Invisibili

E’ finalmente online INVISIBILI prodotto da Playmastermovie e diretto da Paolo Cassina. Un documentario che vuole essere una testimonianza indelebile degli atti anticostituzionali del governo italiano che ha ricattato milioni di cittadini in nome di una terapia sperimentale rivelatasi inutile e dannosa. INVISIBILI ha visto la luce grazie al contributo dei cittadini che hanno partecipato alla raccolta fondi indetta da Playmastermovie e promossa dai tanti attivisti che da anni si impegnano nel percorso di ripristino della dignità umana.
Buona visione.

Questi i link per vedere INVISIBILI
http://www.playmastermovie.com
https://invisibili.playmaster.it/
Rumble https://rumble.com/v1kmxu5-invisibili-il-documentario-che-tutti-devono-vedere.html
YouTube https://www.youtube.com/watch?v=AKrE-gIu4lY
Odysse https://odysee.com/@playmastermovie:1/Invisibili—versione-streaming:e

parità di genere

Se dalla guerra fra Russia e Ucraina arrivano notizie altalenanti sui rovesciamenti di fronti, l’Armata Social non arretra mai e continua la sua marcia, non trionfale, ma silenziosamente schiacciasassi. Come ogni regime totalitario, l’Armata soffoca le polemiche e lo fa con una tecnica semplicissima: attrae con falsità scintillanti, perdona sgrammaticati e analfabeti ponendosi al loro fianco, abolisce il novanta per cento del lessico creando una lobby sterminata composta da comunicatori di concetti-base: quelli che credevamo di avere abbandonato dopo l’asilo ritornano con dignità adulta.

Cacca, pappa, bumba forse no, ma insigni strateghi stanno studiando minimalismi dialettici e ogni appiglio socio-demagogico per saziare la sete di correttezza green, gender, ovviamente politica (fingendo che esista ancora). Pochi stereotipi, ripetuti all’infinito. Si vendono biglietti aerei e camere d’albergo da tremila euro con il marchio “viaggio sostenibile” perché l’emissione di Co2 forse cala con l’aumentare del prezzo, specie se si comprano business e deluxe, tariffe che aiutano il pianeta. E questo vale ovviamente per quasi tutti i prodotti in vendita ovunque.

Coscienze a posto, ma non basta: dobbiamo imparare il nuovo lessico. Non forbito, anche parole a casaccio. Attenti solo alle desinenze, perché non importa se, a parità di mansioni, il lavoro della donna venga retribuito fino al 18 per cento in meno rispetto a quello svolto da maschi: in fondo i soldi, come si dice, vanno e vengono, l’importante è vedere tante lettere “a” al posto di “o”, per secoli abusive finali di parola che lasciavano intendere come le mansioni maschili fossero sempre svolte da uomini, anche quando l’altro sesso le interpreta nel modo migliore. A questi protocolli si adegua, pur senza farne una bandiera, quella stampa che un tempo incuteva soggezione. Il Corriere, ad esempio, sconfitto da orde di copia e incolla online, nella battaglia di (via) Solferino è costretto a trasformarsi in un catalogo di Rolex modello Divortium e ad ammettere che in politica il programma non conta, vincono le canzoni partigiane o il silenzio di chi le rifiuta.

Archiviato il capitolo quotidiani arresi all’invasore, rimangono le grandi opere, quei must-odontici libroni che ogni politico doveva avere dietro di sé per dimostrare il peso della propria cultura davanti alle telecamere in bianco-nero. L’enciclopedia Treccani, autorevole sorella minore della Britannica, non ci sta a farsi seppellire da uno smartphone qualunque. E decide di sorprendere, ma non con strepitosi rilanci culturali: bastano piccolissime, geniali innovazioni. “L’infaticabile lavoro di aggiornamento della lingua italiana a cui l’Osservatorio della Treccani si dedica senza sosta si concretizza in un dizionario storico-etimologico” la cui sostanza è “l’eliminazione degli stereotipi di genere” secondo i quali a cucinare e stirare è immancabilmente la donna, mentre a dirigere un ufficio è un uomo.

http://www.opinione.it/editoriali/2022/09/16/gian-stefano-spoto_osservatorio-treccani-gender-stereotipi-lessico/

Nomadi digitali

Per la sua quarta edizione – 17/25 settembre a Como – il Lake Como Design Festival rinnova il suo format, incentrato sull’unione tra arte e design, attraverso mostre, talk ed eventi diffusi ospitati in luoghi storici e inediti in città e nel territorio. Il tema di quest’anno è il Neo-nomadismo, una ricognizione sui nuovi nomadismi culturali e lavorativi e su quelli da sempre presenti nella storia dell’umanità, legati oggi al divario economico e alla crisi climatica: un’indagine su come il costante movimento di persone caratterizzi questo momento storico e influenzi la creatività.

