Guerra commerciale

Android è un sistema operativo open source. Ciò significa che il suo codice è gratuito per gli sviluppatori. Fu la chiave del successo di Android, e quindi del dominio di Google sul mercato degli smartphone, ma è anche un punto debole dei tentativi del governo degli Stati Uniti di ostacolare Huawei. Il sistema operativo alternativo di Huawei sarà compatibile con il sistema Android open source. Le applicazioni Android possono ancora essere scaricate e utilizzate su un cellulare Huawei con sistema operativo Huawei, ma invece di farlo con applicazioni online di Google, avverrà tramite Huawei. Come alcuni media notavano, ciò significa che le battute d’arresto di Huawei limitatata su Android saranno temporanee. A lungo termine, Google rischia di perdere decine di milioni, se non centinaia di milioni di clienti che useranno invece le alternative di Huawei. Google potrebbe persino perdere il proprio dominio sullo sviluppo dei sistemi operativi per smartphone se Huawei avrò la propria alternativa accessibile e attraente come Android, senza le minacce politiche ed economiche rivolte alle nazioni sgradite a Washington.

Stati Uniti contro Cina: la guerra degli Smartphone

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Guerra commerciale”

  1. Donald Trump sta cercando di costituire alleanze trasversali perché la Nato non gli serve quasi più. La sua prima visita all’estero è stata in Arabia saudita, con un carico miliardario di armi, per vedere come avvicinare Riad a Israele e costituire un fronte tra Usa- monarchie del Golfo, stati arabi «amici» e Stato ebraico.
    Questa alleanza ha quattro funzioni 1) tenere a bada il ritorno della Russia in Medio Oriente e la crescente influenza cinese 2) mettere nel mirino l’Iran sciita, avversario delle monarchie sunnite e di Israele, che è riuscito a tenere in piedi Assad con l’aiuto di Putin 3) manovrare l’integralismo islamico secondo le necessità degli Usa e delle monarchie arabe facendo fuori i Fratelli Musulmani che si oppongono alle dittature regionali 4) comprarsi – ma pare difficile per il momento – i palestinesi con i soldi del Golfo.

    In questo quadro la nuova Nato dovrebbe fare leva sui Paesi dell’Est che tutti sono entrati nell’Alleanza ben prima di entrare nell’Ue, per fronteggiare la Russia e contenere l’espansione dei progetti nel gas e infrastrutturali della Germania con Mosca e Pechino. La manovra è riuscita solo in parte trascinando la Polonia nel campo americano ma è fallita quando si è trattato di attuare l’avvicinamento tra Varsavia e Israele.

    Per questo la Lega si è opposta agli accordi dei Cinquestelle con la Cina. La Lega obbedisce alle grandi strategie degli Stati Uniti che intendono mantenere sotto tiro Pechino. E comunque anche nel caso gli Usa e la Cina si mettessero d’accordo sui dazi gli spazi di mercato saranno occupati soprattutto da aziende americane non da quelle europee e italiane.

    Per quanto riguarda il Mediterraneo, Salvini si allinea a Israele, privando l’Italia del ruolo storico di Paese «ponte» con la Sponda Sud. In poche parole la politica estera leghista rinuncia a ulteriori spazi di manovra sperando che alleati forti come Usa e Israele lo tengano in sella bilanciando il suo isolamento in Europa con una posizione di rilievo nella Nuova Nato. Per questo obiettivo è più disposto a pagare che a essere pagato.

    In questo contesto i russi avrebbero beneficiato Salvini per niente. O forse per qualche partita futura. Del resto Putin e Trump si guardano con simpatia e forse un giorno appianeranno la questione Ucraina, visto che l’Europa non ci riesce. Mentre Israele tiene sotto botta il Cremlino e i suoi oligarchi che per operare all’estero si servono di passaporti israeliani, Non c’è un contrasto così lacerante ad avere tre padroni, tre padrini, tre sponsor. Sono questi i moderni sovranisti del protettorato americano.
    https://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=62242

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