, o prendere l’autobus gratuito per Idlib, i bus verdi, con le loro famiglie in piena sicurezza,  sicurezza garantita dalla polizia militare russa. Ebbene: “Sono 70 mila, altri dicono centomila”, calcola il giornalista, “i jihadisti che hanno scelto di continuare  il loro jihad e   sperano ancora di formare il loro  stato wahabita ad Idlib, ultima grandissima ridotta del terrorismo islamico. Possiamo dunque valutare che il governo e l’armata legittima siriana hanno avuto di fronte un mezzo milione di uomini, reclutati da dozzine di diverse nazioni,  dotati di 1200 corazzati.

Il  doppio o quasi dei 285 mila della Sesta Armata della Wermacht, che conquistò l’Europa e finì a Stalingrado, dove si arresero 106 mila uomini (e  ne tornarono 60 mila).   Sono sempre  sbalordito dalle immagini delle enormi quantità di armi confiscate che la televisione siriana trasmette, file di carri armati, colonne  senza fine di cannoni, mitragliatrici e munizioni. L’esercito ha persino sequestrato enormi quantità di esplosivo che non possono essere immagazzinate e che è costretto a distruggere quasi quotidianamente con grandi esplosioni riportate dai media”.

Un vero e proprio esercito,fornito di ogni armamento pesante, “la più grande armata terrorista della storia”,  s’inorgoglisce il giornalista siriano. Le dimensioni spropositate dell’armata sono confermate dalle uscite dell’aviazione russa,   fra 90 e centomila,  per arrestare una simile concentrazione di forze, di fortificazioni e rifugi sotterranei.

Da  dove provenisse questo enorme arsenale – l’ISIS non può averlo preso dall’esercito iracheno, molto meno rifornito – è stato ben documentato, fra l’altro,  dalla giornalista bulgara di Trud, Dilyana Gaytandzhieva,  che per i suoi reportages  è stata licenziata. “Vi sono ora registrazioni di transazioni di armamenti e carri armati da Ucraina ed Europa orientale acquistati dai paesi  del Golfo e speditI in Turchia e Giordania, e da  qui ai confini siriani per partecipare alle battaglie. A volte carri armati e veicoli blindati che arrivavano erano nuovi di fabbrica. Per rifornire l’armata jihjadista, in una battaglia,  è stato formato  un ponte aereo paragonabile solo dal ponte aereo degli  Stati Uniti  per Israele durante la guerra dell’ottobre 1973”.

Quanto ciò è  costato ai  regni wahabiti ,  lo si può indovinare dall’unica cifra confessata dall’emiro del Qatar, Hamad Al-Thani: in una intervista   disse che lui e i Friends of Syria avevano sborsato 137 miliardi di dollari. Ed era il 2015.  Questa cifra è   cerca un terzo di ciò che l’Arabia Saudita spende per il suo shopping di armamenti  dal sistema militare industriale americano”.

Possiamo  solo immaginare  il tributo di sangue e di determinazione eroica che la vittoria   è costata ai siriani, a Hezbollah e all’Iran,   che hanno sconfitto questa immane armata.

https://www.maurizioblondet.it/siria-limmane-costo-del-jihad-nato-wahabita/

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

4 pensieri riguardo “Idlib, ultima fermata”

  1. Ricordiamo le “Forze Democratiche della Siria” (SDF) hanno annunciato il trasferimento di Manbij sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano (CAA) a fine dicembre, tuttavia, secondo alcuni rapporti, le parti non hanno ancora raggiunto un accordo definitivo. Consideriamo che la sicurezza della città e dei suoi abitanti è anche minacciata dall’operazione militare della Turchia e sostenuta da formazioni armate di Ankara , le cui unità si trovano vicino al confine turco-siriano. Se i curdi dovessero continuare ad occupare questi territori e ritardare il ritiro delle loro truppe, le forze combinate delle unità armate turche e dei miliziani pro turchi potrebbero lanciare un’offensiva su larga scala.
    https://www.controinformazione.info/siria-larea-di-manbij-sotto-controllo-russo-e-siriano-i-curdi-consegnano-le-loro-postazioni-alle-forze-di-damasco/

