La festa è finita

ciò a cui stiamo assistendo è la dissoluzione del’impero occidentale nel suo complesso e principalmente nel suo centro: gli standard di vita degli americani sono diminuiti precipitosamente, i datori di lavoro hanno smesso di pagare le pensioni mentre la copertura sanitaria viene ridotta o eliminata, l’istruzione pubblica si fa peggiore di anno, mentre si attuano continue riduzioni delle imposte sulle società. Negli ultimi due decenni, i salari e le retribuzioni per la maggior parte delle famiglie sono rimasti stagnanti o in calo, mentre dilaga la disoccupazione reale, ovvero quella che viene eliminata dalle statistiche che scambiano per lavoro stabile in gradi di assicurare l’esistenza di un futuro attività precarie o episodiche. Le spese per l’istruzione e per la salute mandano in bancarotta molti e riducono i laureati in peones del debito a lungo termine e dunque facilmente sfruttabili.

Oltre a questo l’accessibilità alla proprietà immobiliare  per gli americani di età inferiore ai 45 anni è diminuita drasticamente dal 24% nel 2006 al 14% nel 2017. Allo stesso tempo, gli affitti sono saliti alle stelle soprattutto nelle grandi città di tutto il paese, nella maggior parte dei casi assorbendo tra un terzo e la metà del mese reddito. Ma le elite e i loro esperti focalizzano l’attenzione sulle disuguaglianze “intergenerazionali” tra pensionati e salariati più giovani invece di riconoscere le disuguaglianze che sono aumentate drasticamente negli ultimi tre decenni, mentre è aumentato in maniera impressionate anche il gap dell’aspettativa di vita tra ceti benestanti e quelli poveri che dopo quasi tre secoli di costante ascesa comincia a diminuire. Contemporaneamente anche i tassi di natalità si abbassano a causa dell’assenza di tutele, dei bassi salari e della scomparsa del congedo materno o paterno retribuito. In realtà la cosiddetta “ripresa economica” in seguito al crollo finanziario del 2008 è solo un trompe l’oeil: le élite  finanziarie hanno ricevuto oltre due trilioni di dollari in salvataggi e ne hanno evaso altrettanti mentre 3 milioni di famiglie della classe operaia sono state sfrattate dai possessori di mutui finanziari. Il risultato è stato un rapido aumento dei senzatetto, soprattutto nelle città con il più alto tasso ufficiale di ripresa dalle crisi.

A questo stato di cose si cerca di reagire non con una diversa visione sociale o a un ritorno alle relazioni intrinseche del patto sociale precedente al neo liberismo , ma affidandosi  allo spettacolo, alla valorizzazione delle pulsioni più elementari e alle legioni: le spese militari  sono cresciute in proporzione diretta al declino dei pagamenti di assistenza sociale, ma anche l’efficacia della rapina globale, degli assedi e degli accerchiamenti sta rapidamente diminuendo, ma mano che cresce la potenza oltre i vari limes cominciano a configurarsi dei rovesci così che anche alleati fedeli cominciano a scalpitare, a interrogarsi a volere una fetta di torta. E tutti sono invitati a cantare e ballare, a convincersi che la festa  non sta davvero finendo.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2020/02/15/la-ballata-di-nerone/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “La festa è finita”

  1. “interrogato” anche Bernie Sanders

    E non si creda che il metodo dell’interrogatorio per controllo dell’ortodossia abbia preso di mira solo Giorgetti.

    Un interrogatorio del genere ha subito, nientemeno che Bernie Sanders, il candidato democratico della sinistra, e nientemeno che dal New York Times. Domande precise:

    – Considerereste la forza militare per sventare preventivamente un test nucleare o missilistico iraniano o nordcoreano?

    – Risposta: Sì

    – Considerereste la forza militare per un intervento umanitario?

    Risposta: Sì

    – Se la Russia continua il suo corso attuale in Ucraina e in altri ex stati sovietici, gli Stati Uniti dovrebbero considerarla come un avversario o addirittura un nemico?

    Risposta: Sì

    – La Russia dovrebbe essere tenuta a riportare la Crimea in Ucraina prima che gli sia permesso di rientrare nel G-7?

    Risposta: Sì

    Questo è il tempo in cui vivete, lettori. Dove certi specifici giornalisti inquisiscono e valutano l’ortodossia dei politici che hanno dalla loro solo il voto democratico. Non siate ingenui.

    Quando al fatto che Giorgetti “vorrebbe Draghi presidente”, carissimi, uscite dal sonno: ciò è stato già deciso molto sopra di lui.
    https://www.maurizioblondet.it/giorgetti-e-stato-interrogato/

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