Giù le mani dall’insalata (russa)

Già il verbo “cancellare” affiancato alla parola “conoscenza” stride; peggio, l’espressione oggi molto in voga tra i progressisti Cancel culture invece genera un mostro: un nazismo senza Adolf Hitler. Quelli che si auto-elogiano definendosi “costruttori di ponti” nella realtà sono l’esatto contrario: distruttori di ponti con la storia. A sentire i benpensanti che ce l’hanno con Vladimir Putin dovremmo azzerare gli effetti che la vasta tradizione letteraria russa ha prodotto in noi occidentali. E anche la musica dei grandi compositori russi dovrebbe subire la medesima sorte. Se una tale follia prendesse piede nello svolgersi della vita sociale, questo non sarebbe più il nostro mondo ma quello di Matrix. Se l’odierno Occidente, traviato dall’ideologia progressista, non sa offrire niente di meglio che un puteolente impasto di moralismo bigotto e di stupidità tracotante, mille volte preferibile sarebbe tornare agli antichi lidi dove libertà, buonsenso e ragionevolezza avevano diritto di cittadinanza. Nessuno, a eccezione degli Stati d’Israele (per comprensibilissime ragioni) e della Romania, osò mettere al bando la musica di Richard Wagner, tacciata a sproposito di essere servita da colonna sonora alle armate del Terzo Reich, e neppure immaginò di zittire grandi direttori d’orchestra quali furono Herbert von Karajan e Wilhelm Furtwängler (quest’ultimo a nostro avviso il più convincente interprete del repertorio wagneriano) che pure si esibirono alla presenza del Führer. Cosa sarebbe stato l’Occidente se, le potenze alleate, nel 1945, avessero decretato il divieto d’insegnamento nei conservatori di tutto il mondo della sublime musica di Ludwig van Beethoven, tedesco della Renania? L’inno alla gioia, nella partitura dell’immortale Nona, non sarebbe mai divenuto l’inno dell’Unione europea. Oggi, se tutto ciò che richiama all’immaginario collettivo la patria di Čajkovskij e Dostoevskij diviene oggetto di censura, ci toccherà persino imparare a memoria la ricetta dell’insalata russa!

http://www.opinione.it/editoriali/2022/03/05/cristofaro-sola_russia-ucraina-italia-la-scala-gherghiev-%C4%8Dajkovskij-mussolini-putin-dostoevskij/

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

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