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  2. BEIRUT, LIBANO (1:20 PM) – I militari russi avrebbero inviato un convoglio blindato ai governatorati di Hama e Idlib, nel nord della Siria, questa settimana dopo che i ribelli jihadisti di Hay’at Tahrir Al-Sham avevano catturato diverse aree in queste province.

    “Un convoglio militare russo, composto da diversi veicoli corazzati, militari, di ingegneria e di trasporto del personale, è stato inviato nel villaggio strategico di Salba nelle parti meridionali della città di Hayalin nell’Hama Occidentale,” riferiscono fonti dell’agenzia Fars News nella Siria settentrionale di giovedì.

    L’esercito arabo siriano (ASA) ha anche inviato diversi rinforzi nella campagna settentrionale di Hama e nella regione meridionale di Idlib; tuttavia, il loro spiegamento sembra essere di natura difensiva.

    Parlando ad Al-Masdar venerdì, una fonte militare delle Forze di Difesa Nazionale (NDF) a Mhadeh ha detto che l’esercito arabo siriano ha ricevuto l’ordine di rimanere in allerta mentre Hay’at Tahrir Al-Sham tenta di espandersi verso le linee del governo .

    All’inizio di questa settimana, i ribelli jihadisti di Hay’at Tahrir Al-Sham sono riusciti a sopraffare i loro ex alleati dal Fronte di liberazione nazionale sostenuto dai turchi e catturare la maggior parte della provincia di Idlib.
    Si prevede una prossima offensiva combinata delle forze siriane e russe per prendere il controllo definitivo delle zone nel nord della Siria e tutto lascia prevedere un coinvolgimento diretto dei reparti russi di terra con appoggio dell’aviazione.
    L’obiettivo è quello di tagliare i rifornimenti di armi ed equipaggiamenti che continuano ad arrivare ai terroristi dalla Turchia, con la complicità di alcune organizzazioni appoggiate dal governo di Ankara.

    Fonte: South Front

    Traduzione: Alejandro Sanchez
    https://www.controinformazione.info/lesercito-russo-invia-un-convoglio-blindato-a-hama-e-idlib-rapporto/

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  3. Il problema ulteriore è che la notizia del patriottico quanto orgoglioso rimpatrio definitivo di questi terroristi mercenari trattati con i guanti bianchi stride in maniera orribile con la barbara repressione sui cittadini in francesi che protestano: da una parte l’elogio della violenza, dall’altro la negazione della stessa.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/02/02/terroristi-patrioti-e-gilet-gialli-bastonati/

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    1. Macron ha provato a perorare la causa dei gruppi terroristi sostenuti da USA e Arabia Saudita e alleati (fra cui Regno Unito e Francia), nel vecchio obiettivo della coalizione occidentale di favorire una spartizione della Siria in più zone. Putin tuttavia è stato fermissimo a sostenere la causa dell’integrità e dell’unità della Siria e nel non permettere che gruppi teroristi possano consolidare il loro controllo su una parte del territorio da cui lanciano attacchi e missili contro le aree civili e contro le postazioni delle forze siriane e russe. L’ipocrisia di chi vorrebbe ergersi a difensore dei civili e dimentica che sono stati i terroristi a bombardare le aree civili ed a mietere evittime è ormai troppo evidente. Macron ha i suoi problemi con le rivolte in casa dei “Gilet Gialli” ed è poco plausibile che voglia sostenere le rivolte (dirette dall’estero) in casa d’altri.
      https://www.controinformazione.info/putin-la-russia-sostiene-gli-attacchi-dellesercito-siriano-contro-i-terroristi-a-idlib/

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