Lo ha detto davvero, Raffaele Donini assessore alla sanità della regione Emilia Romagna ha affermato : “Insieme al Governo bisognerà studiare il modo di «piazzare» le scorte di vaccini anti-Covid non utilizzati «prima che scadano»”.

Raffaele Donini, assessore alla Sanità e coordinatore della commissione Salute della Conferenza delle Regioni, in Fiera a Bologna a margine dell’inaugurazione di Cosmofarma 2022 ha dichiarato: “Le scorte ci sono anche in ragione della somministrazione della quarta dose, che è in corso, peraltro l’Emilia-Romagna è la prima regione in Italia come numero di vaccinazioni, anche se non si stanno vaccinando in tantissimi”. Ecco il problema. D’altro canto hanno già prorogato la scadenza dei vaccini proprio per aggirare l’ostacolo, Pfizer ha infatti già ottenuto dall’ente regolatorio la proroga della scadenza del proprio vaccino a 12 mesi. Se non avesse ottenuto questa proroga molte fiale (circa 400mila) sarebbero state da buttare via questa primavera.

I rapporti di Airfinity e dell’Associazione dei produttori farmaceutici parlano di 2,4 miliardi di dosi ferme nei frigoriferi. Le somministrazioni nel mondo intanto raggiungono il minimo. E nemmeno l’Africa riesce a utilizzare fiale che spesso arrivano a ridosso della scadenza e devono essere scartate.

. Se a gennaio nel nostro paese sono state fatte 4,6 milioni di iniezioni, tra il 4 e il 10 aprile eravamo a 176mila.

Ma Donini ha la soluzione :”Queste scorte, in accordo col governo, dovranno essere collocate in qualche modo nella migliore condizione prima che scadano. O impegnate nelle regioni che hanno numeri inferiori o in Paesi, come è già stato fatto in passato, in cui la vaccinazione non è certo al livello dell’Italia”.

Per quanto riguarda invece il prossimo autunno, aggiunge l’assessore: “Attendiamo la fornitura, immagino da settembre-ottobre, dei nuovi vaccini che possono essere più attagliati anche alle nuove varianti. Poi saranno il governo, il Ministero, l’Istituto superiore di sanità e la comunità scientifica nel suo complesso a dirci se questa vaccinazione andrà estesa a tutti, come quella precedente, o se dovremo concentrarci sulle persone più vulnerabili o su quelle da una certa età in su”, conclude magistralmente Donini.

Clima di menzogne

Non c’è dubbio che siamo di fronte a un cambiamento climatico come del resto ogni anno da circa 3 miliardi anni: il cambiamento è l’essenza stessa del clima, anche se adesso questa ovvietà viene spacciata come nuovo allarme planetario. E tuttavia fare del catastrofismo su un ipotetico riscaldamento globale di origine antropica che dovrebbe distruggere il pianeta, se non si risparmia Co2, è la terza grande narrazione dopo la pandemia artificialmente esaltata e la guerra lucidamente voluta a ogni costo: si tratta del completamento del grande reset destinato a rendere virtuoso l’impoverimento e la disoccupazione per salvare il pianeta. Naturalmente niente di tutto questo è vero, corrisponde solo a una ideologia catastrofista che i temi ambientali hanno assunto fin dall’esordio negli anni ’60 e per una buona ragione: il catastrofismo può essere gestito in maniera ottimale sia per rendere marginali le sue tesi come è stato per molti decenni ,sia per trasformarlo in un arma di persuasione di massa. Ce ne siamo accorti con la pandemia e ce ne accorgeremo anche di più con le questione climatiche che alla fine non sono altro che un modello di business. Se ci sono molte buone ragioni per temere l’inquinamento degli oceani e dei terreni , ci sono un’enormità di ragioni per dubitare concretamente di un influsso catastrofico delle attività umane sul clima: di certo la quantità di Co2 di origine antropica non può giustificare un riscaldamento globale che peraltro non è nemmeno arrivato ai picchi storici già conosciuti di etò romana e medioevale e forse è assai inferiore a quello che si fa credere visto che la metà delle temperature che vengono raccolte ogni giorno non sono reali, ma “interpretate” e che ci troviamo ormai alla terza revisione generale delle temperature dopo che le curve tendenziali non hanno dato i risultati attesi.

