Mediterraneo

“Ve l’abbiamo detto”, in un altro caso in cui lo Stato Maggiore russo diceva al Cremlino che armare il capo turco Recep Tayyip Erdogan mette a rischio gli interessi strategici della Russia, la Turchia firmava un piano per estendere il controllo del fondale marino del Mediterraneo verso sud, fino alle coste libiche. La controparte turca, il governo di accordo nazionale (GNA) guidato da Fayaz al-Saraj, viene inoltre rifornito di armi, veicoli, droni e ordigni turchi. Ciò nonostante, il GNA non controlla granché delle coste e ancor meno l’entroterra della Libia. Contro il GNA, i militari russi, il Ministero degli Esteri e il Cremlino appoggiano la fazione libica rivale, l’Esercito nazionale libico guidato da Qalifa Haftar. Questa non è una novità. Oggi Haftar controlla più la Libia, comprese le coste, che al-Saraj. Il nuovo problema russo è che lo spiegamento turco del sistema missilistico S-400 può essere usato per far valere la nuova rivendicazione territoriale turca. Ciò minaccia direttamente Cipro, Grecia ed Egitto. I primi due volevano e firmavano accordi per diventare protettorati statunitensi; il terzo cerca la protezione di Stati Uniti e Russia, un gioco che i regimi di Cairo giocano senza successo dai tempi di Gamal Abdal Nasser. La ragione del fallimento strategico dell’Egitto è che era contro Israele, un nemico diverso dai turchi. Israele spara per primo; i turchi bluffano.

Il nuovo furto del sultano è il Mediterraneo

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Mediterraneo”

  1. La guerra Italo-turca del 1911 fu il precedente storico (unico e insuperato) in cui l’Italia ebbe un ruolo di rilievo nel mediterraneo; leggete la voce di wikipedia in proposito:
    https://it.wikipedia.org/wiki/Guerra_italo-turca
    è molto esauriente e c’è anche una bella nota di un giornale inglese dell’epoca che dice: “Una nazione che enumera la Calabria e la Puglia tra le sue province non ha bisogno di andare all’estero per una missione civilizzatrice. L’Italia ha l’Africa in casa”.

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