Le pentole già c’erano

Informazioni attendibili riferiscono che terroristi dell’ISIS, rientrati dalla Siria e dall’Iraq, sono mescolati fra i rifugiati arrivati in Europa ed ottengono facilmente le carte di credito che la UE ha riservato ai migranti a cui spetta la protezione umanitaria e, per le loro spese personali, godono delle agevolazioni previste per questi casi dalle organizzazioni dell’Unione Europea.

Secondo quanto riferito, un sospetto terrorista dello Stato islamico, che ha chiesto asilo in Europa, ha ricevuto una carta di debito prepagata destinata ai rifugiati provenienti dall’Unione europea. Il caso segnalato riflette un nuovo pericoloso periodo per l’Europa, come ha detto un analista alla RT.
Gli agenti antiterrorismo ungheresi hanno arrestato un cittadino siriano, a Budapest, la scorsa settimana, che era stato identificato come membro di alto rango dello Stato islamico (ex ISIS / ISIL). Il sospetto terrorista, fingendosi rifugiato, avrebbe ricevuto una carta di credito prepagata dall’Unione Europea al suo arrivo in Europa – una delle 64.000 persone destinate a ricevere le carte sovvenzionate dal contribuente. Altri casi del genere sono stati segnalati in Germania.

Mentre l’UE insiste che viene utilizzato un severo processo di screening per assicurare che le elargizioni in euro raggiungano le persone giuste, il governo ungherese ha sostenuto che l’imbarazzante scoperta espone il rischio della minaccia per la sicurezza dell’Europa, mentre numerosi jihadisti che fuggono dal Medio Oriente cercano rifugio all’estero, spacciandosi come profughi.
Philip Ingram, un ex ufficiale dell’intelligence militare britannica, è d’accordo con tale analisi, riferendo alla RT che l’Europa deve diventare più attenta a valutare le informazioni mentre i militanti islamici fuggono dalla Siria e dall’Iraq.

https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=Me6EVENP1w4

Stiamo assistendo a un momento di transizione. Questi elementi si trasformeranno in qualcosa di diverso. Questo è un periodo molto, molto pericoloso e difficile, e dobbiamo monitorare da vicino questa transizione, per essere in grado di identificare e rintracciare i jihadisti conosciuti che stanno attraversando i confini europei “, ha detto.

Terrorismo e carte di credito

Nota: Sono in molti a chiedersi, nei paesi europei, di quali appoggi e di quali sostegni hanno goduto questi elementi che oggi giungono in Europa mentre i media atlantisti vogliono far credere che i gruppi terroristi che agivano in Siria ed in Iraq fossero dei gruppi di “pazzi isolati” e che le enormi quantità di armi, per centinaia di tonnellate , siano loro arrivate dal cielo. Qualcuno prima o poi dovrà rispondere a questi interrogativi.

Fonti: RT News Al Mayadeen

Traduzione e nota: Lisandro Alvarado

https://www.controinformazione.info/terroristi-dellisis-girano-per-leuropa-con-carte-di-credito-rilasciate-dalla-ue/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Le pentole già c’erano”

  1. Il mito della difesa della solidarietà
    Un altro dei miti fondatori e della base di propaganda della NATO è quello della difesa della solidarietà. Cioè, ogni Stato membro può contare sui restanti membri nel caso in cui venga attaccato da un terzo Stato o da un’organizzazione nemica. Tutti verranno a difenderlo … Poiché lo Stato in questione, come ogni altro membro, ha precedentemente abdicato parte della sua indipendenza, i loro governi hanno presentato all’autorità militare-economica del complesso militare, industriale e tecnologico che governa gli Stati Uniti d’America – e la NATO, per impostazione predefinita; e sono disposti ad usare il loro territorio per consentire alla NATO, cioè agli Stati Uniti d’America, di difendersi attaccando.

