Verso la guerra civile

Ebbene, contro questo modo di pensare e di agire, non per odio contro le persone, c’è una bella fetta del popolo italiano che si è rotta le scatole, che non sopporta più la prepotenza e l’arroganza ideologica di quei signori, la loro eterna pretesa di alzare il ditino e far la morale a tutti quanti, dall’alto del loro piedistallo. Una bella fetta di italiani che lavorano, che stentano ad arrivare a fine mese, a pagare le tasse sulla casa e sulle partite commerciali, le tasse per i loro figli che vanno all’università; e che sono stanchi di subire furti e rapine in continuazione. Ci sono italiani che hanno ricevuto la visita dei ladri, in casa propria, tre o quattro volte; che hanno subito pestaggi e stupri, subito minacce di morte, e visto i loro cari sottoposti a violenze ed angherie; e ci sono commercianti che hanno avuto il loro esercizio svaligiato sette, otto, dieci volte. E ogni volta i responsabili restano impuniti, o perché non vengono assicurati alla giustizia, o perché le forze dell’ordine li arrestano, con rischio e sacrificio, e poi la magistratura politicizzata li rimette in libertà in quattro e quattr’otto, talvolta con delle motivazioni addirittura grottesche, come quel giudice milanese che ha rimesso in libertà uno spacciatore africano affermando che il poverino non aveva altre fonti d reddito per sbarcare il lunario!
C’è una bella fetta del popolo italiano, certamente maggioritaria, che si è rotta e strarotta le scatole di pagare delle tasse esorbitanti, di pagare la benzina più cara d’Europa, di avere dei servizi pubblici da Terzo Mondo, di dover aspettare mesi o anni per una visita specialistica o un intervento di cataratta; e di vedere le montagne d’immondizie non raccolte accumularsi sulla pubblica via, spettacolo orrendo e fetore insopportabile, nonché a rischio di epidemie; e bambini sottratti ai loro genitori dalla magistratura rossa per essere “affidati” alle amorevoli cure di coppie amiche e avide di denaro, o di coppie d’invertiti, il tutto falsificando i rapporti e affermando, ad esempio, che i poveri piccoli vivevano in case fatiscenti e antigieniche, ma senza che quei tali esperti e assistenti sociali si fossero presi neppure il disturbo di suonare il campanello e metter piede all’interno di quei terribili antri di sporcizia e degrado, e che invece erano appartamenti normalissimi, poveri ma puliti e dignitosi.
E intanto vede, questa fetta di italiani esasperati, arrivare via mare e via terra, tutti i santissimi giorni, dall’Africa e da mezzo mondo, delle orde di personaggi senza documenti e senza identità che dicono di essere profughi, ma perlopiù non lo sono affatto, i quali vengono alloggiati e sistemati gratis a spese dello Stato. E che si permettono pure di lamentarsi per il vitto, di protestare per l’alloggio, perché vogliono l’albergo e non le ex caserme, vogliono un menù di loro gusto e non la solita pastasciutta, altrimenti protestano, gettano il piatto in terra, fanno lo sciopero della fame, minacciano di suicidarsi, come quelli a bordo della Sea Watch. Così, almeno, ha detto la capitana Carola Rackete, che i migranti presi a bordo minacciavano il suicidio, e lei non poteva mica correre un tal rischio (si noti il curioso paradosso: i naufraghi, o presunti tali, salvati dal rischio di morire in mare, che poi minacciano di buttarsi in mare perché le autorità del porto in cui vogliono entrare tardano a conceder loro il permesso: si vede proprio che sono sfuggiti a terribili pericoli di annegamento!).

Sì, ci sono due Italie incompatibili e inconciliabili; e chi le ha create, se non chi cerca ogni giorno di spingere le cose più in là, di far entrare più falsi profughi, d’imporre più Europa, cioè più austerità, più tasse, più tagli alla spesa pubblica, per far contenti Juncker e Moscovici, e i signori della BCE della quale sono i volonterosi burattini? Intanto, l’Italia perbene, accogliente, buonista, si scandalizza e s’indigna per la rozzezza e la violenza dell’altra Italia, quella che ne ha le scatole piene. Un tipico campione dell’Italia progressista, Piero Sansonetti, ha dichiarato in un programma televisivo che se la Rackete ha violato la legge entrando in porto senza permesso, anche gli uomini della Guardia di Finanza hanno commesso un reato, ostacolando un’operazione di salvataggio in mare. Siamo arrivati alla follia: ed è contro questa follia che insorgono gli italiani sani, che non hanno perduto il bene dell’intelletto.
Un’altra signora, di cui non ricordiamo il nome, nel corso dello stesso programma si è detta indignata perché quando la Rackete è sbarcata a Lampedusa, un giovane italiano le ha lanciato contro degli insulti sessisti (speriamo che non si offenda se l’abbiamo chiamata signora, perché ha anche detto che è ora di finirla di chiamare la Rackete quella signora, il che secondo lei è una mancanza di rispetto, sempre a sfondo sessista). Si vede che non ha visto la bambola gonfiabile con le fattezze di Salvini che è stata vista sfilare, e fotografata, al Gay Pride di Milano, con scritte come Salvini muori, Salvini crepa, Salvini bastardo, morte a Salvini, Salvini appeso a testa in giù. Ma visto che a dare quel nobile spettacolo erano degli invertiti, beninteso progressisti, le signore femministe non si arrabbiano. E questo è appunto un clima da guerra civile…

Fonte: Accademia nuova Italia

https://www.controinformazione.info/verso-la-guerra-civile-a-grandi-passi/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Verso la guerra civile”

  1. Giulio GHETTI
    7 luglio 2019 alle 11:03
    Difendere i confini marittimi è compito della Marina Militare, evidentemente la inqualificabile Trenta non lo sa: se ne vada prima di essere cacciata a pedate
    Difendere i bambini contro gli abusi e chi li compie è dovere di tutti: ma tribunale e Procura locali nulla hanno fatto: e Bonafede, come al solito, dorme. Un altro da cacciare a pedate
    Zingaretti raccoglie soldi e avvocati (si ritorna a Soccorso Rosso degli anni di piombo) per la difesa di chi è coinvolto negli abusi: e voi zitti
    Per incriminare il procuratore generale della Cassazione i pm di Perugia non solo hanno atteso la denuncia di tre pm di altro territorio, ma lo hanno incriminato per una bazzecola: e Bonafede zitto, fino a che qualcuno lo denuncerà per omissione di atti d’uffico
    E via così
    È così che si perdono 6 milioni di voti
    https://www.ilblogdellestelle.it/2019/07/il-truman-show-dei-migranti.html

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