Progresso

Ormai da un’immagine di Progresso in veste futurista, caratterizzata da movimento, spirito di iniziativa, dinamismo, dissacrazione dei miti e abbattimento di totem stantii, siamo passati repentinamente al Progresso  in forma fascista, quello dell’asse delle superpotenze unite dalla  lotta all’orso russo ferino e incompatibile con lo sviluppo e la circolazione dello stile di vita occidentale, alle celebrazioni dello spirito patrio e del coraggio virile,  alla necessità fatale della guerra anche in vista di benefiche ricostruzioni, alla censura e alla persecuzione degli oppositori, alla supremazia di figure leader  dotate delle qualità dell’evoluzionismo scientista come le due quote rosa di Finlandia e Svezia, che rivelano la loro specificità di genere grazie alla ineluttabilità dell’ingresso delle loro nazioni nella Nato, alla competitività promossa a lotta fratricida.

Questo Progresso ha un nemico e un obiettivo, i popoli e la loro retrocessione allo stato di servi.

estratto da https://ilsimplicissimus2.com/2022/04/27/nazificazione-degli-scrivani-del-potere-162442/

Cure proibite

Infatti, tutte le trattative economico-normative fra governi nazionali e aziende multinazionali volte a far sì che le seconde possano amministrare la società attraverso i propri strumenti tecnologici, sono ancora aperte. Un’eventuale soluzione sanitaria dall’emergenza, manderebbe all’aria tutto.
La necessità di portare avanti la strategia d’ingresso diretto delle corporation nella governance della società, fa dunque sì che l’emergenza debba essere permanente. Questo obiettivo viene perseguito dalle èlite economiche attraverso tre strumenti:
a) attraverso il possesso dei media tradizionali, tutti allineati a costruire una narrazione altamente allarmistica, volta a minimizzare i costi sociali ed economici dei lockdown, impegnata nella criminalizzazione di ogni pensiero dissenziente bollato come “negazionismo”;
b) attraverso il possesso dei social media, volti a tenere sotto controllo e quando è il caso reprimere le posizioni avverse;
c) attraverso la casta dei tele-virologi, ovvero figure tecniche che, facendo da consulenti dei governi e avendo garantita una presenza onnipervasiva sui media, svolgono intermediazione a favore delle corporation e stimolano l’opinione pubblica ad accettare la prospettiva del distanziamento permanente.

estratto da https://byebyeunclesam.wordpress.com/2021/01/28/il-senso-politico-ultimo-della-pandemia/

Sottovoce

Volutamente abbiamo scelto di mantenere il blog visibile a tutti,  ma nascosto ai motori di ricerca il che ci dà la libertà di esprimere anche opinioni  fuori dal coro; ecco perché ci permettiamo di esprimere una considerazione personale: vi sarete accorti anche voi che stanno aumentando le misure poliziesche di repressione del dissenso (con la scusa del Covid).

Il fatto è che, a livello mondiale, stanno cambiando gli equilibri di potere stabiliti nel dopoguerra a guida USA in favore di quelli multipolari che vedono l’ingresso dei Cinesi, che si sono schierati apertamente col blocco Russo.

Se seguite un po’ di politica estera su https://terzapaginainfo.wordpress.com, sapete cosa intendo.

 

Palestina

Mentre prosegue l’offensiva diplomatica di USA e Israele per convincere i regimi arabi del Golfo a intrecciare relazioni di “normalizzazione” con Israle, la Turchia prende posizione a favore della Palestina come Stato indipendente e rigetta il “piano di pace” elaborato dagli strateghi dell’Amministrazione USA in accordo con Israele, senza alcuna consultazione dei leader palestinesi.

La Turchia sta ospitando un altro round di colloqui sull’unità palestinese tra le fazioni rivali Hamas e Fatah, a seguito dei recenti accordi fra Israele ed alcuni paesi del Golfo (Emirati Arabi e Bahrain)..
Il presidente palestinese Mahmoud Abbas ha chiamato lunedì il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e ha espresso il suo apprezzamento per aver ospitato i colloqui e ha esortato Ankara ad aiutare la causa palestinese con i negoziati.