Vaccini mRNA

La nuova ricerca pubblicata il 20 agosto scorso si è occupata di vedere quali sono gli effetti delle nanoparticelle lipidiche contenute nei vaccini Covid mRNA per facilitare l’ingresso di informazioni genetiche nelle cellule,  sulla funzione del sistema immunitario degli animali da laboratorio. Il risultato in sintesi è che: “la piattaforma del vaccino mRNA-LNP induce cambiamenti immunologici inaspettati a lungo termine che influenzano sia la risposta immunitaria adattativa che la protezione eterologa contro le infezioni. I nostri studi chiariscono che sono necessarie ulteriori ricerche per determinare il vero impatto di questa piattaforma sulla salute umana”

In altre parole, qualunque cosa faccia il vaccino mRNA, di buono o di cattivo, potrebbe essere tramandato di generazione in generazione. Una prospettiva spaventosa: perché è possibile che le debolezze indotte sul sistema immunitario non scompaiano nelle generazione a venire. Inutile dire che gli studi presentati da Pfizer sulla degradazione delle nanoparticelle lipidiche nei topi sono radicalmente differenti e danno una persistenza non superiore alle 300 ore: resta da capire come mai una differenza così grande, anche se ormai le cose che non funzionano nella documentazione Pfizer, così come delle consorelle sono tali e tante che non ci si può stupire più di nulla. Ma non si capisce dove comini l’incompetenza, dove l’irresponsabilità e dove un eventuale e consapevole disegno. Perché ormai quest’ultima possibilità non è da escludere.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/09/11/i-guai-da-vaccinazione-possono-anche-essere-ereditat/

Il grande fratello

Igiene e case riscaldate molto più che le medicine sono all’origine del crollo della mortalità negli ultimi due secoli. Più che al risparmio si tende alla proibizione in vita di magnifiche e future sorti del tutto inventate. Tuttavia è solo l’inizio: se i clienti paganti stanno diventando sudditi dei distributori di energia, questi un domani potranno anche dirci quanto possiamo usare il gas e dunque anche cosa dobbiamo mangiare, quanto possiamo vedere la televisione, ascoltare la radio, o stare in linea o quali strumenti possiamo usare e per quanto tempo o che numero di mail possiamo mandare visto che anch’esse sono energivore come hanno imparato a dire glie analfabeti della Co2. .

Gli stupidi non mancano

L’unico modo possibile per garantire il rifiuto della Germania delle forniture energetiche russe è coinvolgere entrambe le parti nel conflitto militare in Ucraina. La nostra ulteriore azione in quel paese porterà inevitabilmente a una risposta militare dalla Russia. Naturalmente, i russi non potranno ignorare la massiccia pressione esercitata dall’esercito ucraino sulle repubbliche non riconosciute del Donbass. Ciò consentirebbe di dichiarare la Russia un aggressore e di applicare l’intero pacchetto di sanzioni precedentemente preparato contro il Paese.

Da parte sua, Putin potrebbe decidere di imporre contro-sanzioni limitate, principalmente contro le forniture energetiche russe all’Europa. Quindi il danno per i paesi dell’UE sarà abbastanza paragonabile a quello per i russi e in alcuni paesi, in particolare la Germania, sarà maggiore. Il prerequisito perché la Germania cada in questa trappola è il ruolo guida dei partiti verdi e dell’ideologia in Europa. I Verdi tedeschi sono un movimento fortemente dogmatico, se non zelante, il che rende abbastanza facile convincerli a ignorare le argomentazioni economiche. Da questo punto di vista, i Verdi tedeschi sovra performano i loro omologhi nel resto d’Europa. Le caratteristiche personali ( qui, come si evince da altre parti del documento integrale, si fa riferimento alla scarsa intelligenza dei personaggi Ndr)   e la poca  professionalità dei loro capi – su tutti Annalena Baerbock e Robert Habeck – suggeriscono che è quasi impossibile per loro ammettere in tempo i propri errori. 

https://ilsimplicissimus2.com/2022/09/02/documento-segreto-il-suicidio-europeo-preparato-a-washington/

