Guardie bianche

La vigilanza delle guardie bianche del sistema si fa sempre più ossessionata nello smascherare chi non si attiene alle regole della dittatura scientista e sanitaria e segnala i nomi di coloro che si fanno portavoce di tesi alternative e che non credono ai dogmi della scienza manipolata dalla OMS di Bill Gates. Sono loro, le guardie bianche, a segnalarli coscienziosamente alle centrali transnazionali dei grandi network come google, Facebook, You Tube che provvedono a censurare le loro pagine ed loro post. Un comodo sistema di delega a censori esterni che mette al riparo la “credibilità democratica” dei censori dalle accuse di repressione delle idee, fatte passare come “Fake News”.
Per tutti gli altri casi scatta la legge contro l’odio per chi volesse parlare male o criticare i trans, il gender, i migranti i Rom e magari sostenere ancora la sacralità della famiglia e delle tradizioni. Non si perdonano i retrogradi, il sistema non li ammette.

https://www.controinformazione.info/i-cantori-del-regime-scientista-sanitario-vigilano-emergenza-e-vigilanza-senza-soste/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

3 pensieri riguardo “Guardie bianche”

  1. Chi chiede verità e giustizia è ipso facto bollato come un rifiuto della società ed espulso dalla comune umanità. Non si possono fare domande in tempi di dogmi liberal-globalisti. D’altronde, ce lo hanno ripetuto ossessivamente, in TV, durante tutto il tempo della quarantena: credete solo agli editori e ai media di regime, il resto sono fake news. In altri termini, il dogma è stato fissato nella surreale giornata del 21 febbraio 2020 e varrà fino alla definitiva trasformazione della società.
    Paolo Borgognone

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  2. Il nuovo ordine sanitario del capitalismo terapeutico percorre una via decisamente più mediata e, per così dire, meglio meditata: se mette fuori legge assembramenti e incontri pubblici, lo fa – secondo il discorso del medico – non certo per tutelare se stesso, ma per proteggere le vite dei sudditi, ponendole al riparo dai contagi. Se l’altro stesso diviene un potenziale e invisibile contagiato-contagiatore (asintomatico), è chiaro che per proteggere la vita di tutti e di ciascuno occorre impedire l’incontro e l’assemblea, la socievolezza e la comunità. Il vecchio regime diceva apertamente di voler evitare assembramenti per proteggere se stesso dai sediziosi (identificati con ogni assembramento non autorizzato). Il nuovo regime afferma, invece, di voler evitare gli assembramenti per proteggere non se stesso, ma la vita dei suoi sudditi. Il passaggio è –si badi – diabolicamente geniale, degno della hegeliana “astuzia della ragione” (List der Vernunft). Si viene, infatti, a creare una paradossale forma di dittatura democratica, di regime a fin di bene o, ancora, di dispotismo che, per difendere la salute, limita la libertà. Il paradosso è che, in nome della libertà futura, ci viene chiesto di rinunciare a quella presente e, in nome del bene a venire, di accettare di buon grado il male dell’odierna situazione d’emergenza. Ne scaturisce, oltretutto, una conseguenza degna della massima attenzione: il “sovversivo”, ossia colui che si opponesse al capitalismo terapeutico, denunciando la svolta autoritaria in atto, sarebbe senza esitazioni trattato come un irresponsabile, colpevole di mettere a repentaglio la salute di tutti e di ciascuno.
    Diego Fusaro
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/un-regime-a-fin-di-bene

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