Un funzionario turco, parlando a condizione di anonimato a causa del protocollo del governo, ha detto a Middle East Eye che Ankara non era direttamente coinvolta nei negoziati, ma stava incoraggiando entrambe le parti a stabilire un governo di unità e difendere congiuntamente i diritti dei palestinesi.
Alcuni osservatori hanno sottolineato che Abbas, che aveva una relazione lontana con Erdogan, si è rivolto ad Ankara a causa delle recenti azioni degli stati arabi che hanno alienato la leadership palestinese.
Alcune fonti hanno riferito che i partiti palestinesi stanno discutendo la creazione di un comitato congiunto per affrontare i disaccordi tecnici e determinare una data per le elezioni generali per formare il prossimo governo palestinese.
Entrambe le parti sono in conflitto tra loro dal 2007, quando le forze di Hamas hanno messo in rotta le truppe fedeli a Fatah e Abbas e hanno preso il controllo del territorio.

Erdogan con il leader di Hamas

Come scrive Middle East Eye, la decisione degli Emirati Arabi Uniti (EAU) e del Bahrain di normalizzare i legami con Israele ha spinto ad un incontro di alto livello tra tutte le 14 fazioni politiche in Palestina per porre fine alla disputa e creare unità nella resistenza palestinese.
Si ritiene che Hamas, che ha un rapporto più cordiale con Ankara, sia rappresentato dal vice leader Saleh al-Arouri, mentre Fatah ha inviato una delegazione composta dal segretario generale Jibril Rajoub e dal membro del comitato centrale Rawhi Fattouh.

Mentre i paesi arabi guidati dagli Emirati Arabi Uniti e dall’Arabia Saudita tacciono sempre più su come Israele tratta la Palestina ( dimostrandosi conniventi con Israele), Erdogan è emerso come un forte difensore della causa palestinese.
Le frequenti interazioni di Erdogan con la leadership di Hamas, inclusa la denunciata emissione di passaporti turchi ai funzionari di Hamas, hanno suscitato negli ultimi mesi una forte reazione da parte degli Stati Uniti e Israele.
Si sa bene che Israele e gli Stati Uniti hanno designato Hamas come un gruppo terroristico, Ankara invece ha sempre trattato Hamas come un’altra fazione palestinese.

Palestinesi protestano contro accordi di pace

Nota: Washington ha denunciato Erdogan per aver ospitato funzionari di Hamas e la frattura fra USA e Turchia appare sempre più insanabile.
Come avevano dichiarato sia Trump che Pompeo, i governi che sono ostili ad Israele non possono essere alleati degli USA. Di conseguenza la Turchia di Erdogan non gode più dei favori dell’amministrazione di Washington che sta cercando un modo per sbarazzarsi del turco.

Il modo potrebbe essere quello di provocare una guerra della Turchia contro la Grecia e Cipro per lo sfruttamento dei giacimenti di gas, con il coinvolgimento della Francia e questo potrebbe causare un disastro nel Mediterraneo orientale che potrebbe provocare la caduta di Erdogan.
La soluzione è allo studio dell’Amministrazione di Washington e la posizione intransigente di Erdogan con il problema della Palestina sta spingendo gli USA ad affrettare i tempi per un nuovo golpe ad Ankara. L’obiettivo di Washington è quello di destabilizzare il governo di Erdogan mettendolo in forte difficoltà e favorire un ricambio ad Ankara.
Queste manovre non sono sfuggite a Erdogan che sta compiendo l’ennesima piroetta riavvicinandosi alla Russia di Putin. Facile prevedere che questa volta Erdogan troverà un accordo per la Siria e una soluzione anche per la Libia, evitando di mettersi contro gli interessi della Russia nella regione.
I segnali ci sono tutti e gli equilibri nell’area stanno cambiando sempre di più a favore di una alleanza fra Turchia, Iran e Russia.

