Favole per addormentare

I servizi di intelligence degli USA, assieme a quelli della NATO, si sono attivati su precisa richiesta nel mese di agosto ed hanno individuato il personaggio da avvelenare per gettare poi il suo cadavere fra le gambe di Putin. Alexéi Navalny è stato individuato dai servizi occidentali come l’uomo giusto, un oppositore di Putin, da avvelenare nel momento opportuno per far scoppiare un nuovo caso internazionale che faccia mettere sotto accusa la Russia di Putin.
Non si può dire che i servizi di intelligence occidentali abbiano avuto molta fantasia, in quanto stanno ripetendo esattamente la sceneggiata del caso Skypal, l’ex colonnello dei servizi russi che viveva a Salisbury, in Inghilterra, dove si era rifugiato dopo essere stato graziato dall’allora presidente Medvedev e che fu barattato con la Russia con uno scambio di spie americane . Raggiunto dalla figlia proveniente da Mosca, i due furono avvelenati da una sostanza chimica, il Novichock, un gas nervino secondo gli inquirenti britannici, mentre si trovavano all’interno di un Pub.
Allora il caso destò un grande clamore mediatico internazionale con accuse pronunciate dalla premier Theresa May contro la Russia, senza mai permettere ai russi di partecipare alle indagini. Il caso fu seguito da sanzioni molto importanti e dall’espulsione di 23 diplomatici dal Regno Unito a cui seguì la ritorsione dei russi che ne espulsero altrettanti dalla Russia. Anche allora accuse lanciate sulla base di una indagine fatta dagli specialisti britannici con la partecipazione di quelli dell’OPAC, agenzia per il controllo sostanze chimiche, escludendo qualsiasi partecipazione di specialisti russi che ne avevano fatto richiesta.

Sotto accusa la Russia di Putin e quella fu l’occasione per decretare massicce sanzioni non solo dal Regno Unito ma anche dalla UE e dagli USA contro la Federazione Russa. I due signori del caso Skypal poi scomparvero e nessuno ha più saputo dove siano finiti. Le sanzioni contro la Russia sono rimaste fino ad oggi.
Attualmente Washington, stava esaminando da tempo un nuovo escamotage per far interrompere la cooperazione energetica fra Russia e Germania, visto che la Merkel e il governo tedesco intendeva proseguire la realizzazione del gasdotto russo che avrebbe portato il gas in Europa.

Putin, secondo i media occidentali, passa il suo tempo a far avvelenare i suoi oppositori

Quale miglior sistema che non creare un nuovo caso di avvelenamento di oppositori per far esplodere l’indignazione contro la Russia e creare un grande clamore mediatico?
Dal momento della decisione, sicuramente partita dall’ufficio di Mike Pompeo, ex direttore della CIA, i servizi di intelligence si sono messi in moto e in poco tempo si è creato il caso.
Bisogna far apparire il presidente Putin come un perfido tiranno che passa il suo tempo a far avvelenare i suoi oppositori ma che risulterebbe anche un imbecille, pensando che le sue azioni non si debbano ritorcere contro di lui.
Detto e fatto, ecco servito il caso , questa volta il soggetto da colpire è Alexéi Navalny, considerato un oppositore di Putin e che come tale incensato e pompato dalla propaganda antirussa dei media occidentali, anche se in patria conta politicamente quanto il 2 di coppe a briscola.
Parte adesso di conseguenza la campagna mediatica per le accuse dirette dai mega media occidentali e possiamo scommettere che da Washington, come dalle capitali europee, si chiederà a gran voce di interrompere ogni rapporto con la Russia, in particolare il gasdotto Nord Stream 2 , in modo che la Germania acquisti a caro prezzo il gas scisto dagli USA e renda un buon servzio alle multinazionali energetiche nord-americane che sono in forte crisi.
Un copione scontato per convincere l’opinione pubblica di “quanto è cattivo Putin” e quanto è buona l’America che “porta la democrzia” e ci porta anche il gas di cui l’Europa ha bisogno. Tutto come un bel film di Hollywood. Che volete di più.

https://www.controinformazione.info/il-caso-navalny-creato-dai-servizi-di-intelligence-usa-e-nato-per-giustificare-le-sanzioni-contro-la-russia-e-sabotare-il-gasdotto-nord-stream-2/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

2 pensieri riguardo “Favole per addormentare”

  1. Può darsi che la maggioranza della gente non lo sappia nemmeno (ed è proprio questo il problema: l’assenza di consapevolezza da parte dell’opinione pubblica), ma oggi è sufficiente una parola, un aggettivo, una mimica del viso, e subito può scattare una censura da Youtube e, a seguire, una denuncia alla magistratura. L’accusa che viene imputata a quanti si adoperano per la libertà d’informazione è sempre la stessa: incitamento all’odio. È commovente sapere che i Padroni del Discorso sono così sensibili e attenti alla tutela dei buoni sentimenti e che vigilano 24 ore su 24 affinché il più terribile di tutti, l’odio, non prevalga e non avveleni le menti degli utenti. Per ottenere un tale risultato, esso si avvale della volonterosa e gratuita collaborazione di uno stuolo di zelanti custodi del Politicamente Corretto, i quali arrivano ad iscriversi a certi canali informatici, e a passare in rassegna tutti i commenti dei lettori, al solo ed unico scopo di trovare quella tale parola, quel tale aggettivo, quella tale mimica facciale, che permettano loro di fare una segnalazione all’autorità e ottenere la censura preventiva di quel testo o quel servizio. Infatti Youtube, o qualsiasi altra piattaforma web, non verifica la fondatezza della segnalazione, se non in un secondo momento: in un primo tempo procede a rimuovere senz’altro il materiale segnalato e accusato di odio verso i clandestini, o verso gli omosessuali, o verso gli ebrei, ecc. ecc. Il che significa che il Potere non ha neanche bisogno di far sorvegliare la rete: c’è già chi ci pensa, spontaneamente e col massimo impegno; un po’ come i vicini di casa si sono occupati, durante i mesi della clausura ordinata dal governo, di segnalare a polizia e carabinieri i comportamenti non conformi ai decreti.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/un-regime-in-agonia-diventa-sempre-piu-repressivo

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