Artico, nuova frontiera

Fonte: Pierluigi Fagan

Come previsto, la questione dell’Artico procede inesorabile. Gli Stati Uniti hanno previsto di nominare un Ambasciator-at-Large per l’Artico. La carica che si può tradurre come “Ambasciatore generale” verrà data ad un diplomatico con ampi poteri che rappresenterà gli USA per le questioni artiche presso tutte le istituzioni, formali ed informali, presenti o che si occupano della regione.
Scatta subito sull’attenti il fido Stoltenberg, annunciando che “La NATO deve aumentare la sua presenza nell’Artico” perché i russi stanno trafficando nelle loro basi portando missiloni di ultima generazione. In più, sappiamo degli appetiti cinesi verso questa regione che permetterebbe loro di aggirare le forche caudine degli stretti indo-pacifici. Insomma, si sta apparecchiando il nuovo gioco che porterà la nuova guerra fredda sottozero. O visto che da quelle parti non c’è praticamente nessuno, molto soprazero tanto l’ambiente lì si sta già scaldando di suo. Motivo per il quale poi tutti si stanno agitando visto che sottacqua è pieno di minerali appetitosi ed energie fossili molto poco green.
Finalmente, anche i più tonti potranno così capire cosa c’era sotto l’urgenza inderogabile ad accorpare la Finlandia e la Svezia nella NATO, due nazioni storicamente non allineate, pacifiche, conviventi da tempo col vicino russo, prive di materie prime che non siano alberi e renne, senza apparente alcun rilievo strategico che non sia il Mar Baltico che è praticamente un mare chiuso, ma membri del Consiglio dell’Artico.
Si noti invece come la punta nord-est della Finlandia sia ad un tiro di schioppo (si fa dell’ironia) dalla città (Murmansk) più grande al mondo sopra il Circolo polare Artico ed unico porto russo che non ghiaccia d’inverno, quindi strategica base militare navale.
Ma tanto non serve a niente dirlo, quando scoppierà il casino annunciato, torme di invasati caricati a molla dai media brain-washing, presi da una aggressiva emotività ingestibile ed insopprimibile, ci faranno sapere la loro inutile opinione formata il giorno stesso in cui succederà qualcosa, ignari che ogni storia ha cause pregresse che loro ignorano, come ignorano tutto l’argomento della politica di potenza in questa fase storica. Così come hanno fatto e fanno per l’Ucraina. Ci vuole pazienza, tanta.

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/ambasciator-porta-pena

Test di controllo

Fonte: Antonio Catalano

Come si fa a non capire che i gay pride rappresentano la testa d’ariete che il cosiddetto mondo libero utilizza per sfondare le resistenze di quei paesi che ancora si ostinano a voler affermare la propria sovranità? Sei mesi fa il patriarca della chiesa russa ortodossa, padre Kirill, lo aveva detto chiaro e tondo, e tutti a far finta di scandalizzarsi per quelle parole di verità. Che cosa aveva detto, tra l’altro, il patriarca? Che «oggi c’è un test per la lealtà di questo governo, una sorta di passaggio a quel mondo “felice”, il mondo del consumo eccessivo, il mondo della “libertà” visibile». Di quale test parlava padre Kirill? «Il test è molto semplice e allo stesso tempo terribile: questa è una parata gay. Le richieste a molti di organizzare una parata gay sono una prova di lealtà a quel mondo molto potente. E sappiamo che se le persone o i paesi rifiutano queste richieste, allora non entrano in quel mondo, ne diventano estranei». Quando il patriarca disse queste parole, all’interno di un discorso più ampio, nel nostro mondo “libero” si scatenò una cagnara contro la grave omofobia espressa nell’omelia del primo rappresentante della chiesa russa ortodossa.  
L’ultima prova della verità che i gay pride rappresentino un terribile test, una prova di lealtà al mondo sponsorizzato dai grandi potentati occidentali, ce lo offre la Serbia. La quale ha comunicato tramite il suo presidente, Aleksander Vučić, che ha cancellato l’Euro Pride che si sarebbe dovuto tenere a settembre perché l’evento rischia di favorire scontri tra gli Lgbt che arrivano da tutta Europa e quei serbi che non accettano la politicizzazione dell’orientamento sessuale con annessa propaganda. Se andiamo a dare uno sguardo al sito https://www.epoa.eu/home/ ci rendiamo ben conto a che cosa servano questi eventi. Nel sito, tra l’altro, si dice che: l’organizzazione europea lavora per sostenere gli organizzatori del Pride in ambienti ostili; attualmente gran parte degli sforzi sono concentrati sul sostegno ai colleghi in Ucraina; si invita tutti a unirsi nello sforzo di far riuscire l’EuroPride a Belgrado dal 12 al 18 settembre. Sì perché hanno comunque deciso di farlo, in barba al divieto.
Ma perché proprio la Serbia quest’anno deve subire questo test? Innanzitutto ricordiamoci di come la Serbia sia stata ferocemente bombardata dagli americani (con il nostro aiuto, allora presidente del consiglio D’Alema) nel 1999 e nessuna anima pia democratica allora provò dolore e sofferenza per una tragedia che si consumava nel cuore dell’Europa a poche centinaia di chilometri da noi. Poi teniamo presente che nonostante le forti pressioni la Serbia non si è allineata alle sanzioni internazionali contro la Russia, anzi ha trovato un’intesa strategica con essa per il rinnovo di altri tre anni del contratto sulla fornitura di gas naturale a condizioni estremamente favorevoli. Da considerare inoltre che la Serbia ha stretto un accordo con l’Ungheria (altro paese da praidizzare) che permetterà a questa di immagazzinare nei suoi impianti gas russo.
Chiaro a cosa serve l’Euro Pride. Padre Kirill era un visionario assillato da omofobia?

https://www.ariannaeditrice.it/articoli/euro-pride-in-serbia-per-normalizzare-un-paese-recalcitrante