Fonte: Middle East Eye

Traduzione e nota: Luciano Lago

Il nodo gordiano

Il che ci porta al “Countering America’s Adversaries Through Sanctions Act” . Questo disegno di legge estremamente aperto arroga a Washington il diritto di

1) dichiarare questo o quel paese un “avversario” 2) sanzionare chiunque o qualunque cosa se ne occupi, o si occupi di chi se ne occupa e così via.

Alla fine, praticamente ogni entità del pianeta potrebbe essere soggetta a sanzioni (tranne, ovviamente, gli stessi Stati Uniti che si permettono di acquistare motori a razzo o petrolio dalla Russia “avversaria”). In breve, se non scegli liberamente di acquistare il nostro “gas della libertà”, ti costringeremo a farlo. L’ultima del segretario di Stato americano Pompeo è: “ Faremo tutto il possibile per assicurarci che quel gasdotto non minacci l’Europa ” (di nuovo il pretesto della sicurezza). Berlino ha ribadito la sua determinazione a continuare con esso . 24 paesi dell’UE hanno lanciato una iniziativa a Washington per protestare contro questo tentativo di sanzioni extraterritoriali . Il conveniente “avvelenamento” di Navalniy sta esplodendo come motivo per cui Berlino obbedisce al diktat di Washington . Fin qui la Merkel dice che le due questioni non dovrebbero essere collegati . Ma la pressione non farà che aumentare.

https://www.controinformazione.info/il-nodo-gordiano/

Kurdistan

L’accordo turco-iraniano limiterà il movimento dei gruppi guerriglieri curdi e eserciterà maggiori pressioni sulle loro cellule. L’accordo è segno di un significativo riavvicinamento tra Ankara e Teheran.

N.B. L’accordo tra Iran e Turchia segna un fatto nuovo, considerando che i gruppi curdi sono sostenuti e armati da Israele e dagli USA, che su questi gruppi contano per arrivare ad una balcanizzazione del paese arabo, secondo il vecchio piano degli strateghi di Washington.

Mappa Iraq Kurdistan

L’accordo tra Iran e Turchia rovescia il piano degli USA ed è significativo che la Turchia prenda nettamente le distanze dagli USA e si allei con quello che è il principale nemico  di Israele e di Washington.. Un nuovo fallimento nella politica estera dell’Amministrazione USA e per il premier israeliano Netanyahu.

Fonti: Middle East Eye – South Front

Traduzione nota: Luciano Lago

https://www.controinformazione.info/la-turchia-e-liran-hanno-raggiunto-un-accordo-per-avviare-operazioni-militari-congiunte-contro-gruppi-terroristi-al-loro-confine-con-liraq/

Yemen

Questa è la seconda offensiva lanciata dall’esercito yemenita contro obiettivi militari in Arabia Saudita in meno di 48 ore, poiché lo Yemen ha effettuato domenica un altro massiccio attacco all’aeroporto internazionale di Abha con diversi droni, di cui solo uno è stato intercettato da Riyadh.

Mappa della zona di conflitto

Le stesse autorità saudite hanno già riconosciuto l’incapacità dei sistemi di difesa missilistica Patriot di fabbricazione statunitense di rispondere agli attacchi yemeniti.
In scacco l’Arabia Saudita nonostante gli aiuti di USA e Regno Unito

Ultimamente, le forze yemenite hanno aumentato il loro potenziale militare e sono avanzate nelle città controllate dai mercenari, pagati e utilizzati da Riyadh all’interno dello Yemen, una situazione che ha messo l’Arabia Saudita in uno stato di debolezza e ansia a causa del suo possibile ritiro dallo Yemen e senza per poter concretizzare i propri obiettivi, secondo diversi analisti.
Ultimamente anche il New York Times ha riconosciuto che gli aerei senza pilota dello Yemen (droni) sono diventati una “sfida” per l’Arabia Saudita e questo regime non è in grado di contrastarli, secondo un rapporto.
L’esercito yemenita, sostenuto dal movimento popolare Ansarollah, aveva confermato in precedenza di aver attaccato, con 10 droni, due impianti vitali a Buqayq e Khurais, della compagnia petrolifera saudita Aramco , nell’est del regno arabo.
In un articolo pubblicato di recente, il quotidiano statunitense The New York Times (NYT) ha sottolineato che i dispositivi di controllo remoto dell’esercito yemenita hanno messo sotto scacco l’Arabia Saudita e questo regime non è in grado di affrontarli nonostante abbia le capacità finanziarie, militari e di intelligence necessarie per questo.

