Siamo sulla buona strada

L’ultimo caso di tubercolosi in una scuola del Riminese c’era stato nel novembre scorso, all’alberghiero Savioli di Riccione. Ad esserne colpito era stato un ragazzino di 17 anni extracomunitario che aveva iniziato ad avvertire i sintomi della malattia (alcuni peraltro comuni anche ad altre patologie), quali appunto febbre, stanchezza, perdita di appetito, tosse e dolore al petto. Si

Notare:

Grande cura mediatica a sfatare “la leggenda metropolitana”  che la  TBC sia portata dagli stranieri; anzi gli stranieri la contraggono in Italia,  per colpa nostra.  Qui sotto la  verità:

 

I dati pubblicati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità aggiornati al 2014. Mostrano che la massima incidenza  e virulenza  della tubercolosi permane nell’Africa Subsahariana.

 

Seconda grande cura:  è una malattia  che resta “latente anche 60 anni.  Terza:  i casi italiani sono solo 3944 l’anno,  di cui il 66% stranieri (dice il Corriere); dunque  la TBC resta  “di bassa incidenza”.

Ma se per 900 casi di morbillo  –  infinitamente più benigno – si è strillato all’epidemia e alla necessità di vaccinazioni di massa, misure di salute pubblica,  ed  esclusione dei bambini non vaccinati dagli asili, perché invece 4 mila casi di TBC  non sono un’epidemia?  Perché i piccini vengono vaccinati anche contro la pertosse (che non credo abbia mai ucciso nessuno) mentre sul rischio TBC si stende il silenzio?

La “Cintura della Meningite”https://www.maurizioblondet.it/a-peste-fame-et-bello-libera-nos-domine/

STP

«Protesi, occhiali e ogni ausilio medico gratis – aggiunge Riccardo De Corato, esponente di Fratelli d’Italia, già senatore, oggi assessore regionale in Lombardia – per non parlare della completa esenzione per l’acquisto di medicine». Il tesserino si chiama Stp (Straniero temporaneamente presente) e può essere chiesto «presso qualsiasi Asl». Di queste opportunità dà conto la prefettura di Roma: il tesserino è valido 6 mesi – informa sul suo sito – ma «rinnovabile». Si rivolge allo straniero irregolare: «Puoi anche chiedere che il tesserino sia rilasciato senza l’indicazione del tuo nome e cognome». Infine avverte: «L’accesso alle strutture sanitarie non può comportare alcun tipo di segnalazione alle pubbliche autorità. Tieni comunque presente che in alcuni casi (motivi di ordine pubblico o per altri gravi motivi) la pubblica autorità potrà ottenere il referto, come avviene anche con i cittadini italiani».

Veloci e potenzialmente universali le prestazioni: «Attraverso il Pronto soccorso è possibile accedere a ogni cura – spiega il medico -. L’emergenza urgenza acuta viene garantita a tutti, però qui si parla di prestazioni banali, rese a persone esplicitamente irregolari, mentre gli italiani se le pagano, o rinunciano dovendo scegliere se curare l’una o l’altra fra più patologie». «Queste persone hanno tutto – prosegue – e molti lo esigono, con arroganza, e in genere i medici concedono tutto, per non essere accusati di razzismo. Appuntamenti, attese brevi, ricette bianche, hanno capito tutto e sono imbeccati dalle associazioni di volontariato».

http://www.ilgiornale.it/news/politica/cure-esami-e-protesi-sanit-gratis-agli-irregolari-e-1587610.html

Affari di salute

Va ricordato che ad inizio anni ’80 anche l’Italia poteva contare su un grosso polo nazionale di produzione: la vecchia e prestigiosa Sclavo, passata a inizio anni ’80 all’Eni e da questa smistata alla sua divisione chimico-farmaceutica, Anic. A fine anni ’80, poi, Eni passò il suo gioiello Sclavo al gruppo Marcucci, già oligopolista degli emoderivati e all’epoca sotto la protettiva ala di Sua Sanità Francesco De Lorenzo.

