Il vaccino “italiano”

Comunque adesso anche l’Italia, l’Italia senza più ambulatori di quartiere e di paese, senza più ospedali nelle piccole città, senza più medicina davvero preventiva cioè quella che studiava i danni delle sostanze chimiche e dei lavori usuranti, ha il “suo” vaccino, fatto da una multinazionale che ha sede sul suo territorio ma che paga le tasse in Svizzera, se le paga, e che partecipa alla gara a tappe forzate per venderlo a vagonate almeno allo stato italiano.

E così ReiThera ha incaricato l’istituto nonché ospedale Spallanzani di fare la sperimentazione del vaccino sugli esseri umani. A pagamento, s’intende, ormai è normale che tutto ciò che riguarda farmaci e malattie vere o presunte sia portato al mercato dove, strillando a più non posso (VACCINI, VACCINI, GUARDATE CHE BEI VACCINI FRESCHI!), si troveranno sicuramente i compratori. Ne è convinta anche Unicredit, che ci ha investito 5 milioni. Lei investe mentre la Regione Lazio regala: gli unici fessi che regalano, ormai, siamo noi contribuenti.

Allora, tutto felice, Francesco Vaia, direttore sanitario dello Spallanzani ha fatto una conferenza stampa col camice. E il bavaglio, naturalmente. Il camice essendo ormai una divisa prestigiosa, che permette di dire qualsiasi fesseria, anche di aver volato da un continente all’altro a cavalcioni di una palla di cannone, ed essere presi sul serio.

Così l’individuo in questione ha detto ai giornalisti ivi presenti, mentre il segretario del PD nonché governatore del Lazio Zingaretti, anch’egli imbavagliato, lo fiancheggiava: “Oggi è stata inoculata la dose all’unico volontario, il primo volontario, la persona volontaria, come sapete abbiamo preso questa decisione di non esporre nessun volontario reale per la praivasi… mercoledì altri due volontari… se tutto va bene ci sarà la seconda e la terza fase, che probabilmente si farà in un paese, perché nonostante tutto quello che si dice in questa fase in Italia non c’è questa catastrofe, non abbiamo tutti questi pazienti, tutti questi malati, andremo in paesi, probabilmente della latinoamerica, dove invece il virus è in fase di crescita”.

https://www.controinformazione.info/il-vaccino-e-la-collaborazione-capitalistica/

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

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