Giustizia proletaria

Bisogna infatti sapere che quegli inquilini, residenti nel condominio di Via Santa Croce in Gerusalemme, numero 55, ex sede dell’INPDAP; sono tutti abusivi; e che non sono abusivi arrivati alla spicciolata, bensì membri di una specie di centro sociale dedito alla politica delle occupazioni abusive, denominato Action, i quali si sono insediati lì fin al 2013, cioè da sei anni. In altre parole, il gesto di solidarietà del cardinale Krajewski, presentato come una specie di obbligo morale di fronte a una situazione di emergenza, che vede coinvolti anche un centinaio di minorenni, è, in realtà, a tutti gli
effetti, un gesto di solidarietà politica nei confronti di persone che da
anni calpestano le leggi, se ne infischiano dell’onestà, non pagano
l’affitto né gli altri servizi, pretendono di vivere alle spalle della
comunità e recitano la parte delle vittime di chi sa quale ingiustizia
cosmica, mentre le vere vittime sono gli italiani poveri e dignitosi che
l’affitto e le bollette cercano di pagarli comunque, e che, ad ogni modo,
mai si sognerebbero di pretendere come un diritto la libertà d’infrangere la
legge e mai ricorrerebbero ad atti di forza che, se divenissero
generalizzati, segnerebbero l’inizio dell’anarchia più totale e di uno stato
di guerra civile permanente. Tecnicamente parlando, l’incursione del
cardinale nel condominio romano ha un nome preciso: si chiama istigazione a delinquere.

La contro-chiesa dei morti va all’assalto dello Stato

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Giustizia proletaria”

  1. Questa contro-chiesa massonica che non finge nemmeno di salvare le apparenze e che scompostamente, sfacciatamente, vergognosamente, si getta a capofitto al fianco di quella sinistra miliardaria che ha preso il posto della sinistra storica, e che non si preoccupa più di difendere i lavoratori (non quelli
    italiani, almeno) contro gli speculatori finanziari, ma che ha scelto, al contrario, di ergersi a cane da guardia degli interessi di questi ultimi, proclamando la necessità di più Europa, più NATO, più austerità, più tagli alla spesa pubblica, più tasse e soprattutto più immigrati, così da far crollare definitivamente il costo del lavoro e poter arruolare milioni di euro-schiavi per pochi spiccioli al giorno, è già morta. È una “chiesa” di cadaveri, di zombi, di morti-viventi, che continuano ad andare in giro, in Vespa, in bicicletta (come il cardinale Lorefice nella sua cattedrale), o sulla nave Mediterranea, quella di Casarini, solo perché ancora non si sono resi conto di essere dei non-vivi.

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