MA a chi ha poi fatto un sol boccone di SclavoGlaxoSmithKline, of course: nel momento in cui il gruppo Marcucci ha deciso di tuffarsi a capofitto nei mari ‘rossi’ e miliardari. Veleggiando a bordo della sua corazzata Kedrion, che qualche anno fa ha celebrato l’ingresso nel suo azionariato (ben il 25 per cento) della nuova Iri di casa nostra, la Cassa Depositi e Prestiti, che ha ‘investito’ nella lavorazione e nel commercio di sangue ben 100 milioni di euro.

Torniamo a bomba. Farà sapere ad EMA (e non solo) i dati reali sul suo vaccino Big Glaxo? Sarà in grado di fornire prove tangibili sui profili di rischio del suo Infanrix Hexa? O dovremo aspettare il prossimo report?

E poi. Come mai EMA nel frattempo sta a guardare? Timorosa di disturbare il Manovratore? O troppo impegnata nel trasloco da Londra ad Amsterdam?

VACCINI / DUE SCIENZIATI INDIANI SCOPRONO LE CARTE TRUCCATE DI GLAXO

https://www.maurizioblondet.it/vaccini-due-scienziati-indiani-scoprono-le-carte-truccate-di-glaxo/

Non solo per i soldi

Quando vedi un’urgenza insolita per un Paese prolisso e solitamente inconcludente, senza possibilità di vera e qualificata discussione, quasi fosse un segreto di Stato, con un terrorismo senza precedenti sui medici, innanzitutto, e poi sulle famiglie e gli insegnanti e che i problemi della scuola alla riapertura sembrano essersi ridotti all’obbligo vaccinale, comincia a sorgerti qualche serio interrogativo. Perché tutta questa fretta, esagerazione e fanatismo, vaccini o morte, vaccina o vai all’inferno? Perché insorge solo ora l‘impellenza e la necessità di vaccinarsi, c’è qualche epidemia, c’è qualche minaccia in corso, c’è qualche emergenza che a noi sfugge? Hanno ragione gli organi sanitari di oggi che obbligano a vaccinare rispetto a quelli delle generazioni precedenti che non lo prevedevano, abbiamo acquisito qualche nuova conoscenza che non divulgate per non spaventarci ma che mette in pericolo l’umanità? Non volete farci sapere, per esempio, per ragioni di correttezza politica e timore di xenofobia, che i migranti sono portatori di malattie infettive a noi ignote o debellate da tempo e dunque tocca vaccinare i bambini? Perché alcune malattie dette esantematiche, ritenute da sempre inevitabili, perfino benefiche, diventano di colpo da evitare e da prevenire? È vero che a produrre il vaccino è praticamente solo un’azienda, la Glaxo Smith Kline? È vero o è una misera bufala che l’azienda farmaceutica avrebbe ridotto gli investimenti sulla ricerca oncologica per tuffarsi nel più redditizio business dei vaccini? È vero che ha potenziato i suoi insediamenti industriali in Toscana o sono tutte sciocchezze sparate dagli spacciatori di fake news? È vero che il Paese leader nell’uso dei vaccini, gli Stati Uniti, è anche leader in Occidente nella mortalità infantile a causa di cancro? È vero che si stanno preparando altri vaccini, già ce ne sarebbero in lista d’attesa una trentina, compreso il mitico vaccino per vaccinarsi dai vaccini? È vero che la ricerca sui vaccini e sulle loro controindicazioni è affidata a centri finanziati, sostenuti, dalle stesse aziende che li producono? Sono domande ingenue, da un miliardo di dollari, anzi di più, considerando il giro d’affari. Se da un lato si può sospettare che alla base del provvedimento vi siano non solo cinici calcoli di mercato ma pure discutibili assunti scientifici, dall’altro canto si intravede un progetto di ingegneria sociale che ha come esecutori politici, giornalisti e medici e la cui finalità è rendere il popolo incapace di reagire a qualsiasi vessazione.

