Spigolature

Polonia in Galizia

NYT ha permesso a uno dei suoi autori di scrivere un pezzo di opinione contro l’allargamento della guerra:

All’inizio, il sostegno occidentale all’Ucraina era principalmente progettato per difendersi dall’invasione. Ora è puntato su un’ambizione molto più grande: indebolire la stessa Russia. Presentato come una risposta di buon senso all’aggressione russa, il cambiamento, in effetti, equivale a una significativa escalation.Espandendo il sostegno all’Ucraina su tutta la linea e accantonando qualsiasi sforzo diplomatico per fermare i combattimenti, gli Stati Uniti ei loro alleati hanno notevolmente aumentato il pericolo di un conflitto ancora più grande. Stanno assumendo un rischio di gran lunga diverso da qualsiasi guadagno strategico realistico.

Quando ero in Ucraina durante le prime settimane di guerra, anche i devoti nazionalisti ucraini hanno espresso opinioni molto più pragmatiche di quelle che sono di routine in America ora. I discorsi sullo status neutrale dell’Ucraina e sui plebisciti monitorati a livello internazionale a Donetsk e Luhansk sono stati abbandonati a favore di magniloquenza e magnificenza.

Inoltre, l’invasione ha portato direttamente a una maggiore spesa militare nelle potenze europee di secondo e terzo livello.Il numero delle truppe della NATO nell’Europa orientale è decuplicato ed è probabile un’espansione nordica dell’organizzazione. È in atto un riarmo generale dell’Europa, spinto non dal desiderio di autonomia dal potere americano, ma al servizio di esso . Per gli Stati Uniti, questo dovrebbe essere un successo sufficiente. Non è chiaro cosa ci sia di più da guadagnare indebolendo la Russia, al di là delle fantasie di cambio di regime.

Gli sforzi diplomatici dovrebbero essere il fulcro di una nuova strategia per l’Ucraina. Al contrario, i confini della guerra vengono ampliati e la guerra stessa riformulata come una lotta tra democrazia e autocrazia, in cui il Donbas è la frontiera della libertà. Questa non è solo stravaganza declamativa. È sconsiderato. I rischi non hanno bisogno di essere indicati.

L’articolo Polonia entra in Ucraina il 22 mahggio? proviene da Blondet & Friends.

Nessuno pagherà

Ma naturalmente questo non affiora al livello della pubblica opinione, anzi rimane proprio nascosto: basti pensare che l’istituto statistico tedesco nel rilevare un eccesso di mortalità generale del 10 per cento nel 2021, ovvero nell’anno dei vaccini, attribuisce questo fatto non al terrore pandemico, al fatto che la sanità è stata in gran parte paralizzata da questo tsunami artificiale e all’ossessione vaccinale, ma all’invecchiamento della società. A dire il vero l’aumento di mortalità ha il suo picco nell’età che va dai 50 ai 60 anni, ma oggi il vero senbra che sia disinformazione. Pazienza tanto sono assolutamente convinto che nessuno sarà punito per aver fatto questo all’umanità, anzi adesso gli stessi che hanno ordito la pandemia e ci hanno guadagnato una colossale quantità di miliardi cercano di eliminare e distruggere quei Paesi che rappresentano un pericolo per le loro distopie e la loro inesauribile bulimia di potere.

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L’isola dei disperati

Da tutto questo e dagli ultimi sviluppi delle operazioni (il territorio della Repubblica di Lugansk è stata interamente liberato ieri) si vede che in realtà la resistenza ucraina rassomiglia piuttosto a un tragico tiro al bersaglio che viene tenuto in piedi dal continuo invio di armi affinché la Nato degli orrori possa incitare alla continuazione di una guerra già persa, stringere il cappio al collo dell’Europa e far fare una montagna di soldi alle fabbriche di armi. Non mi meraviglia che idioti di calibro di Letta e compagnia possano – ma solo dopo che De Benedetti ha lanciato l’allarme – pensare di chiedere colloqui di pace e continuare a rifornire dei fanatici. Ci vorrebbe proprio un missile su queste teste di cazzo.

