Il programma

ai tempi di Prodi, l’obiettivo si chiamava svendita degli asset italiani al capitale straniero.
Attualmente lo scenario è cambiato, piuttosto l’interesse è favorire l’entrata del capitale estero ad acquisire il patrimonio pubblico italiano a garanzia del debito, in forma analoga a quanto avvenuto in Grecia. Naturalmente con una fase propiziatoria di cartolarizzazione di questi beni, pur sempre appetibili per gli investitori esteri, dagli immobili, alle bellezze artistiche, alle infrastrutture, alle società partecipate, ecc..

Renzi e Boschi -Riforma costituzionale

Non per caso è uscito allo scoperto anche Matteo Renzi, come un jolly che viene tirato fuori al momento opportuno e ancora una volta il fiorentino ha detto il contrario di quello che aveva dichiarato in precedenza: un accordo con i 5 Stelle per fare andare avanti la legislatura, con questa affermazione ha spiazzato anche il segretario del suo partito e molti dei suoi sodali. Non c’è da meravigliarsi, bisogna ricordarsi che Renzi era stato invitato all’ultima riunione del Bilderberg e non è improbabile che, in quella prestigiosa sede, gli siano stati dati i giusti consigli. Qualche cosa di analogo a quando la grande banca, la Morgan Stanley suggerì di cambiare la costituzione di alcuni paesi fra cui l’Italia, considerata ancora “troppo socialista” e Renzi, allora premier al governo di Roma, si affrettò a proporre le modifiche costituzionali ma gli andò male.

Se Renzi e i suoi sodali riusciranno a evitare le elezioni, spingendo il suo partito ad una grande ammucchiata con 5 Stelle e formazioni della sinistra, questo consentirà di fare quella finanziaria lacrime e sangue che Bruxelles ci impone e mettere fuori gioco Salvini logorandolo poco a poco. Chi favorirà l’esecuzione di questo piano, otterrà la riconoscenza della Elite di potere transnazionale e gli verranno assicurate carriera e favori. Per questo Renzi sgomita per evitare le elezioni e mobilita i suoi fedelissimi.

Privo della poltrona di Ministro e vice premier, Salvini, relegato all’opposizione, se lo “lavoreranno” le procure giudiziarie. Ci sarà solo da scegliere fra il sequestro dei migranti, abuso d’ufficio e finanziamenti dalla Russia; basta ed avanza per neutralizzare Salvini per un bel po’ di tempo. Salvini è un pericolo anche per la Magistratura visto che si proponeva i riformare la Giustizia e separare funzioni e carriere. Una cosa insopportabile per la casta dei magistrati che ridurrebbe il loro potere e le prerogative. Glie la faranno pagare.

Palazzo di Giustizia, Corte di Cassazione, Roma

Potremmo sbagliare ma si profila all’orizzonte un governo “Conte Bis” senza la Lega ed appoggiato da una coalizione di “responsabili”, con l’appoggio di 5 Stelle e PD e con la benedizione di Bruxelles, della Merkel e di Macron. Per il voto gli italiani possono aspettare, gli daranno in pasto la necessità di tagliare i parlamentari. Tagliare uno spreco di soldi pubblici, visto che non contavano nulla, le leggi le fanno a Strasburgo e le decisioni le prende la Commissione Europea, dietro suggerimento di Berlino e Parigi. A che servivano tutti questi onorevoli scalda poltrone? Gli italiani volevano votare? Ma in fondo in fondo, a che serve votare? Loro, quelli della Elite sanno decidere per il “nostro bene”.

https://www.controinformazione.info/una-regia-esterna-dietro-la-crisi/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Il programma”

  1. Francesco Erspamer su facebook
    Se Salvini vuole tornare nel governo dopo il suo colpo di sole (e di narcisismo) estivo, benissimo. Non ci devono essere né premi ma neppure punizioni: tutto come se niente fosse stato. Perché in effetti non è successo nulla; che M5S e Lega non vadano d’accordo è normale: sono agli antipodi e in futuro saranno in coalizioni opposte; però hanno bisogno l’uno dell’altra per far uscire la politica e le istituzioni italiane dal vortice vizioso che da decenni le imprigiona; non ci sono altri partiti che lo vogliano o, peggio, a cui convenga farlo. In effetti è un compito arduo: gli interessi congiunti delle multinazionali e di una casta di inetti sono giganteschi. Perché avere fretta? Il momento dello scontro fra due contrastanti ma legittime visioni della società e dell’economia verrà; non ora. Prima, nei prossimi quattro anni, vanno create le condizioni per il ritorno di un vero pluralismo, di almeno un po’ di solidarietà e dignità nazionale, e di un sufficiente senso dello Stato.

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