Quello che ricordo

Fonte: Marco Zorzi

Non posso sapere cosa succeda oggi in Ucraina.
So che, per giustificare il bombardamento di Belgrado, tutte le televisioni spiegarono che in Kossovo era in corso un genocidio e non era vero.
So che, per giustificare l’aggressione all’Iraq, tutte le televisioni dissero che Saddam aveva le armi di distruzioni di massa e non era vero.
So che, per giustificare l’infame distruzione della Libia, tutte le televisioni dissero che Geddafi stava massacrando il suo popolo e non era vero.
So che, per giustificare la guerra per procura contro Siria, tutte le televisioni dissero che Hassad usava le armi chimiche e non era vero.
So che, per giustificare un colpo di stato operato in Ucraina ai danni di un presidente regolarmente eletto, tutte le televisioni dissero che la polizia sparava alla folla e non era vero.
So che, per giustificare la bieca violenza delle bande neonaziste ucraine, tutte le televisioni dissero che i ribelli del Donbass avevano abbattuto un aereo di linea olandese e non era vero.
Non solo le televisioni mentirono, ma lo fecero spudoratamente, usando immagini palesemente false e spesso assegnando alle vittime il ruolo di carnefici e viceversa, con un mostruoso ribaltamento della realtà.
Oggi non so cosa sia avvenuto a Boutcha, dove le truppe russe si sarebbero abbandonate a una violenza indiscriminata contro la popolazione civile (e non si capisce per quale ragione, visto che l’esercito russo, se lo volesse, avrebbe a disposizione armi in grado di radere al suolo non solo Boutcha, ma qualsiasi città dell’Ucraina). Una cosa però so di sicuro. I giornalisti della carta stampata e delle televisioni mentono , mentono, mentono.
 Lo hanno fatto per due anni parlando del Covid, lo fanno ora parlando della guerra.

Marco Zorzi in https://www.ariannaeditrice.it/articoli/non-posso-sapere-cosa-succeda-oggi-in-ucraina-pero-ho-memoria

Autore: redattorecapo

associazione culturale Araba Fenice fondata a Bondeno (FE)

1 commento su “Quello che ricordo”

  1. Fonte: Maurizio Murelli

    E alla fine in Ucraina l’Occidente impiega le armi più potenti: le telecamere di Hollywod.
    Le truppe russe hanno lasciato Bucha il 30 marzo dopo i negoziati in Turchia. Il 31 marzo in un video passato anche sui TG italiani, il sindaco Anatoli Fedoruk annuncia:
    “Il 31 marzo passerà alla storia della nostra comunità di Bucha come il Giorno della Liberazione. La liberazione da parte delle nostre Forze Armate dell’Ucraina dagli orchi russi, dagli occupanti russi. Quindi oggi, dichiaro che questo giorno è gioioso. Gioioso e questa è una grande vittoria nella regione di Kiev! E aspetteremo sicuramente in modo che ci sia una grande vittoria in tutta l’Ucraina”. Nessuna menzione di atrocità, nessun video/foto di quel che avrebbe trovato per le strade della cittadina.
    Magicamente il 3 marzo, 4 giorni dopo, le scene che avete visto ieri in TV sulle quali risparmio l’analisi logica per di ogni singola foto. Sta di fatto che quel che ci fanno vedere gli ucraini viene subito preso per oro colato. C’è un video di Bucha in cui un soldato ucraino chiede via radio il permesso al suo comandante di sparare a chiunque non abbia al braccio la fascia blu. Permesso accordato. Nessun cadavere ha al braccio la fascia blu. Il video non fa teso, non lo passano in TV. C’è un altro video in cui un operatore riprende dalla sua auto i cadaveri sulla strada. Ad un certo punto la telecamera inquadra lo specchietto retrovisore e quel che prima avanti il parabrezza era un cadavere sull’asfalto lo si vede nello specchietto retrovisore rialzarsi. In tutta evidenza il video prima di andare in mondovisione non è stato sottoposto al “controllo di qualità” dei laboratori hollywoodiani. E si potrebbe continuare.
    Ho già detto che sono poco interessato al teatro di battaglia in Ucraina rispetto alla Guerra Mondiale iniziata dalla Potenza Atlantica in modalità “bassa intensità” agli inizi degli ani Novanta e oggi entrata nella nuova fase, quella di “media intensità”, prodromica a quella di più “alta intensità” a cui la potenza tassalocratica d’oltre oceano tende, per conseguire il suo immaginifico Nuovo Ordine Mondiale. Ho ripreso la “cronaca di Bucha”, una cittadina di uno stato periferico in cui è in corso una “guerra regionale”, cioè una battaglia della guerra mondiale, perché la cronaca hollivoodiana che se ne sta facendo in queste ore mette ben a nudo la psicopatia degli leader europei che, mentre invocano un’inchiesta indipendente, già esprimono condanna (accertato e dando per buono quel che le hollywodiane telecamere ucraine fanno vedere) e utilizzano quella cronaca per chiamare “alle armi” i propri sudditi, paventando loro giustificate lacrime e sangue. Dicono dalla Germania: “fate questo sacrificio, invece di farvi una doccia calda fatevela fredda che noi non prenderemo più gas dalla Russia”. Insomma, saranno le telecamere in modalità Hollywood a promuovere l’impiego del vettore atomico? Siamo nelle mani di inrecuperabili psicopatici e dunque la cosa si fa probabile.
    Sia chiaro, io non escludo aprioristicamente che un qualche reparto russo sia capace di commettere atrocità e ritorsioni. Ogni esercito si porta dietro reparti e uomini capaci di atroci barbarie. Ma una cosa è mettere in conto che fatti del genere sono nella logica di una qualsiasi impresa militare, e altro è sostenere, come si sta sostenendo, che questi fatti sono preordinati dal comando supremo militare o dall’apparato politico (vale ovviamente anche per gli USA o la Gran Bretagna), in questo caso, Putin, come sostengono oggi i media. In ogni caso, amici miei, preparativi al peggio.
    https://www.ariannaeditrice.it/articoli/e-alla-fine-in-ucraina-l-occidente-impiega-le-armi-piu-potenti-le-telecamere-di-hollywod

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