https://www.controinformazione.info/lo-yemen-bombarda-laeroporto-saudita-di-abha-con-tre-droni/

Ripulire il Libano

“Distruggere il Libano per salvarlo” (Destroying Lebanon to save it) è il titolo dello studio che il think tank americano Carnegie Middle East Center ha emanato il 10 giugno 2020, solo due mesi fa.

La tesi è semplice ed efficace: Beirut è oggi in realtà un avamposto dell’Iran in Medio Oriente, in quanto è controllato da Hezbollah [l’uno e l’altro dichiarati da Israele Amalek]; per distruggere Hezbollah bisogna distruggere il Libano, e poi dopo il cambio di regime, ricostruirlo con i finanziamenti del Fondo Monetario Internazionale.

Lo studio del Carnegie detta quanto segue: il Congresso deve approvare una legge che “proibisce a tutti i contribuenti al Fondo monetario internazionale di andare in un soccorso del Libano” ché “ricompenserebbe solo Hezbollah, in un momento [in cui] i manifestanti in Libano chiedono la fine della corruzione e si oppongono al dominio di Hezbollah “.

La distruzione economico finanziaria del Libano era notoriamente già in corso, ed ora capiamo meglio perché e da chi è stata provocata.

Ma c’è fretta: ed ecco che dopo l’esplosione che ha raso al suolo Beirut, vi atterra Emmanuel Macron e che fa? Si fa ricevere da una piccola folla che lo acclama e lo implora di liberare il paese dalla “corruzione”, e lui annuncia. sarà “l’inizio di una nuova era”, “sento la vostra rabbia”, “proporrò un nuovo patto politico per il Libano.

Quanto al Carnegie per il Medio Oriente, è una emanazione del Carnegie Endowment for International Peace, fondato nel 1910 dal miliardario Carnegie per diffondere il verbo americano nel mondo; ritenuto il terzo think tank più influente al mondo, dopo Brookings Institution e Chatham House , ha sedi a Washington DC , Mosca , Beirut , Pechino , Bruxelles e Nuova Delhi . [1]

Per Amalek, s’intende il popolo nemico mitico di Israele, di cui Deuteronomio 25: 17–18, Esodo 17:14 e 1 Samuele 15: 3 prescrive lo sterminio totale. “Dall’uomo alla donna, dal bambino al lattante, dal bue alle pecore, in modo che il nome di Amalek non venga menzionato nemmeno con riferimento a un animale dicendo “Questo animale apparteneva ad Amalek”.

Per Hezbollah è effettivamente finita, credo. Che fretta però.

L’articolo CHE FRETTA, MACRON – di eseguire la direttiva Carnegie proviene da Blondet & Friends.

Guerra ibrida

La Marina degli Stati Uniti ha presumibilmente sequestrato una nave che era in rotta verso l’Iran e trasportava zeolite, materiale necessario per fabbricare concentratori di ossigeno per i pazienti con infezione da coronavirus.

Secondo la Fars News Agency , le navi da guerra statunitensi hanno sequestrato la nave vicino al porto cinese di Qingdao mercoledì mattina.