Il vaccino sacro

Perché insorge solo ora l‘impellenza e la necessità obbligatoria di vaccinarsi, c’è qualche epidemia, c’è qualche minaccia in corso, c’è qualche emergenza che a noi sfugge o solo quei rari casi sparati nei media, presunti e gonfiati a dismisura? Hanno ragione gli organi sanitari di oggi che obbligano a vaccinare su quelli delle generazioni precedenti che non li prevedevano, abbiamo acquisito qualche nuova conoscenza che non divulgate per non spaventarci ma che mette in pericolo l’umanità? Dubbi sui vaccini Non volete farci sapere, per esempio, per ragioni di correttezza politica e timore di xenofobia, che i migranti sono portatori di malattie infettive a noi ignote o debellate da tempo e dunque tocca vaccinare i bambini? Perché alcune malattie dette esantematiche, ritenute da sempre inevitabili, perfino benefiche, diventano di colpo da evitare e da prevenire? È vero che a produrre il vaccino è praticamente solo un’azienda, la Glaxo Smith Kline (GSK)? È vero o è una misera bufala che l’azienda farmaceutica avrebbe ridotto gli investimenti sulla ricerca oncologica per tuffarsi nel grande business dei vaccini, più sicuro nei profitti e più redditizio? È vero che ha potenziato i suoi insediamenti industriali nel Granducato di Toscana o sono tutte sciocchezze sparate dagli spacciatori di fake news? È vero che il paese leader nell’uso dei vaccini e nella presenza di aziende farmaceutiche, gli Stati Uniti, è leader in occidente nella mortalità infantile a causa di cancro, ci può essere un nesso tra le due cose? I vaccini possono essere nocivi, come sostiene l’allarmismo opposto dei no vax, o per dirla meglio: quali sono i rischi veri comparati ai vantaggi dei vaccini e quali invece possiamo considerarli innocui nel senso che non nuocciono ma sarebbero pure superflui? È vero che si stanno preparando altri vaccini, già ce ne sarebbero in lista d’attesa una trentina, compreso il mitico vaccino per vaccinarsi dai vaccini? Il prossimo target dei vaccini saranno gli anziani? Vi ricordate come finì coi vaccini per la Sars e per l’aviaria, col loro vertiginoso investimento pubblico? È vero che la ricerca sui vaccini e sulle loro controindicazioni è affidata a centri finanziati, sostenuti, dalle stesse aziende che li producono? Sono domande ingenue, da un miliardo di dollari, anzi di più, considerando il giro d’affari. Francamente non mi piace vivere in una società fondata sullo statalismo sanitario, sull’assistenzialismo farmaceutico obbligato, sulla paura di tutto, dall’Isis alle malattie, più relative dicerie. A dirla tutta, non ripongo fiducia a priori e a prescindere nelle autorità sanitarie, politiche, amministrative; nella loro saggezza, nella loro onestà, nei loro curricula politici e amministrativi, nel loro ritenere prioritario interesse la salute della gente. Mi sarei accontentato di vedere pareri e ricerche a confronto, evitando obblighi di massa, radiazioni dall’ordine dei medici, silenzio coatto. Tutte cose che mostrano un fanatismo uguale e contrario ai no-vax. So che sul tema si scatena la rete, e ho timore a sollevare ancora la questione, ma finché non si impone un vaccino obbligatorio contro la curiosità e l’amor di verità…

Marcello Veneziani in http://www.controinformazione.info/il-vaccino-sacro/

Vaccini: sì o no?

di Enrico Galoppini – 07/07/2017

Vaccini: Sì o No?

Fonte: Il Discrimine

 

email locati - locati -Stefano Montanari, scienziato, esperto di micro- e nanoparticelle, già autore di numerose pubblicazioni scientifiche e divulgative concernenti il suo campo di studio (Il girone delle polveri sottili, 2008; Il pianeta impolverato, 2014), ha dato alle stampe, con la moglie Antonietta M. Gatti, un libro che in sole 93 pagine mette a disposizione di tutti le sue scoperte effettuate grazie al microscopio elettronico e riguardanti la presenza di micro- e nanoparticolato metallico in ben ventisette (27) vaccini, pediatrici e non. Il ventottesimo vaccino analizzato è ad uso veterinario, e, colmo dello stupore, è risultato esente da queste indebite sostanze.

Qualcuno ora storcerà il naso, affibbiando alla coppia di ricercatori l’etichetta squalificante di “no vax”. Il che oltre ad essere falso (il libro s’intitola significativamente Vaccini: Sì o No?) è pure penoso, in quanto i risultati di una ricerca condotta con tutti i crismi dovrebbero essere quantomeno oggetto di curiosità da parte della cosiddetta “comunità scientifica”, di cui tra l’altro i due scienziati fanno parte.