    Gli Stati membri della NATO sono, di fatto, protettorati della struttura imperiale USA, che dispone dell’alleanza come ala armata: sono obbligati a rinunciare a una politica di difesa indipendente e a mettere a disposizione del Ministero della Difesa grandi fondi di bilancio per gli Stati Uniti, pronti ad impegnarsi in guerre per ragioni che sono estranee o addirittura contrarie ai propri interessi nazionali (vedi il caso Italia/Libia) o sono costretti al mantenimento di relazioni ostili con gli Stati (come Russia, Cina, Iran o Venezuela) perché gli interessi USA lo richiedono – interessi statunitensi e non interessi nazionali.

    Numerosi studi hanno dimostrato che gli Stati Uniti hanno da 800 a 1.000 basi militari nei territori d’oltremare. In queste aree, in buona fede, gli stati che ospitano le basi militari USA rinunciano alla loro sovranità, cedendola a Washington.

    Questi studi, tuttavia, sono sbagliati perché non considerano molte delle installazioni militari degli stati membri della NATO. Queste strutture servono in ultima analisi gli Stati Uniti, anche se tecnicamente non sono considerate basi statunitensi. Le sue attività non sono indipendenti o autonome della strategia militare della NATO, cioè degli Stati Uniti. Gli stati membri dell’alleanza non dispongono di strutture veramente militari perché non hanno una politica di difesa definita da loro alla luce dei veri interessi dei loro popoli. Questo è il motivo per cui il Pentagono gestisce un impero molto più grande di installazioni militari mondiali delle circa mille unità esaminate. (…..)
    Nota: La Storia reale della NATO, con le celebrazioni dei suoi 70 anni non viene diffusa ma coperta da un velo di retorica e di menzogne mentre il suono delle fanfare occulta le grida di dolore dei popoli rimasti vittima delle azioni dell’Alleanza atlantista.

    Traduzione e nota : Luciano Lago
    https://www.controinformazione.info/nato-sette-decadi-di-bugie-guerra-e-sangue/

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  2. Stalin è l’unico leader che rifiutò di ratificare l’accordo di Bretton Woods del 1944. Alla Conferenza di Bretton Woods del 1944 negli Stati Uniti parteciparono 44 Stati. Il risultato fu l’accordo di Bretton Woods. Il significato degli accordi, che tutto il commercio mondiale fosse in dollari USA ed oro. Ogni paese ha diritto di emettere la propria valuta nazionale solo per un importo equivalente (al tasso di cambio) non superiore all’ammontare delle riserve in oro e valuta estera (riserve auree), che consistono in oro e nella stragrande maggioranza dei casi, dollari USA. Vale a dire, un Paese, prima di stampare moneta nazionale, è obbligato a vendere sul mercato mondiale ciò che produce (minerali, prodotti, ecc.) in dollaro statunitense e ad accumulare il denaro ricevuto come riserve d’oro. Le banche centrali dei Paesi che ratificarono l’accordo divennero parte del sistema di riserva federale, che emette note solo nella misura consentita dalla FED, proprietaria dal 1913 delle matrici del dollaro, che stampa nelle quantità volute dagli Stati Uniti e che scambiano con risorse materiali reali. Gli Stati Uniti sono un Paese parassitario, traendo ricchezza da tutto il mondo. Nel 1944 fu creato il Fondo monetario internazionale, strumento finanziario del sistema parassitario. Nel 1971 gli Stati Uniti andarono oltre. Dal 15 agosto 1971, il presidente statunitense Richard Nixon annunciò il rifiuto del Tesoro USA di scambiare dollari con oro. L’oro divenne una merce, non la valuta del mondo. E, come ogni altra cosa, si scambia con dollari sul mercato mondiale. Nel 1971 i tassi di cambio fissi furono aboliti. Apparve il mercato monetario FOREX, dal sistema di cambio fluttuante. Ora si potevano fare soldi con la differenza del tasso di cambio. E allo stesso tempo controllare i tassi di cambio nazionali. Uno strumento del controllo finanziario creato per tutti gli Stati (ad eccezione dell’URSS e dei suoi stretti alleati). Le valute di riserva erano dollaro americano, sterlina britannica, franco svizzero, yen giapponese, euro.
    http://aurorasito.altervista.org/?p=6522

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