Shock and Awe

Shock and Awe (trad. “colpisci e terrorizza”), conosciuta anche come “dominio rapido”, è una tattica militare basata sull’uso di una potenza travolgente, la cognizione della superiorità sul campo di battaglia, manovre dominanti, ostentazioni spettacolari di forza per paralizzare la percezione del campo di battaglia da parte dei nemici e distruggerne la voglia di combattere. La tattica è stata illustrata nell’omonimo libro, scritto da Harlan K. Ullman e James P. Wade nel 1996, un prodotto della Università di Difesa Nazionale degli Stati Uniti (National Defense University of the United States).

La voce di Wikipedia riporta alcuni esempi storici e questo

Declino e mancanza“l’imposizione di rottura sociale causata da un lungo periodo, senza l’applicazione di distruzione di massa.”

si adatta perfettamente alla recente pandemia da coronavirus

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Shock and Awe”

  1. La liturgia biopolitica è fatta di simboli e azioni che determinano l’inclusione e l’esclusione in una sublime, quanto assurda, antinomia: ci si può includere solo escludendosi, perché la communitas è incompatibile con l’immunitas. E, infatti, ora che l’epidemia sta scemando come neve al sole, ci è capitato di assistere allo spettacolo dell’anziano pedalatore che, con estremo sprezzo del pericolo, si inerpicava, in sella ad un velocipede “high tech”, per un’erta solitaria, rantolando, con respiro preagonico, nel tentativo di aspirare un poco di aria attraverso quel feticcio immunitario che è diventata la mascherina; o alla virago urlante che inveiva contro un passante, il quale camminava dal lato opposto della strada senza indossare il totem facciale (peraltro non prescritto). Missione compiuta!
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/le-cubiste-della-pseudoscienza

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  2. Petrovosky sottolinea inoltre che “in natura non è stato trovato alcun virus che corrisponda al COVID-19, nonostante l’intensa ricerca delle sue origini”, aggiungendo che questo “solleva la legittima domanda se il virus COVID-19 possa essere il risultato di un intervento umano”.

    Egli conclude che è “del tutto plausibile che il virus sia stato creato nella struttura di biosicurezza di Wuhan mediante selezione su cellule che esprimono l’ACE2 umano, un laboratorio che all’epoca era noto per la coltivazione di coronavirus di pipistrelli esotici”, e ipotizza che in tal caso “il virus coltivato avrebbe potuto sfuggire alla struttura” in vari modi, attraverso l’infezione di un membro del personale o lo smaltimento inappropriato dei rifiuti. Chiede “un’indagine internazionale completa e indipendente” sulla questione.

    Richard Ebright ha detto a LifeSite, in un’intervista via e-mail, che i risultati dello studio di Petrovsky “sono plausibili”, ma ha avvertito che i dati “provengono dalla simulazione computerizzata non da esperimenti e quindi devono essere considerati, nella migliore delle ipotesi, provvisori”. I risultati dello studio dovrebbero essere confermati da esperimenti fisici, ha detto Ebright a LifeSite.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/la-spinta-di-anthony-fauci-alla-ricerca-pericolosa-ha-contribuito-a-creare-la-pandemia-covid-19-6a-parte

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