L’occidente sa ancora pensare?

Non sono sicuro che l’Occidente sia pronto ad affrontare le conseguenze delle sue azioni: inflazione persistente, riduzione della produzione industriale, crescita più bassa e maggiore disoccupazione. Per me, le sanzioni economiche sembrano l’ultimo evviva di un concetto disfunzionale noto come l’Occidente. La guerra in Ucraina è un catalizzatore di una massiccia deglobalizzazione”  Però chi dovrebbe e potrebbe proporre un qualche accordo per evitare il suicidio europeo, visto che l’anglosfera è decisa a continuare la guerra?

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I fumi di Kiev

Abbiamo sentito negli ultimi due mesi numerosi moniti di Washington a Mosca di non usare armi chimiche, il che francamente supera ogni record di ipocrisia visto che sono proprio gli Usa gli unici non aver mai distrutto i propri arsenali chimici pur avendo votato per la loro messa al bando. Ma adesso è proprio lo psico regime di Kiev, aizzato dagli infermieri della Nato a manomettere l’ambiente e l’atmosfera nel tentativo di rallentare l’avanzata russa. Il primo giugno scorso le unità in ritirata delle truppe ucraine hanno fatto saltare in aria un carro armato riempito con acido nitrico sull’area dell’impresa chimica Azot a Severodonetsk per fermare l’avanzata delle unità delle forze armate russe e della repubblica di Donestk: dopo l’esplosione, una nuvola arancione velenosa (quella mostrata nella foto) si è alzata ad un’altezza di circa 1 km muovendosi verso gli insediamenti di Kremennaya e Rubizhnoye con enormi pericoli per i civili, cosa però che ai reparti nazisti ancora incistati nell’esercito non interessa affatto, anzi li esalta ancora di più facendo provare loro l’emozione del crepuscolo dei dei.

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Gattini ciechi

Del resto anche l’Europa con grande ritardo si sta accorgendo del disastro a cui sta andando incontro e forse non vede l’ora di trovare un pretesto per prendere in qualche modo le distanze dal conflitto prima che sia troppo tardi: il tonfo del 30 per cento del mercato automobilistico è solo una piccola avvisaglia dell’armageddon che si sta preparando e a questo punto è probabile che una notevole fetta di società, anche ai piani alti stia meditando di sbarazzarsi dei milieu politici. La fuga di Draghi verso la poltrona più in vista della Nato, cercata con insistenza, parla chiaro riguardo a possibili sviluppi futuri.

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Pensiero del giorno

Italia, 2 Giugno 2022.

frecce tricolori

I nostri figli ancora sono costretti a portare una lurida ed insalubre pezza in volto nelle scuole, i sanitari sospesi, mentre si inizia a parlare, sempre più insistentemente, di dosi e nuove misteriose malattie. Inflazione, bollette e carburanti sempre più cari, materie prime alle stelle, incertezza sul futuro ed impossibilità di programmazione, mettono a dura prova le famiglie italiane, esauste da più di due anni di pandemia, regole insensate e grottesche, sconvolgimenti del quotidiano. I TG, la stampa, ed i programmi di pseudo approfondimento del mainstream, veri e propri megafoni della propaganda di regime, parlano solo di guerra, carestie, penuria di grano, razionamenti, incensando la resistenza ucraina, il presidente attore, il premier dell’alta finanza, auspicando sanzioni ancor più severe per l’orco russo e l’invio di nuove armi per fare la pace, catapultandoci, de facto, in un conflitto che potrebbe avere ripercussioni economiche e sociali devastanti per la nostra nazione, sconvolgendo in maniera irreversibile gli equilibri internazionali.

Italia, 2 giugno 2022.

Tutto è perfetto…siamo in ottime mani.

Buona festa della Repubblica.

Liliano Zappaterra su FB di oggi

Il granaio del mondo

Quella Russia che è al terzo posto con 86 milioni di tonnellate, 36 milioni in più degli Stati Uniti. E poi c’è il Canada, con 35 milioni. Insomma, i due Paesi patria della democrazia e delle libertà potrebbero impegnarsi a vendere il proprio grano a prezzi ridotti ai Paesi poveri, ma si guardano bene dal farlo.

E l’Ucraina? Non è neppure il granaio d’Europa perché è preceduta dalla Francia che produce 30 milioni mentre Kiev si ferma a 25, poco meno del Pakistan. Con la Germania a più di 22milioni,  la Turchia a 20 e l’Argentina a poco meno di 19 milioni. L’Italia, che si è scordata la politicamente scorretta “battaglia del grano”, è molto più in basso nella classifica, con meno di 7  milioni.