Il dubbio è però quello che alcuni siano “più scienziati degli altri”. In altre parole, se le ricerche danno dei risultati graditi a corposi interessi costituti dall’interazione di case farmaceutiche, governi, ospedali, università e riviste, questi sono presi in considerazione e divulgati anche presso i non addetti ai lavori (la “massa” che deve pendere dalle labbra degli “esperti” anche quando ci va di mezzo la propria salute). Ma quando i risultati cozzano contro quegli interessi, li si silenzia e/o li si taccia di non “scientificità” in quanto provenienti da individui faziosi e prevenuti.

Eppure l’analisi dei ventisette vaccini condotta col microscopio elettronico da Gatti e Montanari non è basata su dicerie, bensì su evidenze fotografiche, quali sono quelle proposte in questa pubblicazione nelle pp. 43-64. Che cosa ci fa, in molti vaccini, la tripletta ferro, cromo, nichel (tipica degli acciai)? Ed il mercurio? Il piombo? L’alluminio?

Le case farmaceutiche fanno finta di nulla, ed anche se nei bugiardini indicano, scrupolosamente (o forse per mettere le mani avanti), che i loro vaccini possono provocare – tra gli altri – danni gravi e permanenti quali autismo, encefalopatia e neuropatia, non forniscono alcuna indicazione al riguardo di questo micro- e nano particolato di vari metalli tutti potenzialmente dannosi per la salute di chi se li trova iniettati intramuscolo. Perché a differenza di ciò che è organico (ed anche dei virus) questa materia inorganica, e dunque estranea, si va a piazzare a casaccio nel corpo, e per avventura anche nel cervello.

Le chiacchiere, insomma, stanno a zero, e solo un sistema conformista perché profondamente compromesso con un incredibile giro d’affari (e forse anche altro di più inquietante, aggiungiamo) può rigettare aprioristicamente i risultati di queste analisi, rinforzati da un altro recentissimo studio tedesco che le ha confermate, senza che i fautori delle vaccinazioni obbligatorie abbiano mostrato il benché minimo segnale d’interesse.

Questo libro, oltre ad esporre in esclusiva per la prima volta le analisi e le foto di laboratorio con il microscopio elettronico delle sostanze presenti nei vaccini, introduce il lettore non specialista ad argomenti che lo riguardano da vicino: la storia dei vaccini e quella delle malattie infettive; come sono somministrati i vaccini; l’efficacia dei vaccini; e molto altro.

vaccini-si-o-no-108979-1E ricorda, a chi se ne fosse dimenticato, che la Medicina non è una scienza, poiché manca dei requisiti epistemologici della scienza stessa, bensì un’arte. Arte che prima d’ogni cosa deve tenere in conto di “non nuocere” e che qualsiasi farmaco, se somministrato in dosi sbagliate, può agire come un veleno. Ed è proprio il caso di queste vaccinazioni, somministrate senza le adeguate cautele che dovrebbero derivare dalla banale considerazione che l’essere umano è un tantino più complesso di un’ameba, e dunque non risponderà mai nella stessa esatta maniera agli stimoli provocati da un vaccino (o da un cocktail di vaccini, in tenera età quando il sistema immunitario non è ancora formato!).

Detto questo, gli autori concludono così come hanno intitolato il libro: senza parteggiare per il “sì” o per il “no”, ma consigliando vivamente d’informarsi, dato che, in queste tristi e preoccupanti condizioni, vi è ben poca speranza di ricevere informazioni esaustive da parte di chi, per conformismo e/o tornaconto, pretende che tutti si vaccinino e zitti.

http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=59130

Progressi

Il Lancet, una delle più stimate riviste mediche, “Giorni fa ha pubblicato un lavoro firmato dal Public Health England e Cancer Research Uk, condotto su 23,000 donne con cancro al seno e circa 10.000 uomini con carcinoma polmonare non a piccole cellule: 9.634 sono stati sottoposti a chemioterapia nel 2014 e 1.383 sono morti entro 30 giorni.

