Alchimia sacra

Questa sorprendente passività immessa nelle masse come per ipnotismo e transe collettiva, non è un problema psicologico; pone “un problema spirituale”, come del resto la tradizione ebraica medievale identificava la propensione a farsi possedere da un dibbuk: non una patologia psichica, ma di natura spirituale.

“E se l’esorcismo fosse il solo rimedio possibile? E se proprio per questo le chiese siano state chiuse d’autorità durante la pandemia? René Girard, con la sua tesi che la società non può durare senza il capro espiatorio, e la tradizione ortodossa, ritengono concordi che l’ufficio rituale ininterrotto e la consacrazione dell’Eucaristia sono l’elemento kathekontico che sostiene l’esistenza stessa della società. E se fosse questa la vera ragione per cui l’accesso all’Eucaristia è stato impedito durante il confinamento?”. Lo spazio lasciato vuoto nei cuori dalla Vittima divina ha lasciato posto all’infestazione del morto, del dibbuk?

Ora riguardate il video del Pentagono, dove si parla della possibilità, attraverso un vaccino che in realtà contiene un virus, specifico, di obliterare il geneVMET2, a cui si fa risalire lo spirito religioso, “fanatismo religioso” secondo il relatore.

Funvax. Controllo mentale tramite i Vaccini. Documento trapelato dal Governo Americano.

L’articolo COVID – Cosa è in un nome? (2) proviene da Blondet & Friends.

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Alchimia sacra”

  1. ma insomma potremmo trovare mille ragioni e teorie di questa resa, ma di certo al fondo si può scorgere un fondo settario e rituale nella sottomissione, quasi un apparato religioso che ha i suoi testi sacri in un scienza completamente snaturata e produttrice non di dubbio, ma di dogmi, con i suoi vescovi in forma di virologi da salotto, i suoi sacerdoti dell’intellighenzia proni a smentire tutto ciò che avevano detto fino a pochi giorni prima e i suoi missionari, con la sua terra promessa, ovvero il vaccino che rischia di diventare il vitello d’oro. E lo stesso accade per altri capitoli della mediocrità contemporanea: vediamo gente che s’inginocchia contro il razzismo, inventando una liturgia azionista al posto di un cambio di sistema. Pare proprio che l’era contemporanea sia quella della genuflessione perché una società privata di speranza e di ragione non può che vivere di idolatrie il cui carattere è quello di non poter essere messe in discussione. sono la forma di identarismo globalizzato.
    https://ilsimplicissimus2.com/2020/07/02/servitu-volontaria-da-virus/

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  2. E’ stata l’OMS a prescrivere che la malattia portata dalla “pandemia da coronavirus” si chiamasse COVID-19. Lo ha fatto ufficialmente e con grande rilievo, escludendo le altre denominazioni, tipo SARS-2 che stava cominciando ad affermarsi. L’11 febbraio il direttore generale, il noto direttore etiopico pagato da Bill Gates e amico di Anthony Fauci, convocò i giornalisti per dire:

    “Anzitutto, abbiamo un nome per la malattia: COVID-19. Vi faccio lo spelling: C -0-V-I-D, trattino uno nove. COVID-19”.

    Il motivo che l’etiopico ha addotto per questa insistenza e tassatività, non è meno balzano della scelta del nome “Dolly”da parte del gruppo che clonò la pecora.

    “Secondo le direttive concordate tra l’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Salute Animale (Sic) e dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, dobbiamo trovare un nome che non faccia riferimento ad un nome geografico, un animale, un individuo o gruppo umano , che sia pronunciabile e legato alla malattia”.

    Così esordì il direttore OMS. Per poi continuare:

    “Avere un nome è importante per evitare l’adozione di altri nomi che possono essere inesatti stigmatizzanti (?). Questo inoltre ci dà un formato standard da utilizzare per ogni futura epidemia di coronavirus”.

    Da quel momento tutti i media del pianeta, e tutti noi, non facciamo che ripetere, come COVID, COVID, COVID – come in una invocazione rituale.

    Ebbene: Bogdan Herzog di Timisoara ha provato ad applicare al termine il trattamento che ha adotato per Dolly; trascrizione in ebraico del nome, ילוד e di conseguenza lettura di esso da destra a sinistra (Ylud, neonato).

    Ha ottenuto questo: COVID diventa דיבו, ossia DIVOC: “che significa possessione da parte di un morto”. Il termine è trascritto nelle nostre lingue come Dybbuk , essendo la “b” e la “v” rappresentate dallo stesso carattere in ebraico (come in greco antico, dove V e B non si distinguono).
    Ibidem

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