Il vento della dittatura

Davvero emblematica la vicenda che ha colpito il Professore di Storia Contemporanea dell’Unimolise Marco Gervasoni. E’ stato sollevato dall’insegnamento nell’Università confindustriale Luiss. Non per manchevolezze nel suo lavoro ma per i suoi tweet contro l’immigrazione clandestina . Ora, il tema non è quello che pensa questa persona sui più svariati temi ma la facoltà di essere licenziati non per fatti attinenti alla propria condotta nell’ambito dell‘attività professionale ma per aver espresso il proprio pensiero magari via social network. Per ora nelle accademie pubbliche sono al riparo grazie alle guarantigie che riserva l’appartenenza al settore pubblico ma appena le università saranno scisse e fatte gemmare da delle fondazioni (esattamente come fecero con le banche), addio libertà di insegnamento, addio libertà di ricerca e addio libertà di pensiero.
Per tutti gli altri la museruola è stata imbullonata da un bel pezzo: lavoratori dipendenti non ne parliamo neanche, compresi i giornalisti ridotti a trombettieri dei loro editori.

 

Giuseppe Masala FB

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

5 pensieri riguardo “Il vento della dittatura”

  1. Roma, 21 set – La censura politica di Facebook si abbatte anche su Vox Italiae, la neonata formazione sovranista-socialista di Diego Fusaro. La pagina ufficiale è stata chiusa, come riporta in un post il leader del movimento: “E’ ufficiale. Ci hanno bloccato la pagina di Vox Italiae. Forse perché non diciamo ‘più Europa’ e ‘decidono i mercati’. Forse perché siamo sovranisti, populisti e socialisti. Forse perché crediamo in una confederazione internazionalista di Stati sovrani, democratici e socialisti. Forse perché non ci arrendiamo e lottiamo per un’Italia all’altezza della sua storia, in cui tornino il Rinascimento e i diritti sociali. Un’Italia di chi lavora e non di chi specula vivendo in modo parassitario. Un’Italia fiera di sé e rispettosa delle altre nazioni”. “Un’Italia – sottolinea Fusaro – che non sia miserrima colonia di Bruxelles e di Washington. Un’Italia basata sulla democrazia, cioè sulla sovranità popolare nello Stato sovrano nazionale. Un’Italia degna di sé e degli spiriti magni che l’hanno fatta grande: l’Italia di Dante e di Petrarca, di Machiavelli e di Manzoni, di Vico e di Gioberti. Si può lottare e perdere. Chi non lotta ha già perso”.
    https://www.maurizioblondet.it/la-censura-politica-di-facebook-si-abbatte-anche-su-vox-italiae-il-partito-di-fusaro/

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  2. Sembrerebbe che lo scrittore sia condannato solo perché come fondatore e presidente dell’associazione “Egalitè & Reconciliation” è ritenuto il direttore della pubblicazione del sito responsabile delle pubblicazioni offensive.
    Il pezzo in questione si trattava di una canzone rap chiamata Yellow Vests (Gilet Gialli) in cui nulla sembrava essere discutibile aveva dettoall’inizio il suo avvocato. Ma le associazioni che avevano avviato le cause contro Soral sostenevano di aver “decodificato parole e immagini”.
    Pubblicato sul sito web di Soral “Egalitè et Reconciliation” , è stato mostrato il video in cui un cartello con il nome di Rothschild è stato lanciato ad un semaforo .
    Un incendio alla rotonda presidiato da Gilet Gialli è divenuta “una pira” e la parola “parassita” era stata tradotta come ” volontà di totale sterminio” quando le foto di Rothshild, Jacques Attali, Patrick Drahi e Bernard Henri Levi furono gettate nel fuoco.
    https://www.controinformazione.info/lanticapitalismo-come-nuovo-antisemitismo-alain-soral-rischia-due-anni-di-carcere-per-aver-criticato-i-capitalisti/

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  3. …e questo fetore di putrefazione che attraversa il mondo intero con chi vuole ingabbiare la libertà di pensiero e riscrivere la storia inventandola è davvero quel che di peggio si può offrire al futuro delle generazioni a venire
    Che spettacolo straziante!
    Anna Rossi

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  4. Come è per esempio accaduto recentemente per i siti di Hong Kong che svelavano una realtà tutt’affatto diversa da quella che viene propagandata dall’informazione di sistema: Facebook ha pensato bene di sospendere la pagina di Dot Dot News e tutti gli account che riportavano sistematicamente i fatti che disgraziatamente hanno il cattivo vezzo di non accordarsi con la narrazione stabilita, in maniera da permettere alla stampa occidentale di diffondere senza problemi di credibilità e senza contraddittorio il suo verbo.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/09/22/manette-e-bavagli/

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  5. Federico Fubini cita una ricerca di due economiste che, lavorando su una banca dati di 75.000 tweet “di odio” (ignoriamo i criteri con cui si è costruita tale classificazione), hanno tracciato una “geografia dell’odio digitale” che associa il fenomeno alle seguenti aree del Paese: 1) zone no Vax; 2) zone con tassi elevati di disuguaglianza di reddito; 3) zone con alti livelli di insicurezza occupazionale.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-crociata-contro-gli-odiatori-online

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