«L’indagine ha rilevato che in Inghilterra circa l’8,4% dei pazienti con cancro del polmone e il 2,4% di quelli affetti da tumore del seno sono deceduti entro un mese dall’avvio del trattamento. Ma in alcuni ospedali la percentuale è di molto superiore alla media riscontrata. «Ad esempio, in quello di Milton Keynes il tasso di mortalità per chemioterapia contro il carcinoma polmonare è risultata addirittura del 50,9%. …. Al Lancashire Teaching Hospitals il tasso di mortalità a 30 giorni è risultato del 28%» *

«Per la prima volta i ricercatori hanno esaminato il numero di malati deceduti entro 30 giorni dall’inizio della chemioterapia, cosa che indica che i medicinali hanno provocato la loro morte, piuttosto che il cancro».
http://www.maurizioblondet.it/quanti-stecchiti-dalla-chemio-dai-giornalisti-ignoranti/

Vaccini

Da Il Fatto Quotidiano

Mia figlia ha poco più di due anni. Il protocollo vaccinale previsto per lei dalla Asl della mia città è stato rispedito al mittente con questa motivazione sottoscritta da me e mia moglie (laureati entrambi in Scienze Statistiche):

Crediamo che l’opzione vaccinale proposta – di fronte alla quale ci guardiamo bene dall’ostentare certezze in un senso o nell’altro – costituisca la prima, enorme prova di responsabilità nella vita di un genitore. La nostra innata propensione all’approfondimento, nonché un imprinting accademico che da sempre ci orienta a un sano esercizio del dubbio, ci ha portato a valutare questa scelta esclusivamente in termini di propensione al rischio, ponderato con lo stile di vita che presumibilmente caratterizzerà il futuro di nostra figlia. Di conseguenza, la nostra scelta è quella di sottrarci ai rischi impliciti di un protocollo standardizzato e, proprio per questo, privo di qualsiasi valutazione delle specificità di nostra figlia.
Abbiamo soltanto due certezze. La prima è che qui nessuno ne ha alcuna. Non ne hanno i no-vax, che – dopo le pur lodevoli battaglie degli anni Novanta – appaiono oggi incapaci di organizzare un’autorevole e credibile controffensiva culturale, agitando disordinatamente istanze preromantiche senza muovere un dito. Non ne hanno soprattutto i pro-vax, che – rinchiusi e starnazzanti nelle prigioni di comfort in cui sono tenuti segregati da una pergamena appesa al muro o dal servizio di un Tg – sembrano dimenticare che la Legge dello Stato 210/92 prevede esplicitamente l’indennizzo economico per i danni da vaccino (se fossero così innocui, perché esisterebbe questa legge?). Legge di cui, peraltro, ha usufruito per esempio questa famiglia.

La seconda certezza – quella che mi induce per la prima volta a espormi su questo delicatissimo tema – è che una delle due controparti, non potendo argomentare la propria tesi, ha scelto la via più allarmante: quella di usare il tallone di ferro per schiacciare la nostra libertà e costringerci a scegliere solo uno fra due diritti fondamentali, quello all’istruzione e quello alla libertà di cura e, per estensione, alla inviolabilità del nostro corpo.
Non mi interessa sapere chi ha ragione e chi ha torto. Karl Popper diceva: “Io posso avere torto e tu puoi avere ragione, ma per mezzo di uno sforzo comune possiamo avvicinarci alla verità”. M’interessano unicamente la tutela della salute di mia figlia e, se capita, di quel che resta della democrazia in questo malato terminale chiamato Italia. M’interessa sapere che l’antipolio è una vaccinazione obbligatoria nonostante dal 2002 l’Italia sia stata dichiarata polio-free, non da un sabba di streghe, ma dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.

M’interessa sapere che l’anti-epatite B è stata resa obbligatoria in Italia nel 1991, proprio negli anni in cui l’allora ministro della Sanità, Francesco De Lorenzo, e il responsabile farmaceutico del Ministero, Duilio Poggiolini, venivano condannati per aver intascato mazzette da casa farmaceutiche tra cui la Glaxo-SmithKline, l’azienda produttrice del vaccino (piccolo dettaglio: l’epatite B si trasmette coi rapporti sessuali, perché imporla ai neonati?). M’interessa sapere che, da parte di qualche addetto ai lavori, continuo a sentir parlare di immunità di gregge anche contro il tetano.

