Università

Ma vengo all’Università. Dove va registrato, per le aspettative che si sarebbero potute avere, il punto nevralgico del decadimento.I Dipartimenti dell’Alma Mater/Università di Bologna, dove io lavoro, sembrano oggi bracci isolati di Alcatraz o San Quentin.Via tutte le sedie. Seguire il flusso indicato dalle frecce. Disinfettarsi. Indossare sempre le mascherine. Divieto di conversare. Biblioteche inaccessibili. Monitoraggio dei buoni comportamenti. Invito a segnalare comportamenti non consoni. QR code su ogni porta che si valica.Sto parlando dell’Università, della sede del libero pensiero.Ho letto con attenzione Agamben, qualche mese fa, quando paragonava noi universitari che accettiamo queste limitazioni sproporzionate a quelli (il 99%) che non si rifiutarono di aderire al Fascismo cent’anni fa. L’ho letto e mi ha messo in crisi. La penso come lui.Confesso di essere un vigliacco.Penso che chi ha una vaga coscienza della sproporzione delle misure adottate dovrebbe rifiutarsi di essere parte di questo scempio.Io dico la mia nei Consigli di Dipartimento e di Corso di Laurea. Ho sempre detto come la penso. Alcuni colleghi e alcune colleghe mi scrivono privatamente per confessare che la pensano come me. Ma quando si tratta di decidere (didattica mista, didattica a distanza, misure di questo o quel tipo) non intervengono mai. Come a dire che a esprimere un’opinione, a esercitare il primo diritto che dovrebbe governare il pensiero universitario – quello alla dissidenza consapevole – deve essere sempre e solo qualcuno (altro n.d.r)

da Facebook

Autore: bondeno

redazione bondeno.com

1 commento su “Università”

  1. Io nel mio piccolo ho fallito e mi sento un fallito. Ho tradito me stesso e i miei principi. E ho tradito gli studenti e le studentesse a cui, invece di spiegare come la penso e di avviare dibattiti durante le mie lezioni per discutere in modo critico su questi argomenti, avrei dovuto più semplicemente dare l’esempio concreto e senza fraintendimenti di una persona che se ne va via.
    Questa mia confessione di vigliaccheria è rivolta specialmente a loro. Non sono stato quello che ho insegnato, non sono quello che insegno.
    Ho perso ogni diritto di rivolgermi a loro con le parole di Enrico V ad Agincourt: “We few, we happy few, we band of brothers”. Non sono riuscito a barattare niente, ragazzi. Non ho incitato alla battaglia nel giorno di San Crispino. Siate voi meglio di come vi sono apparso e di come vi appaio in questi mesi”.

    Post di Loredana Ester
    Ibidem

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