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Non si voterà più

L’oligarchia ha sottratto valore al voto, ora non le resta che impedirlo con discrezione. Le opzioni sono già sul tappeto, tutte contrarie alla libertà di pensiero, malattia psichiatrica da curare. Potrebbe accedere al voto solo chi supera un test di educazione civica in cui la commissione esaminatrice sono lorsignori. Il filtro preventivo consentirebbe di eliminare tutti i pensieri liberi e dissidenti. A quel punto, perché votare, se tutti sono d’accordo?
Nel 2017 il quotidiano liberale spagnolo El Mundo ospitò un intervento dello scrittore Ignacio Vidal-Folch, dal titolo Contro il suffragio universale. La proposta era negare il voto ai giovani sotto i 28 anni – troppo sventati – e ai pensionati over 65, i quali “non dovrebbero partecipare a piani per un futuro dal quale saranno assenti per legge di vita.” Semaforo rosso anche per i disoccupati, giacché lo Stato gestisce il denaro che incassa e “poiché il denaro è l’unico linguaggio universale, il diritto di voto potrà limitarsi ai cittadini che pagano imposte”.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/liberta-di-espressione-un-ossessione-dell-uomo-bianco

nessuna correlazione

Metaverso

La domanda cruciale è capire se il trionfo illimitato sulla persuasione e sull’immaginario, del tutto a prescindere da una capacità di analisi della realtà, sia sufficiente a piegare la realtà stessa, a sottometterla.
In Occidente, almeno fino a quando gli scaffali dei supermercati rimarranno pieni, è probabile che il governo dell’immaginario sia tutto ciò che serve: la gente – almeno un’ampia parte – continuerà a vedere tutto ciò che gli accade solo attraverso gli occhiali mediatici che gli vengono forniti (come quelli che si fanno un Covid duro con tre dosi di vaccino e ringraziano il cielo perché “chissà come sarebbe stato senza”).
Ma non dobbiamo dimenticare che i nostri scaffali al supermercato, o la nostra pompa di benzina, sono riforniti solo perché in altri luoghi remoti ci sono milioni di persone che faticano a testa bassa, e che non possono permettersi uno scollamento così totale come il nostro tra la realtà con cui operano e il proprio immaginario. Non che essi siano estranei o immuni dal bombardamento delle portaerei ideologiche americane, ma la loro quotidianità li obbliga a percepirne una certa distanza, una certa, magari divertente, astrattezza.
Ecco, per noi in Occidente la vittoria per il governo del nostro immaginario basterà a tenerci nelle nostre invisibili, e perciò invincibili, catene, ma non dobbiamo illuderci che la realtà con la sua durezza fatta di lavoro, sangue, sudore e terra non avrà l’ultima parola.
Ce l’ha sempre.
E il fatto di essere “dalla parte del giusto” secondo il sacro codice di Hollywood e degli influencer su Instagram non ci proteggerà neanche un po’.

Andrea Zhok

2 giugno

USA contro Russia

Questo disegno di legge rinuncia temporaneamente ad alcuni requisiti relativi al potere del Presidente di prestare o noleggiare equipaggiamento per la difesa quando l’equipaggiamento per la difesa è destinato al governo ucraino ed è necessario per proteggere la popolazione civile dell’Ucraina dall’invasione militare russa”. Agli occhi dei guerrafondai occidentali sembra nobile, il solo problema è che questo disegno di legge è stato presentato il 19 gennaio 2022, cioè mentre erano ancora in corso negoziati ufficiali con la Russia sulle garanzie di sicurezza reciproca e più di un mese prima dell’inizio dell’operazione russa. Ciò dimostra che gli Stati Uniti sapevano che i russi avrebbero reagito militarmente al rifiuto delle garanzie di sicurezza. Gli Stati Uniti hanno deliberatamente provocato il conflitto e si sono preparati per esso in tempo utile.

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Piove sul bagnato

La politica della UE di vivere di emergenze (sostituendo la vecchia con la nuova) ha già delle ricadute:

La novità però è che la Polonia non è più sola: la stessa revisione dei contratti viene chiesta anche dai Paesi Baltici, Lituania, Lettonia ed Estonia: in una lettera alla presidente della Commissione europea i tre stati chiedono a Bruxelles di interrompere le consegne e di rinegoziare i contratti con Pfizer e compagnia vaccinale al momento che quasi nessuno si vaccina più e le consegne sono solo costose e inutili. Questo non solo mette sotto pressione la logistica e le capacità di stoccaggio, ma anche il budget perché i vaccini, che scadono in magazzino, devono ancora essere pagati e ci si trova di fronte a due fatti concomitanti il crollo abissale della volontà di vaccinarsi e la scadenza delle dosi che diventa sempre più rapida poiché i Paesi ricevono i sieri genici comprati alla commissione con una durata di conservazione sempre più breve. Milioni di dosi di vaccino sono state ordinate dall’Ue senza alcuno scopo e ora sono vicine alla data di scadenza.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/30/vaccini-al-macero-polonia-e-paesi-baltici-non-li-vogliono-piu/