E m’interessa sapere che, dopo anni in cui – solo per rispetto nei confronti di mia figlia – su questo argomento mi sono morso la lingua e legato le dita, all’indomani del decreto della settimana scorsa che considero nazista mi sentirei più irresponsabile a restare in silenzio. Perché con quel decreto si è superato un limite molto delicato e che, se si è intellettualmente onesti (e comunque la si pensi sui vaccini), giustifica ogni aggettivo e ogni reazione..

Vi siete chiesti perché Frau Lorenzin mostra così spavaldamente i muscoli? Vi siete chiesti perché stanno imponendo ai bambini e alle loro famiglie una scelta fra due diritti fondamentali, quello all’istruzione e quello alla libertà di cura? Vi siete chiesti perché in nessun altro paese al mondo esiste un tale accanimento vaccinale? La risposta, che non vi raccontano certo i mezzibusti televisivi, è che dal 2014 gli Usa hanno nominato l’Italia capofila mondiale nelle strategie vaccinali. In una parola, soldi. Anzi, montagne di soldi.

Vedete, io sono culturalmente uscito da questo sistema tre anni fa. Non ho più capi e padroni, né professionali, né spirituali, né politici. Sono tra le poche persone in Italia che (1) non è ricattabile, (2) possiede una qualche conoscenza specialistica e (3) è in possesso di una qualche capacità comunicativa e ha il privilegio di poter scrivere libri e accedere a qualche circuito informativo ancora indipendente. Posso quindi affermare, senza timore di essere radiato da niente, che la disobbedienza civile è un dovere sacro quando lo Stato diventa dispotico o, il che è la stessa cosa, corrotto (Gandhi).

Ora fate pure i vostri conti. Starnazzate da una parte e dall’altra, difendendo i vostri risibili interessi di bottega. Da una parte, continuate a organizzare convegni. Dall’altra, abbassate gli indumenti ai vostri figli e fateli sforacchiare, accarezzandoli con una mano mentre con l’altra messaggiate su Whatsapp. Accapigliatevi. Insultatevi. E soprattutto insultatemi. Sceglietevi i vostri carcerieri preferiti e non dubitate mai di nulla. Al limite mandatemi davanti a un giudice e toglietemi la patria potestà. Perché sarà questo l’unico modo che vi resta – ve lo garantisco – per poter afferrare il braccino di mia figlia e riempire il suo corpo con le vostre porcherie.

Ps. Un’ultima cosa: sono assolutamente convinto che tutte le mamme italiane saranno felicissime di sottoporre i loro figli a un’overdose vaccinale che non si è mai vista – e soprattutto mai testata – in precedenza.
http://www.ilcambiamento.it//articoli/decreto-vaccini-il-dovere-di-obbedire-o-il-dovere-di-insorgere

Totalitarismo medico

Paolo Rossaro è stato radiato dall’Ordine dei Medici di Padova dopo che la Cassazione l’ha condannato a 1 anno e sei mesi di carcere, pena sospesa, per omicidio colposo di un paziente canceroso. Il dottor Rossaro è quello di cui mi sono consapevolmente affidato dopo la diagnosi e l’operazione di cancro polmonare a piccole cellule, rifiutando deliberatamente la chemio , e seguendo invece, sotto la sua guida, la terapia di mega-dosi endovena di acido ascorbico.

Hanno rovinato la vita ad un medico di valore. La cosa addolora ma non stupisce. E’ una delle manifestazioni, sempre più frequenti, del totalitarismo ambientale che si chiude sopra di noi. Non è stupefacente che uno stato che insegna ai bambini la masturbazione e l’omosessualità, chiamandola “buona scuola”, chiami “buona medicina” e la sola autorizzata l’iniezione di dodici vaccini in una volta in infanti col sistema immunitario ancora non sviluppato, ed esegua ritorsioni sulle famiglie, repressioni, espulsioni e messa alla fame di medici. Lo Stato totalitario omosessista, quello che ci obbliga per legge ad accettare come normale l’innaturale, non si ferma certo alla pedagogia del gender negli asili. Esso ha una sua “scienza” innaturale, che impone per legge penale, conculcando la libertà dei medici – come conculca quella dei genitori e viola la coscienza intima degli scolari. Saremo sempre più oppressi, in tutt’altri campi, da questo totalitarismo dell’anormalità che si impone con la polizia e il carcere.