“Solo una parte importata viene utilizzata per la produzione di concentratori di ossigeno, che è zeolite, e siamo costretti ad acquistarlo dalla Francia e importarlo nel paese attraverso diversi intermedi”, Peyman Bakhshandeh-Nejad, CEO della società Zist Tajhiz Danesh Pouya in Iran, ha detto alla Fars News Agency.
Ha affermato che il carico della nave potrebbe portare alla produzione da 4.000 a 5.000 sistemi di concentratori di ossigeno che saranno utilizzati dai pazienti.
Bakhshandeh-Nejad ha respinto le affermazioni secondo cui le sanzioni statunitensi non lasciano impatti sui settori medico e sanitario dell’Iran.
Un concentratore di ossigeno è un dispositivo che concentra l’ossigeno da una fornitura di gas (tipicamente aria ambiente) rimuovendo selettivamente l’azoto per fornire un flusso di gas prodotto arricchito di ossigeno.
Una società pionieristica basata sulla conoscenza in Iran aveva anche prodotto ad aprile uno speciale sistema di concentrazione di ossigeno che può essere utilizzato dai pazienti con coronavirus a casa.
“Il concentratore di ossigeno è il prodotto basato sulla conoscenza dell’azienda. Quando i polmoni non sono abbastanza potenti da pompare l’ossigeno necessario nel sangue, il sistema può aumentare la purezza dell’ossigeno dei polmoni “, ha affermato Ali Ebrahimi, CEO dell’azienda.
Ha aggiunto che il sistema è stato prodotto in tre versioni domestica, centrale e portatile.

Ebrahimi ha affermato che una delle applicazioni più importanti dei sistemi di concentrazione dell’ossigeno è per i pazienti con coronavirus che possono usarlo a casa senza la necessità di visitare l’ospedale.

https://www.controinformazione.info/la-marina-americana-sequestra-navi-che-trasportano-rifornimenti-dalla-cina-alliran/

Omaggio a Clint

Descrivendo la natura e gli obiettivi degli esercizi aerei congiunti della NATO che hanno portato per la prima volta bombardieri strategici a lungo raggio dagli Stati Uniti nei cieli dell’Ucraina, un alto ufficiale dell’aeronautica militare ha fatto riferimento all’aumento dei concorrenti vicini alla pari e all’aumento tensioni tra la NATO e la nostra retorica bellicosa contro la Russia e la Cina dei nostri avversari, superata dalla natura bellicosa degli esercizi:

Due lanci B-1B della 28a bomba alata nella base aeronautica di Ellsworth, nel Dakota del Sud, hanno segnato il loro primo volo in assoluto con l’ucraino Su-27 Flankers e MiG-29 Fulcrums, la scorsa settimana sul Mar Nero. Allo stesso tempo, i bombardieri a lungo raggio si sono anche addestrati nel lancio del missile anti-nave a lungo raggio, noto come LRASM, hanno detto i funzionari delle forze aeree statunitensi del comando Europa-Africa lunedì.

Mappa mar nero

“L’ascesa di concorrenti quasi pari e le crescenti tensioni tra la NATO e i nostri avversari hanno riportato la capacità anti-nave alla ribalta della missione di guerra anti-superficie per gli equipaggi dei bombardieri”, ha detto il tenente colonnello Timothy Albrecht delle 603a operazioni aeree USAFE Centro…

“Con l’aumento delle minacce marittime e il loro miglioramento delle armi ambientali anti-accesso / diniego di area, questo missile da crociera furtivo anti-nave offre un rischio ridotto di colpire le risorse penetrando e sconfiggendo sofisticati sistemi di difesa aerea nemici.”

I funzionari hanno recentemente dichiarato a Military.com che la pratica di schierare LRASM fa parte di una visione più ampia dell’Air Force Global Strike: come parte della sua missione di “ripristino” per la flotta B-1, il servizio non sta solo rendendo più visibili i suoi bombardieri supersonici e pesanti con voli multipli in tutto il mondo, sta anche riprendendo l’abitudine di esercitarsi in attacchi di precisione – specialmente nel Pacifico – segnalando un drammatico perno dopo anni di missioni di supporto aereo in volo in Medio Oriente …

Il volo sul Mar Nero con le controparti ucraine ha incorporato i KC-135 turchi, oltre agli aeromobili provenienti da Polonia, Romania, Grecia e Macedonia settentrionale per una missione strategica #BomberTaskForce a lungo raggio e di lunga durata in Europa e nella regione del Mar Nero, come hanno twittato dall’”USAFE .

