Manifesto degli sdebitisti

Sostanzialmente quindi non vi è stato il promesso cambiamento, ma un governo che continua, per ora, ad essere prigioniero di regole economiche già dimostratesi fallimentari. Va incoraggiato a liberarsi e a liberarci.

Dall’altra parte abbiamo ormai chiaramente compreso che il sistema monetario e bancario –che governa i governi- si basa sull’inganno e sulla frode, oltre che sulla violazione delle leggi, perché soprattutto le banche private creano il grosso della liquidità dal nulla aumentando i loro patrimoni ma senza registrare la sua creazione come entrata di cassa, quindi evadendo le tasse e contemporaneamente creando utili extracontabili che, essendo sottratti alla liquidità ufficiale, determinano matematicamente uno scompenso tra indebitamento complessivo e liquidità complessiva, scompenso che a sua volta determina le crisi di insolvibilità, la carenza di liquidità, il calo della domanda interna, la recessione senza uscita.

Rendendosi conto di quanto sopra, si comprende automaticamente che non ci può essere soluzione ai problemi economici finanziari e sociali, anzi che non ci può essere una politica che sia tale, se prima non si corregge il sistema monetario e bancario anche nei suoi metodi contabili, e se prima non lo si sottopone per legge al controllo pubblico, dato che ormai tutti abbiamo capito che le funzioni di creare la moneta, di fissare i tassi di interesse, di stabilire chi può essere finanziato e chi no, sono tutte funzioni di carattere pubblico-sovrano-politico che non possono essere affidate a privati, i quali le usano a scopo speculativo e di potere sulla società. La nazionalizzazione della banca centrale di emissione e delle banche strategiche è indispensabile.

Marco Della Luna

http://marcodellaluna.info/sito/2019/02/22/manifesto-degli-sdebitisti/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Manifesto degli sdebitisti”

  1. Del resto Sinn e il suo gruppo di economisti ricorda che per recuperare competitività rimanendo dentro la moneta unica l’Italia dovrebbe svalutare stipendi e salari del 38 per cento e sopportare un tasso di disoccupazione al 25%, cosa evidentemente impossibile sul piano politico.

    Naturalmente l’economista si preoccupa della Germania perché è ovvio che o alcuni Paesi escono oppure l’euro dovrebbe diventare una vera moneta comune dando luogo a massicci trasferimenti verso il Sud di ciò che è stato lucrato dalla Germania sino ad ora e che è servito sia ad arricchire i soliti pochi, sia a tamponare una rivolta sociale all’interno con la distribuzione degli avanzi.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/02/26/europa-si-salvi-chi-puo/

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    1. la razza padrona compresi ovviamente tutti i suoi referenti politici, sa benissimo che un’uscita dall’euro spazzerebbe via in pochissimo tempo tutte le conquiste antisociali e contro il lavoro ottenute in questi anni, mentre la grecizzazione definitiva dell’Italia, cosa peraltro inevitabile, la lascerebbe comunque al posti di comando, anzi ne aumenterebbe il potere in maniera esponenziale.
      Ibidem

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