Anche Internet si sdoppia

Il test di disconnessione fa parte di un accordo raggiunto in una sessione del gruppo di lavoro, a fine gennaio, sulla sicurezza delle informazioni, del progetto di legge denominato Programma nazionale di economia digitale. Il gruppo di lavoro, che comprende importanti società di telecomunicazioni russe come MegaFon, Beeline, MTS, RosTelecom e altri, è presieduto da Natalja Kasperskij, direttrice della società di sicurezza informatica russa InfoWatch e cofondatrice di Kasperskij Lab. NATO ed alleati minacciavano di punire la Russia per gli attacchi informatici e altre interferenze online cui viene regolarmente accusata. La disconnessione pianificata fornirebbe agli ISP i dati su come reagirebbero le reti in caso di possibili attacchi contro Internet russa. Secondo RBK, tutti i provider di servizi Internet concordavano cogli obiettivi della legge, ma non erano d’accordo sull’implementazione tecnica, che a loro avviso causerebbe gravi interruzioni del traffico Internet russo. Anche i servizi Internet locali Mail.ru e Yandex.ru sarebbero favorevoli al test di disconnessione.

Misure nell’ambito del programma nazionale sull’economia digitale
Tuttavia, il governo russo ha accettato di coprire il costo della modifica dell’infrastruttura ISP e dell’installazione di nuovi server per reindirizzare il traffico verso i punti di scambio approvato da Roskomnazor. Inizialmente, il budget del progetto di sicurezza delle informazioni era stimato a 27,9 miliardi di rubli. Secondo una fonte vicina al processo di stesura del disegno di legge, sono necessari 20 miliardi di rubli. In effetti, il progetto che risponde alle minacce della NATO alla Russia e su cui il governo lavora da anni, è pienamente approvato dal Presidente Putin e dovrebbe essere adottato. Sono in corso discussioni per trovare i metodi tecnici appropriati per disconnettere la Russia da Internet con tempi di inattività minimi per utenti e agenzie governative. Tra le misure previste dalla legge, la Russia costruisce la propria versione del sistema di indirizzi di rete, noto come DNS, per funzionare se i collegamenti ai server situati all’estero venissero interrotti. Nel 2017, le autorità russe dichiararono di rendere il 95% del traffico Internet locale entro il 2020. Perciò, le autorità persino costruirono un backup locale del sistema dei dominio, testato per la prima volta nel 2014 e poi nel 2018, e che sarà componente importante della Runet quando gli ISP disconnetteranno il Paese dal resto del mondo. Questo progetto fa parte degli sforzi della Russia per raggiungere l’autonomia su Internet, mentre attualmente delle 12 organizzazioni che sovrintendono ai root server DNS, alcuna è in Russia, secondo BBC News.

http://aurorasito.altervista.org/?p=5413

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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