L’innominato

Il sotto-sistema dell’INNOMINATO, composto, dal 1992 in Italia,  da una decina di hedge fund e  21 banche d’affari, ha fallito,  in quanto ha reso insolvente il sistema bancario italiano, come fece fallire 9.000 banche nel 1929, provocando allora  un corto circuito nel sistema bancario di alcuni paesi , il blocco delle operazioni bancarie, il blocco delle forniture alimentari nelle città, il blocco dei trasporti  e situazioni di fame nelle città.

I cittadini italiani dal 1992 stanno pagando le accise più elevate del mondo , nessuno Stato al mondo fa pagare tasse,  su carburante- auto e su bollette luce e gas,  come quelle che fa pagare lo Stato italiano.

Lo Stato italiano è cattivo ? 

Lo Stato italiano non è cattivo .

 Lo Stato italiano è vittima dal 1992 dell’ INNOMINATO e deve pagarlo ogni anno.

100 miliardi di euro di interessi e perdite su derivati pagati ogni anno dal Tesoro italiano dal 1992 a cd investitori istituzionali. E’  il nome,  investitori istituzionali, .che si sono auto-conferiti sebbene di istituzionale abbiano ben poco, essendo , in realtà,  ora lo sappiamo, una decina di hedge fund speculatori anglo-caucasici di proprietà dell’INNOMINATO.

 Il GOVERNO DI TURNO NON SI E COSTITUITO PARTE CIVILE NEL PROCESSO DI TRANI. Eppure il PM d Trani difendeva gli interessi dello STATO ITALIANO e dei suoi cittadini.

Se ci fossimo costituiti parte civile nel processo di Trani “, è stata la risposta del Governo , “gli investitori istituzionali  non avrebbero piu comprato i titoli di Stato italiani nelle aste “.

Quindi un ricatto. Un  ricatto,  quindi il Tesoro italiano è sotto lo scacco di questi cd investitori  istituzionali

BASTAVA al Governo e BASTEREBBE tutt’ora UN DECRETO LEGISLATIVO, uno degli innumerevoli decreti legislativi emessi dal 1992 in poi,  in materia bancaria e finanziaria   per costringere BANCA D’ITALIA a comprare i titoli di Stato  non comprati nelle aste dai cd iinvestitori istituzionali .

I decreti legislativi sono stati emessi solo dal 1992 e solo in materia bancaria e finanziaria,  saltando sistematicamente il Parlamento.

BASTAVA UN DECRETO LEGISLATIVO PER COSTRINGERE BANKITALIA SPA A COMPRARE I BTP,  CHE SAREBBERO RIMASTI INVENDUTI NELLE ASTE SE IL GOVERNO SI FOSSE COSTITUITO PARTE CIVILE NEL PROCESSO DEL RATING DI TRANI .

Dal 2016  l’INNOMINATO ha dunque finalmente un nome ed un  cognome.

Secondo alcuni autori , il principale azionista dI Vanguard Group Inc è  la  Rothschild Asset Management Inc.
State Street Corp apparterrebbe alla Edmond De Rothschild.
FMR/Fidelity,
l’ hedge fund  di Visa, è controllata dalla  Rothschild Bank AG, mentre il  49% è detenuto dall’ hedge fund dell’ ex  Presidente USA  Johnson.

Gli interessi privati dei Rothshild  e gli interessi pubblici degli Stati degli Stati Uniti e del Regno Unito,  convergono in quanto indissolubilmente legati da un vincolo statutario posto nello Statuto sia della FED  che della Bank of England , di cui i Rothshild  sono azionisti di maggioranza,,  di preservare l’occupazione nel territorio degli Stati Uniti e del Regno Unito .

Vincolo statutario di preservazione dell’occupazione nel territorio italiano ed europeo che invece i Rothshild ,  che controllano anche le altre tre  banche sovranazionali ( BCE, BIS di Basilea e FMI) , NON  hanno fatto porre nello statuto di Banca d’Italia e della BCE.

Sarebbe soltanto necessario che lo Stato italiano si auto-determini, che riassuma il controllo di Banca d’Italia e dell’ente di Energia, che si ritorni alla situazione ante 1992, periodo in cui, grazie alla Legge Bancaria (1936-1992) l’Italia era divenuta la quinta potenza mondiale. 

https://nicolettaforcheri.wordpress.com/2017/04/03/la-solitudine-di-un-pm-davanti-allinnominato/

La legge bancaria del 1936

C’era un tempo (poco più di vent’anni or sono, ma sembrano secoli) in cui le banche erano ordinate per categorie. Le banche d’affari da un lato, le banche di credito ordinario dall’altro. E le banche di credito ordinario erano suddivise in Istituti di diritto pubblico, banche d’interesse nazionale strutturate in società per azioni controllate dall’Iri, Casse di Risparmio nate sulle fondamenta di antichi Monti di Pietà o come emanazione delle Istituzioni locali, Banche Popolari di natura cooperativa, sorte già nell’Ottocento a fianco o per iniziativa dei movimenti dei lavoratori, ed infine le più minuscole Casse Rurali ed Artigiane, anch’esse di natura cooperativa.

Era questo l’impianto della legge bancaria del 1936, spazzato via negli anni ‘90 dal nuovo Testo Unico Bancario.

La nuova regolazione, o meglio “deregolamentazione”, ha abolito anzitutto la distinzione tra banche d’affari e banche di credito ordinario, introducendo la nuova figura della “banca universale”, che può fare di tutto: dal credito a medio e lungo termine alle speculazioni sul mercato  finanziario, all’attività assicurativa, e strutturata obbligatoriamente in società per azioni. Si sono disperse in questo modo competenze consolidate, e si sono improvvisate competenze inesistenti. Ed il nuovo comandamento “creare valore per gli azionisti” obbliga i manager e gli amministratori ad un’ottica di breve periodo, perché anno dopo anno essi devono far crescere gli utili di bilancio ed il valore dell’azione in Borsa, e solo su tali  risultati sono giudicati

Gli effetti di queste distorsioni cominciano ad essere sotto gli occhi anche di chi è cieco perché non vuol vedere.

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