Agosto

Se infatti la Lega arriva al 30% e il movimento Cinque Stelle, prende meno voti del Pd, le sorti del governo giallo verde sono segnate, con grande felicità degli oligarchi di Bruxelles e delle cosche eurocratiche festeggianti insieme a Confindustria e alle banche, ammesso e non concesso che ci sia ancora differenza tra i due ambiti. E’ chiaro che con un risultato del genere peraltro sempre più probabile, Salvini vorrà monetizzare il successo con elezioni in autunno e gli altri saranno comunque contenti di conservare una bella fetta di potere dopo aver sbaragliato i populisti. L’Europa sarà contenta, perché Salvini è fascista, ma di nuovo conio contro cui non esiste ancora un antifascismo né adeguato, né intelligente: quello del neoliberismo rampante. Di certo Bruxelles e i costruttori del neo impero carolingio non hanno nulla da temere da lui. Quindi ci si sarebbe da augurarsi che la Lega non sfondi la linea psicologica del 30% e i Cinque stelle non tracollino sotto il livello di galleggiamento del Pd, ci sarebbe da augurarsi che si votasse con la testa e non con la pancia o facendosi confondere dal miserabile discorso pubblico, anche se dubito che questo avverrà: quando si cade si tenta di aggrapparsi a qualunque cosa, senza nemmeno vederla.

Le urne e i sepolcri

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

3 pensieri riguardo “Agosto”

  1. Infine, se la Lega decidesse di allearsi con FDI ma non con Forza Italia, il risultato sarebbe la conquista di una maggioranza piuttosto ampia – ma non al punto da raggiungere i 2/3 dei seggi come nel primo scenario. Con oltre il 43% dei voti, infatti, questa ipotetica coalizione di destra sovranista avrebbe ben 353 seggi alla Camera e 181 al Senato. In questo caso i gruppi di opposizione sarebbero tre, in entrambe le Camere: quello di centrosinistra (131 deputati e 61 senatori), quello del M5S (102 deputati, 50 senatori) e quello di Forza Italia (30 deputati e 15 senatori).
    https://www.agi.it/blog-italia/youtrend/scenari_voto_anticipato-5984424/post/2019-08-08/

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  2. Crisi di Governo/ Appello di Vittorio Sgarbi alle componenti del centrodestra: «L’unione di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia arriverebbe a oltre il 55%»
    E a Salvini: «Rinunci alla tentazione di correre da solo»

    ROMA – Vittorio Sgarbi, deputato alla Camera, lancia un appello all’unità alle componenti del centrodestra.

    «In attesa dello scioglimento di Conte nella Camera di Ferragosto, mi sembra utile proporre al futuro presidente del consiglio la scelta più logica per un Governo certo, che rovesci le incertezze e le contraddizioni di quello da cui siamo usciti.
    La forza, la determinazione e la coerenza di Salvini lo mettono certamente nelle condizioni di vincere da solo, e lo inducono alla tentazione di rinunciare agli alleati.
    Ma gli alleati non sono tutti come gli squilibrati grillini. E, con il tempo, come si vede nelle amministrazioni regionali, hanno trovato una capacità di azione coerente e coordinata che è un buon viatico per quelli che io suggerisco, da battitore libero, a Salvini.
    Le proiezioni dei dati delle Europee ci consentono di verificare con assoluta certezza che l’unione di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e ciò che resta di un’area liberale (che io ho voluto chiamare “Rinascimento”, con denominazione ben augurante) dal 37% delle elezioni politiche del 2017 arriverebbe a oltre il 55% delle prossime elezioni, consentendo, con un risultati non solo vittoriosi ma straordinari, nel prossimo governo, di avere una maggioranza di oltre due terzi del Parlamento, potendo portare a compimento riforme in ogni settore, dal lavoro alla giustizia, alla revisione costituzionale. E, volendo, e non per il ricatto dei grillini, anche la riduzione dei parlamentari come scelta condivisa e non come la pistola puntata di un gruppo di disperati ricattatori. Tutto questo è democrazia.

    Voglio ricordare a Salvini – conclude Sgarbi – attraverso queste proiezioni che egli certamente conosce, che, con una coalizione collaudata e rispettabile come questa , nell’armonia delle sue componenti, i parlamentari a Montecitorio sarebbero 426 e al Senato 206. Un risultato mai visto, che consentirebbe di cambiare l’Italia.
    Non l’attuale ma il futuro sarà, attraverso la mediazione e la prudenza ,e non l’esaltazione momentanea, il governo del cambiamento.
    Salvini potrà in tal modo,e solo con questa sapiente avvedutezza,salvare l’Italia»

    l’Ufficio Stampa
    press@vittoriosgarbi.it

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