Diventa difficile credere che la fame nel mondo dipenda dalle esportazioni della sola Ucraina. Ancor più difficile credere che il prezzo in forte rialzo sia una conseguenza del blocco del porto di Odessa. Soprattutto se ci si degna di leggere l’ottimo libro di Fabio Ciconte, Chi possiede i frutti della terra. Per scoprire, ad esempio, che due terzi di tutte le sementi commerciali del mondo fanno capo a soli 4 gruppi. E nessuno di loro è controllato dai russi. O per addentrarsi nei meccanismi dei famigerati Club dei diversi prodotti rigorosamente registrati. Con il Club che sceglie gli agricoltori che possono coltivare i rispettivi prodotti, in che modo, con quali fitofarmaci, con quali attrezzature. Agricoltori trasformati in operai che devono vendere la produzione al Club ad un prezzo concordato.

Ed in questo meccanismo globale perverso, con eserciti di avvocati pronti ad intervenire in ogni parte del mondo contro il singolo contadino che sogna un margine di libertà, davvero il problema è rappresentato dal blocco russo di Odessa? Dove, peraltro, il mare è stato minato dagli ucraini per impedire lo sbarco dei russi. La realtà è che la speculazione ha bisogno di creare panico per far aumentare i prezzi. Dando la colpa a Putin anche se piove troppo o troppo poco.

Fonte: Electo Magazine.

Probabilmente molte anime buone che si fanno facilmente persuadere dalle cazzate del mainstream credono che razzismo e nazismo siano marginali in Ucraina e non immaginano invece come il regime golpista si sforzi di inculcare nella popolazione e soprattutto nei bambini idee assurde e paranoiche. Il 12 maggio scorso  Il rappresentante permanente della Russia presso le Nazioni Unite, Wassily Nebensya, ha mostrato i libri scolastici usati in Ucraina da qualche anno e ha fatto toccare con mano quali grottesche  idiozie di tipo razzial – nazionalitiche vi vengono sostenute, qualcosa di gran lunga inarrivabile persino nella Germania di Hitler. Naturalmente l’informazione occidentale si guarda bene dal commentare questo spaccato di ideologia ucraina da cui si deduce bene a quale livello di degradazione stia portando il popolo ucraino la tutela occidentale. Ma ecco alcune perle di ciò che viene insegnato ai bambini sotto il regime di Kiev:

  • L’Ucraina è la culla della civiltà da cui sono nati tutti i popoli europei, ma anche gli ebrei  visto che anche Gesù era ucraino
  • “Si è scoperto che il nome della città di Mena nella regione di Chernihiv risale al primo faraone egiziano Menes e si stima che lo stesso stato ucraino abbia più di 7.500 anni”. Dunque anche i faraoni erano ucraini
  • Costantinopoli era una colonia di Chersonesos sul territorio dell’attuale Sebastopoli. E noi che scioccamente pensavano che derivasse dal nome del suo fondatore Costantino
  • Ma ce n’è è anche per la mitologia: secondo alcuni di questi testi Eracle  proveniva dall’isola di Chortitsa sul Dnepr.
  • Gengis Khan che veniva significativamente chiamato Bogdy Khan non era un mongolo, ma un vero ucraino. Come diavolo possa aver ereditato dal padre il comando dei una tribù mongola è qualcosa che andrebbe indagato più a fondo. magari dallo stesso Zelensky che appare come un uomo dalla straordinaria cultura
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Nessuno pagherà

Ma naturalmente questo non affiora al livello della pubblica opinione, anzi rimane proprio nascosto: basti pensare che l’istituto statistico tedesco nel rilevare un eccesso di mortalità generale del 10 per cento nel 2021, ovvero nell’anno dei vaccini, attribuisce questo fatto non al terrore pandemico, al fatto che la sanità è stata in gran parte paralizzata da questo tsunami artificiale e all’ossessione vaccinale, ma all’invecchiamento della società. A dire il vero l’aumento di mortalità ha il suo picco nell’età che va dai 50 ai 60 anni, ma oggi il vero senbra che sia disinformazione. Pazienza tanto sono assolutamente convinto che nessuno sarà punito per aver fatto questo all’umanità, anzi adesso gli stessi che hanno ordito la pandemia e ci hanno guadagnato una colossale quantità di miliardi cercano di eliminare e distruggere quei Paesi che rappresentano un pericolo per le loro distopie e la loro inesauribile bulimia di potere.

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L’isola dei disperati

Da tutto questo e dagli ultimi sviluppi delle operazioni (il territorio della Repubblica di Lugansk è stata interamente liberato ieri) si vede che in realtà la resistenza ucraina rassomiglia piuttosto a un tragico tiro al bersaglio che viene tenuto in piedi dal continuo invio di armi affinché la Nato degli orrori possa incitare alla continuazione di una guerra già persa, stringere il cappio al collo dell’Europa e far fare una montagna di soldi alle fabbriche di armi. Non mi meraviglia che idioti di calibro di Letta e compagnia possano – ma solo dopo che De Benedetti ha lanciato l’allarme – pensare di chiedere colloqui di pace e continuare a rifornire dei fanatici. Ci vorrebbe proprio un missile su queste teste di cazzo.

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2 giugno