Gli ultimi esercizi di integrazione nell’Europa orientale non sono passati inosservati.

Lunedì, il Ministero della Difesa russo ha notato un aumento delle attività della NATO e degli Stati Uniti nella regione, per includere il B-1 in transito attraverso il Mare di Okhotsk il 22 maggio e vicino alla penisola di Kamchatka il mese scorso.

Col.-Gen. Sergei Rudskoy, capo della principale direzione operativa dello stato maggiore russo, ha affermato che i voli dei bombardieri statunitensi insieme ai partner della NATO sono “aumentati drasticamente” nelle ultime settimane.

I bombardieri strategici hanno volato in aprile # B1B lungo la Kamchatka e, a maggio, sono stati registrati cinque di questi voli”, ha affermato il Ministero della Difesa su Twitter. Rudskoy ha anche notato il primo volo B-1 in assoluto sull’Ucraina, che ha spinto un’aero russo Su-27 e Su-30SM a sollevarsi e intercettare i bombardieri.

Pertanto, non solo la frequenza, ma anche le capacità offensive e le potenziali missioni, obiettivi e obiettivi dei voli sono state notevolmente ampliate.

Fonte: South Front

Traduzione: Sergei Leonov

https://www.controinformazione.info/mentre-la-nato-complotta-per-sottrarre-alla-russia-il-dominio-del-mar-nero-lucraina-si-unisce-alle-forze/

Esercitazioni

“Gli Stati Uniti hanno alzato l’allerta Coronavirus per l’Italia a livello 3 («evitare viaggi non essenziali»), portandolo a 4 per Lombardia e Veneto («non viaggiare»), lo stesso che per la Cina. Le American Airlines e le Delta Air Lines hanno sospeso tutti i voli tra New York e Milano. I cittadini USA che vanno in Germania, Polonia e altri Paesi europei, a livello 2 di allerta, devono «adottare accresciute precauzioni».
C’è però una categoria di cittadini USA esentata da tali norme: i 20.000 soldati che cominciano ad arrivare dagli Stati Uniti in porti e aeroporti europei per l’esercitazione Defender Europe 20 (Difensore dell’Europa 2020), il più grande spiegamento di truppe USA in Europa degli ultimi 25 anni. Compresi quelli già presenti, vi parteciperanno in aprile e maggio circa 30.000 soldati USA, affiancati da 7.000 di 17 Paesi membri e partner della NATO, tra cui l’Italia.
(…) La Defender Europe 20 viene effettuata per «accrescere la capacità di dispiegare rapidamente una grande forza di combattimento dagli Stati Uniti in Europa». Si svolge quindi con tempi e procedure che rendono praticamente impossibile sottoporre decine di migliaia di soldati alle norme sanitarie sul Coronavirus e impedire che, nei turni di riposo, entrino in contatto con gli abitanti.
Per di più la US Army Europe Rock Band terrà in Germania, Polonia e Lituania una serie di concerti a ingresso libero che attireranno un grande pubblico.
I 30.000 soldati USA, che «si spargeranno attraverso la regione europea», sono di fatto esentati dalle norme preventive sul Coronavirus che invece valgono per i civili. Basta l’assicurazione data dallo US Army Europe che «stiamo monitorando il Coronavirus» e che «le nostre forze sono in buona salute».
Viene allo stesso tempo ignorato l’impatto ambientale di una esercitazione militare di tale portata. Vi parteciperanno carrarmati USA Abrams, pesanti 70 tonnellate con corazze di uranio impoverito, che consumano 400 litri di carburante per 100 km producendo forte inquinamento per erogare la massima potenza.
In tale situazione, che cosa fanno le autorità UE e nazionali, che cosa fa l’Organizzazione Mondiale della Sanità? Si mettono la mascherina, oltre che su bocca e naso, sugli occhi.”