leggi tutto https://ilsimplicissimus2.com/2022/05/16/clima-di-menzogne-menzogne-sul-clima/

Spigolature

Polonia in Galizia

NYT ha permesso a uno dei suoi autori di scrivere un pezzo di opinione contro l’allargamento della guerra:

All’inizio, il sostegno occidentale all’Ucraina era principalmente progettato per difendersi dall’invasione. Ora è puntato su un’ambizione molto più grande: indebolire la stessa Russia. Presentato come una risposta di buon senso all’aggressione russa, il cambiamento, in effetti, equivale a una significativa escalation.Espandendo il sostegno all’Ucraina su tutta la linea e accantonando qualsiasi sforzo diplomatico per fermare i combattimenti, gli Stati Uniti ei loro alleati hanno notevolmente aumentato il pericolo di un conflitto ancora più grande. Stanno assumendo un rischio di gran lunga diverso da qualsiasi guadagno strategico realistico.

Quando ero in Ucraina durante le prime settimane di guerra, anche i devoti nazionalisti ucraini hanno espresso opinioni molto più pragmatiche di quelle che sono di routine in America ora. I discorsi sullo status neutrale dell’Ucraina e sui plebisciti monitorati a livello internazionale a Donetsk e Luhansk sono stati abbandonati a favore di magniloquenza e magnificenza.

Inoltre, l’invasione ha portato direttamente a una maggiore spesa militare nelle potenze europee di secondo e terzo livello.Il numero delle truppe della NATO nell’Europa orientale è decuplicato ed è probabile un’espansione nordica dell’organizzazione. È in atto un riarmo generale dell’Europa, spinto non dal desiderio di autonomia dal potere americano, ma al servizio di esso . Per gli Stati Uniti, questo dovrebbe essere un successo sufficiente. Non è chiaro cosa ci sia di più da guadagnare indebolendo la Russia, al di là delle fantasie di cambio di regime.

Gli sforzi diplomatici dovrebbero essere il fulcro di una nuova strategia per l’Ucraina. Al contrario, i confini della guerra vengono ampliati e la guerra stessa riformulata come una lotta tra democrazia e autocrazia, in cui il Donbas è la frontiera della libertà. Questa non è solo stravaganza declamativa. È sconsiderato. I rischi non hanno bisogno di essere indicati.

L’articolo Polonia entra in Ucraina il 22 mahggio? proviene da Blondet & Friends.

Non si voterà più

L’oligarchia ha sottratto valore al voto, ora non le resta che impedirlo con discrezione. Le opzioni sono già sul tappeto, tutte contrarie alla libertà di pensiero, malattia psichiatrica da curare. Potrebbe accedere al voto solo chi supera un test di educazione civica in cui la commissione esaminatrice sono lorsignori. Il filtro preventivo consentirebbe di eliminare tutti i pensieri liberi e dissidenti. A quel punto, perché votare, se tutti sono d’accordo?
Nel 2017 il quotidiano liberale spagnolo El Mundo ospitò un intervento dello scrittore Ignacio Vidal-Folch, dal titolo Contro il suffragio universale. La proposta era negare il voto ai giovani sotto i 28 anni – troppo sventati – e ai pensionati over 65, i quali “non dovrebbero partecipare a piani per un futuro dal quale saranno assenti per legge di vita.” Semaforo rosso anche per i disoccupati, giacché lo Stato gestisce il denaro che incassa e “poiché il denaro è l’unico linguaggio universale, il diritto di voto potrà limitarsi ai cittadini che pagano imposte”.