Se è esatta la dizione leggo che la Cassazione ha condannato Rossaro (fra l’altro a pagare 220 mila euro ai familiari del paziente morto nel 2007, Cristian Trevisan) perché “la Suprema Corte ha certificato l’esistenza del nesso di causalità tra le cure di medicina palliativa e la malattia che ha provocato il decesso di Cristian Trevisan”. La malattia del Trevisan era linfoma di Hodgins – di cui di solito si muore; stabilire “il nesso di casualità” fra le endovena di acido ascorbico e la morte per cancro, è appunto uno dei quei funesti miracoli totalitari, in cui sono i giudici, non i medici, a decretare la cura giusta e a punire per quella sbagliata.

M’ero offerto di testimoniare a favore del dottor Rossaro, portando il mio caso e il trattamento di acido ascorbico. I legali non l’hanno chiesto, e capisco perché. Probabilmente la sola cosa che avrei ottenuto sarebbe stata di far incriminare anche me, per falsa testimonianza o qualcosa del genere. Dopotutto, come potevo provare che avevo seguito quella terapia e non un’altra? Tutto ciò che ho, è una diagnosi iniziale dell’Istituto Tumori di Milano, e un’attestazione dell’avvenuta operazione chirurgica. Proprio perché questi trattamenti complementari avvengono fuori dai canali ufficiali, non abbiamo cartelle cliniche da esibire, referti sul decorso e follow-up, statistiche di remissioni o insuccessi, tassi di sopravvivenza a cinque anni, insomma “dati oggettivi” che placano la burocrazia totalitaria. Nello stato totalitario ospedaliero non si cerca la cura del paziente, ma l’adesione ai protocolli. Se segue i protocolli, il medico non sarà incriminato – anche se il paziente è morto per chemioterapia.

Leggi tutto su http://www.maurizioblondet.it/solidarieta-al-dottor-paolo-rossaro-perseguitato/

Epidemie e vaccini

Per non dimenticare le parole di David Rockefeller nell’indirizzo a un vertice della Commissione trilaterale nel giugno del 1991, “Siamo grati a Washington Post, New York Times, Time Magazine e altre grandi pubblicazioni i cui direttori partecipano ai nostri incontri e rispettano la promessa di discrezione da quasi 40 anni. … Ci sarebbe stato impossibile sviluppare il nostro piano mondiale se fossimo stati sottoposti alle luci della pubblicità in quegli anni. Ma il mondo è più sofisticato e pronto a marciare verso un governo mondiale. La sovranità sovranazionale dell’élite intellettuale e dei banchieri mondiali è sicuramente preferibile all’autodeterminazione nazionale esercitata nei secoli passati”.

https://aurorasito.wordpress.com/2016/02/04/la-fondazione-rockefeller-proprietaria-del-virus-zika/

Stati falliti

World Map, showing Failed States according to the “Failed States Index 2010”

legendaCome si vede dalla cartina Canada, Australia e stati Scandinavi sono gli unici che si possono chiamare “Stati”, secondo una valutazione basata su 12 indicatori di “vulnerabilità dello stato” – quattro sociali, due economici e sei politici. Gli indicatori non sono progettati prevedere quando gli Stati subiscono un collasso. Al contrario, essi sono destinati a misurare la vulnerabilità di crollo o di conflitto di esso. Tutti i paesi nella categoria rossa (Alert, FSI di 90 o più), arancione (Attenzione, FSI di 60 o più), o gialla (Moderato, FSI di 30 o più) manifestano alcune caratteristiche che tendono parti delle loro società e delle loro istituzioni vulnerabili al fallimento. Alcuni Stati nella zona gialla potrebbero fallire più velocemente di altri nella zona arancione o rossa. Al contrario, alcuni nella zona rossa, anche se in una situazione critica, possono manifestare alcuni segnali positivi di recupero o di lento deterioramento, dando loro il tempo di adottare strategie di attenuazione.

N.B. Non stiamo parlando qui del più banale default di bilancio (puramente finanziario), ma di indici sostanziali che riguardano noi come Italia, ma anche un gran novero di paesi (Stati Uniti compresi) che noi siamo abituati a considerare “Civili”.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Stato_fallito