Mi han detto che un bonzo

Lyon : un étudiant «brûlé à 90%» après s’être immolé par le feu en pleine rue

http://www.leparisien.fr/amp/faits-divers/lyon-un-etudiant-brule-a-90-apres-s-etre-immole-par-le-feu-en-pleine-rue-08-11-2019-8189613.php?__twitter_impression=true

“Mi hanno ucciso Macron, Sarkozy, Hollande e la UE”

Traduco il suo disperato messaggio:

“Oggi   commetto l’irreparabile. Scelgo l’edificio universitario non a caso:  ho preso di mira un luogo politico, il ministero della ricerca e dell’università e per l’estensione il governo.

Racconta che, non avendo superato un esame, ha perso  la borsa di studio. “Ma anche quando l’avevo, 450 euro  al mese, bastano per vivere?

[…]

E dopo questi studi, quanto tempo dovremo  lavorare e pagare i contributi per una pensione decente? E avremo la possibilità di pagare i contributi, con la disoccupazione di massa?”

E fa sua la richiesta del sindacato studentesco socialista: salario a vita e riduzione a 32 ore dell’ lavoro (una storica rivendicazione  socialista francese: “lavorare meno per lavorare tutti”).

Prosegue:  “Lottiamo contro l’ascesa del fascismo che non fa che dividerci, e del liberalismo che crea le ineguaglianze.

Io accuso Macron, Hollande, Sarkozy e la UE di avermi ucciso   creando  questa incertezza sul futuro  di tutti noi,  accuso anche Le Pen e gli editorialisti di aver creato paure secondarie.

Il mio ultimo desiderio  è che i compagni  continuino la lotta. Viva il socialismo, viva l’autogestione, viva la sicurezza sociale”.

Ora,  provate solo a immaginare se uno studente si fosse dato fuoco in una piazza di Mosca o davanti all’università di Pechino o Hong Kong: riuscite  solo a farvi un’idea dell’immenso clamore mediatico, del piagnisteo universale contro “le dittature”,  della risonanza politica internazionale che questo tremendo evento  avrebbe? Avete solo un’idea della glorificazione  che i media  farebbero dello studente auto-immolatosi “per la libertà”?  Le tv ci racconterebbero tutto della sua vita, mostrerebbero tutte  le  sue foto,  intervisterebbero la madre affranta, darebbero voce ai compagni e alle  loro rivendicazioni ed atti d’accusa contro i governi; in breve, ne farebbero un eroe e un santo.

Ah, se solo fosse  accaduto a Mosca.  Invece è accaduto a Lione, e l’auto-immolato ha accusato Macron ela UE.  Sicché, di questo Jan Palach  europeo non sappiamo nemmeno il nome –  né i media francesi, né ovviamente il regime di Parigi  l’hanno comunicato. Sappiamo solo che l’anonimo, con ustioni sul 90% del corpo, fino all’altro ieri lottava tra la vita e la morte in un ospedale .

Lo studente Jan Palach si diede fuoco a Praga il 19 gennaio 1969, per denunciare il comunismoe la invasione sovietica.  E’  successo anche a Lione.

Lo sappiamo dal comunicato di solidarietà del sindacato studentesco di cui la vittima faceva parte, che ha come titolo: La precarietà distrugge le nostre vite.

NON AVETE SAPUTO DEL “JAN PALACH” FRANCESE

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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