Guerra ibrida

Nell’ultimo capitolo delle pressioni esercitate da Washington sul Venezuela, le autorità di Caracas hanno denunciato che gli USA hanno lanciato una “guerra elettrica”contro il paese che negli ultimi giorni ha causato grandi black out del servizio in vari stati causando falle nel servizio di telecomunicazioni, oltre alle interruzioni nella distribuzione della rete idrica, nei trasporti, nei servizi bancari e negli ospedali.
Il servizio è stato poi ripristinato e l’autorità giudiziaria sta mettendo sotto accusa i responsabili fra cui lo stesso Juan Guaidò, per la sua partecipazione all’operazione di sabotaggio.

Ministro Lavrov

Nella giornata di oggi si è registrata anche la dichiarazione del ministro degli esteri russo Lavrov, il quale ha respinto con durezza la dichiarazione del Dipartimento di Stato USA che aveva invitato la Russia a uniformarsi alle direttive dei Washington di non acquistare il petrolio e venezolano.
“Questa richiesta fatta dagli USA è contraria al diritto internazionale ed alla carta delle Nazioni Unite. La Russia manterrà i suoi impegni presi con il governo del Venezuela”, questa la risposta del cancelliere Lavrov.
Lo stesso atteggiamento di Mosca viene mantenuto anche dal governo di Pechino e di Nuova Delhi, paesi che non sono disposti ad uniformarsi all’embargo decretato dagli USA contro il Venezuela.

Fonte: Hispan Tv

Traduzione: Lisandro Alvarado

https://www.controinformazione.info/la-cina-offre-aiuto-al-venezuela-di-fronte-al-sabotaggio-elettrico-fatto-dagli-usa/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Guerra ibrida”

  1. Il Segretario di Stato americano, Mike Pompeo, si è incontrato con i massimi dirigenti petroliferi per insistere sulla politica dell’Amministrazione Trump di ridurre a zero le esportazioni di petrolio dell’Iran.

    Questa denominata “outreach” rappresenta una nuova significativa campagna per influenzare i dirigenti del settore petrolifero sull’obiettivo di “dominio energetico” di Trump che mira a far avanzare la sua agenda diplomatica e politica attraverso l’esportazione di petrolio e gas USA in rapida espansione, ha riferito la Reuters.
    https://www.controinformazione.info/pompeo-delinea-il-dominio-energetico-degli-stati-uniti-e-minaccia-liran/

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  2. Parallelamente Marco Rubio diffuse i falsi dati sui morti a causa di interruzioni di corrente ed informazioni errate sulle stazioni interessate e John Bolton nascondeva le implicazioni degli Stati Uniti attribuendo il motivo dei blackout “ad anni di corruzione, sottoinvestimenti e scarsa manutenzione”. Approfittava anche del breve momento in cui prevalevano le notizie false su quello che succedeva in Venezuela dopo il blackout, per stringere l’accerchiamento finanziario e costringere altre nazioni ad unirvisi. I mandanti di Washington, estraniavano gli effetti dell’attacco per capitalizzarli in favore della caduta del governo di Nicolás Maduro e aumentare le pressioni economiche e diplomatiche contro il Venezuela, affrettandosi ad impedire l’inevitabile fine del sostegno al “governo parallelo” di Guaidó e ad inasprire il tono aggressivo contro la legittima presidenza di Maduro a livello globale, mentre internamente non riuscivano a spezzare le FANB per materializzare il cambio di regime.
    http://aurorasito.altervista.org/?p=6017

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