Da 30mila soldati dagli USA in Europa senza mascherina, di Manlio Dinucci.

La dottrina Rumsfeld/Cebrowski

Dopo due anni di lotta accanita al presidente Trump, gli ufficiali generali del Pentagono – pressoché tutti formati personalmente dall’ammiraglio Cebrowski – gli si sono sottomessi con riserva. Hanno accettato: – di non istituire uno Stato terrorista (il Sunnistan o Califfato); – di non modificare i confini con la forza; – di ritirare le truppe USA dai campi di battaglia del Medio Oriente Allargato e dell’Africa. In cambio hanno ordinato al fedele procuratore Robert Mueller, che già utilizzarono contro il Panama (1987-89), la Libia (1988-92) e per gli attentati dell’11 Settembre (2001), di insabbiare l’inchiesta sul Russiagate.
Da allora l’ingranaggio ha funzionato alla perfezione.

Gli istruttori della NATO saranno dispiegati prioritariamente in Tunisia, Egitto, Giordania e Iraq.
In tal modo la Libia sarà accerchiata a oriente e occidente. I due governi rivali di Fayez al-Sarraj – sostenuto da Turchia e Qatar, nonché da 5 mila jihadisti arrivati dalla Siria attraverso la Tunisia – e del maresciallo Khalifa Haftar – sostenuto da Egitto ed Emirati – potranno perpetuare il reciproco massacro. La Germania, felice di ricoprire il ruolo internazionale di cui è stata privata dopo la seconda guerra mondiale, farà la mosca cocchiera dissertando sulla pace per sovrastare i gemiti degli agonizzanti. La Siria sarà accerchiata da ogni parte. Israele è già di fatto membro dell’Alleanza Atlantica e bombarda chi e quanto vuole. La Giordania è già il “migliore partner mondiale” della NATO. Il 14 gennaio Re Abdallah II si è intrattenuto a lungo a Bruxelles con il segretario della NATO Jens Stoltenberg e ha partecipato a una seduta del Consiglio Atlantico. Israele e Giordania hanno già un ufficio permanente nella sede dell’Alleanza. Anche l’Iraq beneficerà di istruttori NATO, benché il parlamento abbia votato il ritiro delle truppe straniere. La Turchia è già membro dell’Alleanza e controlla il Nord del Libano grazie alla Jamaa Islamiya. Insieme, potranno fare applicare la legge statunitense “Caesar”, che vieta a qualsivoglia impresa, di qualunque provenienza, di partecipare alla ricostruzione del Paese.
Così il saccheggio del Medio Oriente Allargato, iniziato nel 2001, andrà avanti. Le popolazioni martiri della regione, il cui solo torto è essersi divise, continueranno a soffrire e morire in massa. Gli Stati Uniti terranno a casa al calduccio i loro soldati, preservando la propria innocenza; gli europei invece dovranno assumersi la responsabilità dei crimini dei generali USA.
Secondo il presidente Trump l’Alleanza potrebbe cambiare denominazione e diventare la NATO-Medio Oriente (NATO-MO/NATO-ME). La sua funzione anti-Russia passerebbe in secondo piano, a profitto della strategia di distruzione della zona non-globalizzata.
Resta da vedere come Russia e Cina reagiranno a questa redistribuzione delle carte. La Cina ha bisogno per il proprio sviluppo dell’accesso alle materie prime del Medio Oriente. Dovrebbe quindi opporsi al dominio occidentale, benché abbia una preparazione militare ancora incompleta. La Russia e il suo immenso territorio sono autosufficienti. Mosca non ha motivazioni materiali per battersi. I russi potrebbero essere addirittura alleggeriti dal nuovo orientamento della NATO. È però probabile che, per ragioni morali, non abbandoneranno la Siria e forse sosterranno altri popoli del Medio Oriente Allargato.
(http://www.voltairenet.org, 18 febbraio 2020, traduzione di Rachele Marmetti)