Gli imperi crollano sempre dall’interno

L’impero americano sta affrontando lo stesso identico problema, ma siccome il dollaro è la valuta di riserva mondiale, verrà semplicemente colpito più tardi.
Ecco perché il Dow Jones Industriale e lo S&P500 sono ai massimi storici nonostante le ultime bordate del presidente Trump nell’ambito della guerra commerciale con la Cina, mentre il tedesco DAX fa fatica a rimanere sui livelli massimi del 2018.
Il Dow Jones risente delle differenze nelle incertezze economiche e politiche tra gli USA e la Germania. Perché…
La notizia importante è che i partner di coalizione di Angela Merkel, i Social Democratici (SPD), hanno appena eletto un nuovo leader che è ostile al governo di coalizione, in quanto attribuisce alla Merkel la colpa del collasso elettorale del suo partito a livello nazionale. Questo mette il futuro politico della Merkel in pericolo o, come minimo, assicura che lei avrà meno controllo su un governo tedesco largamente paralizzato.
Negli ultimi mesi abbiamo visto in generale i mercati tirare un sospiro di sollievo dopo che la FED e la BCE si sono attivate per immettere liquidità. Ma questo intervento non risolve i problemi sottostanti, li rimanda soltanto, gonfiando per qualche altro mese la curva dei rendimenti, in questo caso degli Stati Uniti e della Germania.
Ma l’impulso reflattivo è ora dominante o è una semplice pausa tra crisi, come suggerisce Jeff Snider di Alhambra Partners?
Io propendo per la seconda ipotesi, dato che la FED continua ad accumulare Repo (pronti contro termine, NdVdE) sul suo bilancio, ormai più di 208 miliardi di dollari da settembre, e un’altra operazione Repo di 42 giorni ieri è stato sottoscritta per una quantità doppia dell’offerta.
Certo, potrebbe trattarsi di semplici trucchetti da fine trimestre, ma perché? E ci chiederemo le stesse cose quando questi Repo da 42 giorni scadranno a fine gennaio?
La vera domanda è che cosa sta spingendo le banche USA ad aver bisogno di così tanti dollari per mantenere liquidi i mercati. E perché tutti si sentono agitati dalla mancanza di dollari.
La risposta è che tutti si aspettano la stessa cosa, che qualcosa cambierà in maniera decisa, e quando lo farà tutti vorranno dollari, non euro, non sterline, yen o yuan
L’economia tedesca sta rallentando, lo fa da più di un anno.
E quando l’impulso reflattivo finirà, i mercati che non hanno toccato i massimi storici saranno molto più vulnerabili a un collasso. L’impero mercantilista multigenerazionale tedesco ha raggiunto il suo zenith. Non può più spingersi oltre senza cedere terreno politico al resto d’Europa o abbandonare proprio quella cosa che ha creato l’impero fin dall’inizio: l’euro.
Ecco il problema principale che sta al cuore del progetto europeo. E non può essere nascosto ancora a lungo.

http://vocidallestero.it/2019/12/06/la-germania-e-il-cuore-marcio-delleuropa/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

3 pensieri riguardo “Gli imperi crollano sempre dall’interno”

  1. Nessuna persona ragionevole può affermare oggi che gli Stati Uniti hanno qualche preoccupazione per i diritti umani, certamente non al di fuori del loro territorio, ma sempre meno anche all’interno dei confini. Anche i meccanismi elettorali, benché già incerti in origine, con la interposizione di grandi elettori tra la presidenza e le urne, danno segno di debolezza: il fratello di George Bush ha rimosso più di 50.000 persone dagli elenchi degli elettori per evitare una vittoria elettorale dell’avversario, ma nonostante si sia poi proceduto a un riconteggio e Bush risultò sconfitto, non fu possibile tornare indietro. Inoltre, le nuove macchine per il voto digitale sono state condannate anche da coloro che le hanno progettate, per la facilità della frode elettorale, ma questi sistemi vengono continuamente implementati, si dovrebbe presumere per il loro potenziale di manipolazione. Per non parlare dell’istruzione completamente abbandonata e oggi possibile solo per i redditi alti o a costo di debiti per tutta la vita.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/12/10/supereroi-in-orbace/

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  2. ma col golpe a Kiev tutto è diventato immediatamente chiaro, i responsabili dei due Paesi si sono resi conto che l’irresponsabilità americana e dei suoi ceti dirigenti non aveva limiti né ritegno: in poche settimane dopo tanti anni di melina, Mosca ha raggiunto un accordo finale con Pechino nell’ambito di un progetto complessivo volto a creare un perno politico ad Est, lontano dalla Nato.

    Insomma la hybris di ceti politici subalterni ai poteri economici e ai loro interessi ha fatto commettere loro un enorme passo falso risvegliando resistenze che prima erano state riposte in un cassetto e agevolando la formazione un blocco continentale di straordinaria potenza economica e militare che prima era soltanto in uno stato larvale.
    https://ilsimplicissimus2.com/2019/12/13/gas-illuminante/

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