estratto da https://www.ariannaeditrice.it/articoli/liberta-di-espressione-un-ossessione-dell-uomo-bianco

nessuna correlazione

Metaverso

La domanda cruciale è capire se il trionfo illimitato sulla persuasione e sull’immaginario, del tutto a prescindere da una capacità di analisi della realtà, sia sufficiente a piegare la realtà stessa, a sottometterla.
In Occidente, almeno fino a quando gli scaffali dei supermercati rimarranno pieni, è probabile che il governo dell’immaginario sia tutto ciò che serve: la gente – almeno un’ampia parte – continuerà a vedere tutto ciò che gli accade solo attraverso gli occhiali mediatici che gli vengono forniti (come quelli che si fanno un Covid duro con tre dosi di vaccino e ringraziano il cielo perché “chissà come sarebbe stato senza”).
Ma non dobbiamo dimenticare che i nostri scaffali al supermercato, o la nostra pompa di benzina, sono riforniti solo perché in altri luoghi remoti ci sono milioni di persone che faticano a testa bassa, e che non possono permettersi uno scollamento così totale come il nostro tra la realtà con cui operano e il proprio immaginario. Non che essi siano estranei o immuni dal bombardamento delle portaerei ideologiche americane, ma la loro quotidianità li obbliga a percepirne una certa distanza, una certa, magari divertente, astrattezza.
Ecco, per noi in Occidente la vittoria per il governo del nostro immaginario basterà a tenerci nelle nostre invisibili, e perciò invincibili, catene, ma non dobbiamo illuderci che la realtà con la sua durezza fatta di lavoro, sangue, sudore e terra non avrà l’ultima parola.
Ce l’ha sempre.
E il fatto di essere “dalla parte del giusto” secondo il sacro codice di Hollywood e degli influencer su Instagram non ci proteggerà neanche un po’.

Andrea Zhok

Piove sul bagnato

La politica della UE di vivere di emergenze (sostituendo la vecchia con la nuova) ha già delle ricadute:

La novità però è che la Polonia non è più sola: la stessa revisione dei contratti viene chiesta anche dai Paesi Baltici, Lituania, Lettonia ed Estonia: in una lettera alla presidente della Commissione europea i tre stati chiedono a Bruxelles di interrompere le consegne e di rinegoziare i contratti con Pfizer e compagnia vaccinale al momento che quasi nessuno si vaccina più e le consegne sono solo costose e inutili. Questo non solo mette sotto pressione la logistica e le capacità di stoccaggio, ma anche il budget perché i vaccini, che scadono in magazzino, devono ancora essere pagati e ci si trova di fronte a due fatti concomitanti il crollo abissale della volontà di vaccinarsi e la scadenza delle dosi che diventa sempre più rapida poiché i Paesi ricevono i sieri genici comprati alla commissione con una durata di conservazione sempre più breve. Milioni di dosi di vaccino sono state ordinate dall’Ue senza alcuno scopo e ora sono vicine alla data di scadenza.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/30/vaccini-al-macero-polonia-e-paesi-baltici-non-li-vogliono-piu/

Cialtroni

Secondo alcuni analisti di rilievo finora le forse armate russe hanno usato il 12% dei soldati, il 10% dei caccia, il 5% dei missili, il 7% dei mezzi corazzati e il 4 per cento dell’artiglieria. Si tratta di numeri in accordo con quanto si conosce delle forze armate russe e come si vede ce n’è abbastanza anche per le fastidiose zanzare dell’est europeo, casomai si mettessero in testa di pungere. Per quanto riguarda le perdite esse sono di 4700 uomini, mica le cifre da barzelletta date da Kiev o dall’Inghilterra con molto senso dell’humor.

leggi tutto su https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/29/cialtroni-di-guerra-e-di-governo-la-risposta-russa-e-in-arrivo/