Balle sesquipedali

Nel periodo pandemico si è avuta piena percezione di come questa disposizione autoritaria dei sedicenti rappresentanti del bene e del progresso fosse oramai pienamente consolidata. La quasi totalità dell’apparato mediatico non ha fatto una piega nel censurare ogni posizione scomoda e nel bastonare moralmente quelle che non gli riusciva di censurare. Qui il “bene superiore” era rappresentato dalla strategia sanitaria adottata, che veniva presentata come l’unione del vero, del bene e del giusto, rispetto a cui ogni scostamento era blasfemia. Il processo di controllo sull’espressione pubblica è stato coronato da straordinario successo e, in mancanza di un sufficiente contraltare, ancor’oggi la maggior parte dei cittadini italiani è persuaso della paccata di menzogne che sono state gabellate dai media mainstream.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/il-controllo-delle-anime-formazione-ed-informazione

N0ta: sesquipedale lo lessi per la prima volta su Topolino; tanto per rimarcare quanto sia calato il livello di tutto…

Autore: apoforeti

Unione Associazioni Culturali

1 commento su “Balle sesquipedali”

  1. Si tenga presente che le forze ucraine nel Donbass avevano trascorso otto lunghi anni a costruire un’elaborata serie di fortificazioni nella regione con l’obiettivo di resistere ad un attacco dei Russi e di infliggere loro gravi perdite quando lo avessero fatto.

    Naturalmente, i Russi tutto questo lo sapevano e hanno chiaramente pianificato una linea d’azione volta a superare i vantaggi ottenuti dagli Ucraini grazie alle loro fortificazioni e alla loro riprovevole tattica di usare i civili e le loro abitazioni come scudi.

    Allo stato attuale, dall’inizio di luglio, è ormai incontrovertibile che l’operazione russa nel Donbass è stata una vittoria schiacciante. Si tratta, a mio avviso, della più impressionante gestione nella storia moderna di un campo di battaglia semi urbano. La forza originaria, composta da oltre 60.000 soldati tra i meglio addestrati ed equipaggiati dell’esercito ucraino, è stata effettivamente distrutta. Ha subito perdite catastrofiche nei suoi quadri professionali più esperti e addestrati dalla NATO. Le massicce perdite di personale sono state parzialmente reintegrate da truppe della milizia territoriale scarsamente addestrate, ma le perdite ancora più importanti in armi pesanti non possono essere reintegrate.

    Avevo descritto la strategia e le tattiche russe in un post precedente:

    Ecco una breve sintesi dell’approccio tattico russo alla battaglia del Donbass:

    Fase 1: avanzata delle unità di ricognizione (spesso in forze, con decine o centinaia di droni in volo) per valutare la situazione, attirare il fuoco, trasmettere ai comandi video grezzi e geo-coordinate.

    Fase n. 2: con gli sciami di droni che correggono il tiro e trasmettono i video degli attacchi in tempo reale, si procede a distruggere le fortificazioni con artiglieria trainata e mobile, sistemi a razzo a lancio multiplo (con diversi gradi di forza e precisione) e persino potentissime munizioni termobariche per obiettivi particolarmente ostici.

    Lasciare che il fumo si disperda.

    Ripetere la fase 1.

    C’è ancora qualcosa che si muove?

    Ripetere la fase 2.

    Ripetere la fase 1.

    Cadaveri ovunque?

    Fase 3: inviare carri armati e fanteria per le operazioni di ripulitura.

    Passare alla serie successiva di fortificazioni.

    E così via…

    Questo è il motivo per cui l’Ucraina ora subisce centinaia di morti in battaglia ogni singolo giorno. E perché, per mesi, i Russi hanno subito pochissime perdite – almeno in rapporto di 1 a 10 – e molto probabilmente assai più basso.

    L’artiglieria (con occasionali attacchi aerei e missilistici di precisione) sta facendo tutto il lavoro di combattimento.

    L’obiettivo russo non è MAI stato quello di “prendere Kiev.” Ho sentito un sacco di argomentazioni e razionalizzazioni sul contrario. Sono dimostrativamente fallaci. Il principale obiettivo russo è SEMPRE stato quello di distruggere l’esercito ucraino, i cui gruppi più potenti erano posizionati nel Donbass e a Mariupol. E lo hanno fatto in modo COMPLETO.

    Sono altrettanto convinto che la “smilitarizzazione” continuerà ad essere l’obiettivo russo in Ucraina fino a quando gli Ucraini non imploreranno di arrendersi, accettando qualsiasi condizione proposta dai Russi.

    Solo allora la disposizione del territorio sarà decisa una volta per tutte e, se la mappa includerà un toponimo per un’Ucraina sovrana.

    Possiamo solo sperare che i disperati fanatici di #EmpireAtAllCosts di Londra e Washington non commettano un errore fatale nei loro futili tentativi di mantenere l’egemonia di fronte al risorgere di un mondo multipolare.

    Fonte: paulcraigroberts.org
    Link: https://www.paulcraigroberts.org/2022/08/19/russias-destruction-of-the-ukraine-military/
    Scelto e tradotto da Markus per comedonchisciotte.org

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